Premio al patriarca del canto a tenore

Se i tenores “Remunnu ‘e locu” di Bitti hanno aperto la strada in Sardegna alla Word music, non poteva che essere il loro fondatore, Daniele Cossellu, a essere omaggiato  con “l’Albo d’oro 2018” al Premio Andrea Parodi, concorso unico al mondo che punta a valorizzare «le nuove tendenze in atto nell’ambito della musica dei popoli o “World Music”, un genere musicale che attinge al patrimonio etnico o folk e si ripropone in chiave rielaborata con suoni e modelli stilistici di diversa provenienza». Viene da lontano quel riconoscimento (un oggetto d’artigianato artistico realizzato per l’occasione dal mago del ferro Roberto Ziranu) che sarà consegnato l’8 novembre sul palco dell’Auditorium di Cagliari nella prima giornata del Premio organizzato da undici anni dalla Fondazione Andrea Parodi per la direzione artistica di Elena Ledda. Nel nome di un’universalità, con il locale che diventa globale, chi organizzatori ricordano che fondando i tenores “Remunnu ‘e locu” nel 1974, Tanielle Cossellu ha «il merito di aver diffuso tra i giovani e nel mondo la cultura ancestrale del canto a tenore della Sardegna, suscitando l’attenzione di un personaggio come Peter Gabriel che nel 1996 ha voluto produrre l’album “S’amore ‘e mama” della formazione di Bitti con la Real World, la sua casa discografica». In realtà l’esordio come cantore del calzolaio oggi ottantaseienne risale al 1958 alla Cavalcata di Sassari, componente di un quartetto estemporaneo formato per l’occasione. Come, citando Peter Gabriel, non bisogna dimenticare altri big della musica mondiale come Ornette Coleman, Lester Bowie e Frank Zappa di quella mitica formazione formata con Salvatore Bandinu, Pietro Sanna e Tancredi Tucconi. Un percorso molto simile a quello di Andrea Parodi, artista passato dal pop d’autore con i Tazenda a un percorso solistico di grande valore e rielaborazione delle radici, grazie al quale è diventato un riferimento internazionale della world music, collaborando fra l’altro con artisti come Al Di Meola e Noa. Daniele Cossellu, unico superstite della storica formazione, oggi continua a cantare con degni eredi cresciuti anche alla sua scuola come Mario Pira, Pierluigi Giorno e Dino Ruiu: sicuramente saranno anche loro a Cagliari, insieme al patriarca che ritirerà “L’albo d’oro 2018”. Il 9 novembre si esibiranno insieme a Daniela Pes, vincitrice del “Premio Parodi 2017”. Poi toccherà ai concorrenti finalisti, cantare con lingue diverse: Ararat Ensemble Orchestra con “Nietaan” (in wolof);  Dindùn con “L’amur” (in piemontese); Giuseppe Di Bella con “Ncucciarisi” (in siciliano); Feral Cor con “La Sajetana” (in genovese); Kor con “Albore” (in logudorese); La Maschera con “Te vengo a cerca’”, (in napoletano e wolof); Monsieur Doumani con “Gongs” (in cipriota);  Terrasonora con “Padre vostro” (in napoletano e swahili).  Tra gli ospiti i peruviani Jorge Pardo & Francisco Rey Soto, il macedone Stracho Temelkovski, e dal Veneto il duo D’Altrocanto. Durante gli appuntamenti pomeridiani sarà presentato il brano “Il sogno”, contenuto in “Quando sarò più giovane”, nuovo album di Gigi Marras scritto e cantato proprio con Andrea Parodi. Ci sarà la proiezione del video di “Pitzinnos in sa gherra” nella versione di Patrizia Cirulli. La canzone, scritta da Fabrizio De André e Gino Marielli, era stata originariamente interpretata da Parodi con i Tazenda nel 1992 a Sanremo.

 

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