Prezzo del latte, dilaga la protesta
di Redazione

8 Febbraio 2019

2' di lettura

«Pastores serrade sos rubinettos» (“Pastori chiudete i rubinetti”): l’urlo di battaglia corre sul web, la protesta dilaga, con migliaia di litri di latte rovesciati sulle strade ad Abbasanta, Macomer, Orune, Bitti. Una rivolta spontanea che le organizzazioni professionali, Movimento pastori sardi compreso, faticano a controllare. Anzi i risultati del Tavolo che si è tenuto ieri in Regione, con il rinvio a mercoledì prossimo per valutare la risposta degli industriali che sembrerebbero disponibili ad alzare il prezzo minimo da 60 a 70 centesimi al litro (https://www.ortobene.net/prezzo-del-latte-giorni-decidere/), sembrerebbe aver esacerbato ulteriormente gli animi. La spontaneità della protesta, con una rabbia che stenta ad essere controllata, preoccupa anche sul fronte dell’ordine pubblico. Indicativo quanto è successo ad Abbasanta dove in un sit-in dei pastori che ha rallentato il traffico sulla Statale 131, è incappata anche un’autocisterna che aveva raccolto il latte per la Cao (Cooperativa allevatori ovini): la materia prima diretta al caseificio di Fenosu è stata scherzata in strada. Terminato il sit-in ad Abbasanta i pastori hanno raggiunto con il loro mezzi in corteo lungo la Carlo Felice i loro colleghi che protestavano a Macomer nei pressi della sede del Consorzio di tutela pecorino romano. L’organismo presieduto da Salvatore Palitta è finito quindi nel mirino dei contestatori: «A nome di tutti i pastori sardi – si leggeva in un cartello incollato all’ingresso degli uffici – pretendiamo  le dimissioni dell’intero Cda del Consorzio del pecorino romano perché hanno fallito nel loro ruolo e fortemente danneggiato i pastori e l’encomia sarda».

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