A Posada gli agnellini sardi nati a Cascia?

Insieme a capre, cavalli, asini e muli, salvati nelle aree colpite dal terremoto stamattina in piazza San Pietro a Roma per il tradizionale raduno in onore di Sant’Antonio e la benedizione di migliaia di animali organizzata come ogni anno dalla Coldiretti nazionale, c’erano anche idealmente le pecore donate ai terremotati lo scorso aprile dei pastori sardi. Coldiretti Umbria, sottolineando che  la presenza degli avverato dell’Umbria ferita dove la ricostruzione arranca,  dimostri che la maggioranza degli allevatori non abbia abbandonato il proprio territorio, seppur in queste aree ad esempio la produzione di latte sia calata anche del 20 per cento in seguito alle scosse, ha espressamente ricordato che a permettere questa reristenza è stata anche la solidarietà concretamente rappresentata da quel gesto che ha fatto parlare tutta Italia: mille pecore partite dalla Sardegna e arrivate a Cascia nel nome dell’antico rito di “Sa Paradura”, la donazione di una pecora a pastore per ricostruire il gregge del collega colpito da una disgrazia. Un atto di solidarietà più volte citato oggi in piazza San Pietro: Lo stesso sindaco di Cascia Mario De Carolis (che nel giugno 2017 ha sostituito Gino Emili, il primo cittadino che due mesi prima aveva accolto commosso la delegazione sarda), ha confermato quanto anticipato lo scorso novembre durante la discussione della tesi su “Sa Paradura”  del corso in “Disaster management” discussa da Emilio Garau, presidente nazionale del consiglio direttivo della Protezione civile: «Nel prossimo giugno saranno gli allevatori del mio territorio a recarsi in Sardegna a donare ai pastori alcuni agnelli nati dalle pecore regalate». Oggi,  parlando con un redattore dell’agenzia Ansa in piazza San Pietro lo stesso De Carolis ha confermato l’organizzazione della visita in Sardegna, con “Sa Paradura” di cui saranno protagonisti questa volta gli umbri che, secondo alcune indiscrezione, vorrebbero donare alcuni agnellini nati da quelle pecore di razza sarda ricevuti in regalo a Elia Taberlet, il diciassettenne di Posada aspirante pastore a cui era stato rubato il piccolo primo gregge e che si è visto ricostruire il capitale per iniziativa della band degli “Istentales” protagonisti insieme alla Coldiretti sia della missione a Cascia che di un’iniziativa similare nel 2009 a L’Aquila, quando vennero donate altre mille pecore dopo il devastante terremoto. La destinazione a Elia degli agnellini nati a Cascia è per ora solo un’ipotesi ma legherebbe due vicende di solidarietà cementato l’amicizia nata tra l’Umbria e la Sardegna. Confermata comunque la visita di alcuni pastori beneficiari della donazione di aprile: «A giugno si rinnoverà la tradizione de “‘sa paradura” – ha detto De Carolis – ma questa volta saranno i pastori di Cascia a portare ai loro colleghi sardi gli agnelli nati dalle pecore che un anno fa furono donate ai nostri allevatori” «Dai pastori della Sardegna – ha dichiarato Mario De Carolis sempre all’Ansa – arrivò uno dei gesti di solidarietà più emozionanti e importanti che si registrarono subito dopo il terremoto, un gesto che per noi rimarrà indelebile e che vorremmo ricordare negli anni. A tal proposito abbiamo già fissato, nella data del 15 aprile, la fiera del capolanuto che si svolgerà a Cascia. La donazione delle mille pecore – ha detto ancora il sindaco – ha avuto anche il merito di far capire meglio il valore della solidarietà e della collaborazione tra i pastori, al punto che da un anno a questa parte è stato creato un comitato composto da ben 38 allevatori che presto metteranno in campo anche nuove iniziative».

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