Precari Provincia, in 5 restano a casa

Pasqua amara per cinque precari della Provincia di Nuoro che, al contrario dei nove disinfestatori che si sono visti prorogati i loro contratti almeno fino a dicembre martedì 27 marzo al termine di un sit-in , si sentono dimenticati e da due anni sono a casa in attesa di essere richiamati in servizio. Vicenda ingarbugliata quella della stabilizzazione che sfocia anche in tensioni tra gli stessi sindacati con la Cisl-Funzione Pubblica che festeggia la soluzione del problema al fotofinish per i nove arrivati alle porte del licenziamento e la Cgil-Funzione pubblica schierata, oltre «i toni trionfalistici» a fianco dei cinque. Di «primo, esaltante risultato» parlava, infatti la Cisl in una nota stampa proprio del 27 marzo che, ufficializzando l’annuncio dell’Amministratore straordinario Costantino Tidu dava conto della soddisfazione del segretario territoriale di categoria Giorgio Mustaro: «Siamo davvero felici per questa prima risposta che viene dalla Provincia. Diamo atto all’Amministratore straordinario Costantino Tidu di aver mantenuto gli impegni e aver dimostrato di essere un uomo d’onore. Ma la nostra soddisfazione è doppia perché la proroga, che già di per se è una concreta azione di tutela degli interessi in campo, rappresenta un atto propedeutico alla stabilizzazione definitiva, che è l’obiettivo finale della Cisl per questi lavoratori». Di tutt’altro tenore già dal titolo (“Lavoratori a Termine della Provincia, una vicenda tutt’altro che risolta”),  il documento diffuso ieri, 29 marzo, da Sandro Fronteddu, segretario territoriale della Cgil-Funzione pubblica: «Appena sopiti i toni trionfalistici con i quali si salutava la soluzione della problematica dei lavoratori a termine della Provincia, si apprende che il problema è tutt’altro che risolto. Infatti, quanto accaduto lo scorso 27 marzo mantiene inalterato il quadro di iniquità che vede negare a 5 lavoratori, da oltre due anni, le medesima opportunità offerte ad altri di tenere in essere il rapporto di lavoro. Medesimo profilo professionale, medesime condizioni di lavoro, stesse esigenze di servizio, ed ancora stessa fonte di finanziamento, ma ciononostante sono a casa da due anni e lì restano. Ci restano nonostante gli impegni, più e più volte assunti, dai vari commissari che si sono succeduti alla guida dell’ente e dei dirigenti incaricati di affrontare il tema. Ci restano, nonostante un impianto legislativo favorevole, che peraltro ha beneficiato di integrazioni della Regione, sia di tipo normativo che di natura finanziaria indirizzate specificamente alla soluzione del problema». Fronteddu ricorda quindi che la Provincia «in sede di contenzioso, messa alle strette col rischio di dover corrispondere indennizzi per diverse decine di migliaia di euro, si sia impegnata innanzi al giudice a risolvere la questione con la stabilizzazione dei rapporti di lavoro». Solo questo fatto – secondo la Cgil – basterebbe a ritenere la vicenda in via di positiva soluzione, salvo poi scoprire che «il problema non sarebbe risolvibile perché si afferma che il piano di stabilizzazione non è immediatamente applicabile ed ancora perché, nello stesso piano, non viene espressamente contemplata la possibilità di riassunzione dei predetti lavoratori. È chiaro che se la volontà fosse davvero quella esternata in più occasioni, e formalizzata in giudizio, sarebbe ben semplice integrare il piano di stabilizzazione con il dispositivo necessario, oggi assente (non si comprende se per errore materiale o altro). Invece, parrebbe proprio non essere cosi; dunque, una mera azione di rettifica materiale sembrerebbe presentare difficoltà insormontabili, la cui unica ragione a noi pare essere solo quella di procrastinare lo stato di palese ingiustizia e la negazione del lavoro a quei 5 poveri lavoratori». Inspiegabile sempre agli occhi della Cgil, appare poi il fatto che non si scelga la via più semplice, risolvendo il problema alla radice, dando attuazione al piano di stabilizzazione che, «soggiacendo alle medesime norme che hanno consentito le proroghe». Al contrario del suo omologo Cisl, Sandro Fronteddu non risparmia critiche a Costantino Tidu: «Rivolgiamo al gentilissimo, Amministratore Straordinario – scrive il segretario della Cgil-Funzione pubblica – l’invito a manifestare la Sua presenza, onorando gli impegni e risolvendo il problema. Prima di tutto il lavoro, indicava uno slogan a Lei caro, lo traduca in pratica. Assicuri un azione di governo significativa ed inizi così, proprio dal lavoro, ad onorare come si deve l’incarico che Le è stato affidato».

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