Una porta spalancata sul nostro tempo

Pezzi di mondo piovono nel cuore della Barbagia. Per il secondo anno consecutivo, grazie all’Associazione Jannas,partner ufficiale della Fondazione World Press, Gavoi ospita la mostra del concorso più prestigioso del fotogiornalismo mondiale: World Press Photo, giunto alla sua 62esima edizione. Creato nel 1955 dall’omonima fondazione con sede ad Amsterdam, è ormai l’appuntamento che come un puzzle unisce le varie realtà contemporanee per restituirci un’immagine dell’unica realtà-mondo in cui viviamo. Ogni anno, con la sua mostra itinerante, ci trasmette, nella società dell’immagine, il valore vero e profondo del fotoreportage. La mostra, inaugurata il 26 ottobre, sarà aperta al pubblico fino al 24 novembre, presso l’Ex Caserma, in via Sant’Antioco 2, dal lunedì al giovedì alle ore 9.30-13.30 e dalle 15.30 alle 20.30; mentre dal venerdì alla domenica nell’orario 10-20.30. Su prenotazione, sono previste le visite guidate per le scuole.
Alla presentazione, avvenuta il 25 ottobre, sono intervenuti il Sindaco di Gavoi Giovanni Cugusi, Mariagiovanna Serusi, per Jannas, il Prefetto di Nuoro Anna Aida Bruzzese e una rappresentanza di Vigne Surrau; con la speciale partecipazione di Yi Wen Hsia, curatrice della mostra. «Sono orgoglioso per la realizzazione dell’evento – ha detto il Sindaco –, questa è una finestra sul mondo, importante dal punto di vista artistico per il livello delle immagini, dal punto di vista turistico perché crea attrattiva (l’anno scorso ha portato 4mila visitatori in tre settimane), ma soprattutto sotto l’aspetto culturale, perché aiuta i nostri giovani ad interrogarsi su ciò che li circonda».
Jannas, come suggerisce il nome, con questa collaborazione ha aperto una vera porta, spalancando un varco nelle pareti dei confini geografici e mentali: Venezuela, Sudafrica, Messico, Stati Uniti, Iran, Siria, Filippine e Yemen sono alcuni dei Paesi catturati in questi scatti, che partono dall’Olanda per diffondersi in 45 Paesi. A realizzare questo progetto hanno contribuito il Comune di Gavoi e Vigne Surrau, il Patrocinio del Distretto Culturale del Nuorese e il sostegno di Aeroporti di Olbia – Geasar, Bim Taloro e Unione dei Comuni di Barbagia.
World Press Photo premia le fotografie che contribuiscono a ricostruire le storie e gli avvenimenti dell’anno appena trascorso: storie di attualità, Ambiente, Notizie Generali, Spot news, Natura, Ritratti, Sport e Progetti a lungo termine.I premi più importanti, la foto dell’anno e ilreportage dell’anno, sono stati assegnati rispettivamente a John Moore (USA) e PieterTen Hooper (Olanda). Entrambi hanno documentato i problemi delle migrazioni negliStati Uniti. Tra i vincitori anche tre italiani: Marco
Gualazzini, per un lavoro sulla crisi umanitaria e ambientale nel Ciad; Lorenzo Tugnoli con un reportage che racconta la tragedia umanitaria in Yemen; Daniele Volpe, con una foto che documenta la distruzione causata dall’eruzione del vulcano Fuego a San Miguel Los Lotes in Guatemala.
Abbiamo chiesto a Yi Wen Hsia cosa significa parlare alle persone attraverso il giornalismo visivo nell’era di Internet e delle Fake news: «Quello che a noi interessa è mettere il visitatore in una condizione di dialogo diretto con l’immagine e farlo interrogare su ciò che il fotoreporter voleva comunicare. Vogliamo che questa visione lasci qualcosa nell’animo umano, perché dietro ogni foto c’è una storia e un significato. Con gli anni, il nostro nome è diventato sinonimo di autorevolezza, oggi più che mai abbiamo anche il compito di trasmettere la dignità e il valore del lavoro del reporter».

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