Prezzo del latte, di tavolo in tavolo
di Michele Tatti

21 Febbraio 2019

3' di lettura

Il premier Giuseppe Conte tra un intervento in Senato per smentire la necessità di una manovra correttiva e l’attenzione a quanto stava succedendo alla Camera dove Lega e Cinquestelle hanno siglato un armistizio votando la mozione che sospende la Tav, sta stendendo in queste ore con la sottosegretaria alle Risorse agricole Donatella Pesce il decreto sulla filiera del latte ovino sardo. Intanto, grazie alle risposte del ministro Gian Marco Centinaio arrivano alcuni dettagli sul tavolo tecnico che sarà aperto in Sardegna e la filosofia che lo ispira. A presiederlo sarà il prefetto di Sassari Giuseppe Marani (foto in alto) e sarà composto da un rappresentante a testa di Regione, ministero dell’Interno e ministero Risorse agricole, due rappresentanti per organizzazioni agricole, cooperative, pastori indipendenti e Assolate (industriali). Un tavolo tecnico ristretto perché – ha spiegato il ministro «siamo usciti dal muro contro muro di 0.72 centesimi al litro contro i 0.80 chiesto da pastori». Insomma la famosa griglia che stabilirà il prezzo dovrà scaturire da un confronto tecnico e quindi da un dialogo «senza pregiudizi e pregiudiziali». In quella sede poi sarà valutata anche la pregiudiziale sulle “dimissioni spontanee” (qualcuno le ha malignamente definite spintanee) di presidenti e consigli di amministrazione dei tre Consorzi di tutela dei pecorini Dop sardi riproposta «con forza» dai rappresentanti dei pastori: «Questa richiesta non la può fare il Ministero», ha precisato Centinaio aggiungendo che «noi la possiamo solo caldeggiare e sarà sul tavolo del prefetto Marani». Restano i grossi interrogativi sull’influenza che la rabbia e la delusione dei pastori avrà sulle elezioni regionali di domenica prossima. «I pastori – ha detto a questo proposito il mistero delle Risorse agricole – ci hanno garantito che verranno fatti altri presidi, ma sul fronte dell’ordine pubblico ci sarà un’ulteriore riduzione della tensione. Il mio auspicio è che ci sia consapevolezza delle parti in causa: da un lato non ci siano provocazioni, dall’altro non si accettino provocazioni». Il rischio di un astensionismo di massa? «Tutta la politica, dall’estrema destra all’estrema sinistra si è messa a disposizione della Sardegna e del mondo dei pastori  – ha risposto Centinaioe non ho sentito nessuno che si sia tirato fuori. Di conseguenza, andare a bloccare i seggi immagino non serve a niente e non lo dico per la mia parte politica ma per tutti, in generale. Non serve indirizzare la protesta contro chi è impegnato ad aiutarti: né noi né la Regione: ci siamo messi in mezzo per trovare una soluzione tra i due contendenti, senza sfociare in problemi di ordine pubblico». Altra assicurazione che dovrà essere comunque dettagliata nel decreto sui 50 milioni di euro da destinare a togliere dal mercato 67 mila quintali di pecorino romano: Gian Marco Centinaio ha confermato che saranno destinate ai programmi di sostegno alimentare per gli indigenti («così oltre a risolvere il problema dei pastori, diamo un sostegno ai poveri») con l’avallo dell’Unione Europea che sosterrà l’operazione già nella fase di scrittura dei bandi.

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