Il programma del Cai Nuoro

Montagne, graniti e calcare dell’interno della Sardegna. Le falesie e i tratturi sulle coste, paesaggi di Barbagia e tramonti a occidente. Programmi del Club Alpino “Giovannino Fenu”, sezione di Nuoro, il CAI dei due mari, come sostiene il presidente Matteo Marteddu. Il consiglio direttivo ha approvato il programma delle attività sociali per il 2019, con gli eventi per i gruppi specialistici dell’escursionismo e dell’alpinismo. Il sodalizio nuorese, che conta 375 soci, oltre il 50% donne, estende la sua competenza dai territori di Baunei e Urzulei, alle coste di Bosa e alle alture del Montiferru e dell’oristanese. Le proposte di escursione vengono avanzate dai titolati e qualificati, o semplici soci alla scoperta di quella rete di camminamenti di cui è ricca tutta l’area interna dell’Isola. “Proposte ancor più valide, sostiene Matteo Marteddu, con il compimento dell’iter legislativo per l’istituzione della Rete Escursionistica Sarda (RES), che richiede impegni concreti da parte di tutti i soggetti coinvolti dalla legge Regionale N°16/2017 e dalle sue norme di attuazione.  Il CAI c’è e collaborerà intensamente con i comuni, per rendere uniforme la segnaletica realizzata su base degli standard del Club Alpino e trasferirla sulle piattaforme web, nella direzione della globalizzazione della cultura più profonda della nostra terra”. Come di consueto, l’attività non poteva non essere avviata dal Monte Ortobene, dai sentieri che lo attraversano e lo rendono unico nel centro Sardegna. Sono incluse le aree più suggestive del Supramonte, tra Dorgali, Oliena, Orgosolo. Alla riscoperta dei camminamenti dei caprai che “dominavano” luoghi impervi e inaccessibili, la rete che consentiva di raggiungere i Cuiles e Pinnettos, quella antropologia identitaria, quasi urbana, accomunata da architetture strutturate di ginepro, funzionali al lavoro e alla produzione. Tanti, riproposti con arte della ricostruzione, da Su Peichinu, Sas traes e Sos Moios, tra Oddoene e Tiscali, sino ai cuiles di Pradu, Badde ‘e Mandras, Su Lidone, nelle sommità più impervie del Monte Corrasi. Gli escursionisti Cai, trascorreranno giornate e nottate tra Serra Lattone e Serra Ovara, di Baunei, sentieri dei carbonai a picco sul mare e sulle cale, tra Bacu Maore, Ololbizzi e Cala Sisine. Ripercorreranno vecchi sentieri di contadini e dell’epopea del grano, lungo le valli del Tirso, tra i rocciai dei graniti di Orotelli e Orani, accarezzando figure antropomorfe che rimandano a fantasie lontane.  Così come farà da riferimento il Gennargentu con Punta Lamarmora, il Supramonte più nascosto del vasto altipiano di Orgosolo, il nuovo parco Tepilora e le “scale” del calcare del Montalbo tra Lula , Lodè e Siniscola. Intenso l’impegno dei gruppi specialistici con attività dedicate alla preparazione e allenamento con attrezzatura, per affrontare difficoltà con calate in corda doppia o dislivelli ad alta quota. Previste arrampicate nelle palestre delle rocce di Gonone e della valle di Lanaitho, con il progetto di sensibilizzazione alla Montagna, indirizzato alle nuove generazioni. Intanto a metà dicembre si chiude l’anno in corso con il colorato serpentone CAI che da Genna Nurai, Lula, raggiungerà Punta Catirina, 1127 m.s.l.m, la cima più alta del compendio calcare del Montalbo. Da lì, visibile la cima imbiancata del Monte Cinto, Corsica. Le due isole paiono più vicine.

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