Ponte di Oloè, progetto a settembre

Per metà settembre l’assessorato regionale dei Lavori Pubblici convocherà una conferenza di servizi con tutti i soggetti territorialmente e proceduralmente interessati alla realizzazione del ponte di Oloè sul fiume Cedrino, interessato da un crollo durante l’alluvione del 18 novembre 2014 che costò la vita all’agente Luca Tanti e, dopo i lavori di ripristino, messo chiuso e sotto sequestro dalla magistratura dopo un’ulteriore erosione. Con questo impegno si è concluso questa mattina, 3 agosto,  a Cagliari l’incontro tra l’assessore Edoardo Balzarini, il commissario della Provincia di Nuoro, Costantino Tidu, i sindaci di Oliena, Martino Salis, di Dorgali, Maria Itria Fancello, di Orgosolo, Dionigi Deledda, e i rappresentanti dell’Anas e dell’Ufficio territoriale Opere Idrauliche di Nuoro. Nel corso della riunione, durata oltre due ore, è stata esaminata l’ipotesi progettuale elaborata da Anas e sono state inoltre analizzate tutte le possibili soluzioni per consentire il tempestivo attraversamento del fiume Cedrino dando una parziale soluzione ai disagi provocati dalle deviazione al traffico vista l’impercorribilità della strada provinciale Oliena-Dorgali e agli operatori agricoli olialesi vostre a giri viziosi per raggiungere le loro aziende

LA REGIONE. «L’assessore Balzarini – informa una nota – ha preso atto delle perizie e valutazioni tecniche positive svolte dalla Provincia e tese a consentire il dissequestro del ponte da parte dell’Autorità Giudiziaria» di cui si attende un pronunciamento. «L’immediata possibilità di attraversamento in condizioni di sicurezza del ponte, seppur con le limitazioni imposte dalla Provincia, ente preposto e attuale custode, riguardanti le limitazioni di carico e quelle dettate dai piani di Protezione civile comunali, costituisce una condizione necessaria e sufficiente per far fronte alle non rinviabili esigenze delle comunità interessate», ha sottolineato dal canto suo l’assessore. Buona parte del vertice è stato dedicato al progetto del nuovo ponte. «Solo mettendo allo stesso tavolo tutti gli enti interessati – ha sottolineato ancora Balzarini – potremo valutare pienamente le proposte dell’Anas da sottoporre alla Conferenza di Servizi per poi portare le risultanze all’attenzione della Giunta. Questo problema, che tanti disagi sta creando alle popolazioni dei Comuni coinvolti, è all’attenzione dell’Esecutivo e sono certo che troveremo la soluzione più adeguata, nel rispetto delle norme e della sicurezza di tutti».

I SINDACI. Nell’incontro Maria Itri Fancello, Martino Salis e Dionigi Deledda  hanno rimarcato rimarcare la drammaticità della situazione e i forti disagi che le popolazioni subiscono, per ribadire nuovamente l’urgenza della concreta risoluzione del problema. In una nota congiunta i sindaci di Dorgali Oliena e Orgosolo forniscono anche qualche dettaglio tecnico sulla  prima bozza progettuale presentata dall’Anas («realizzazione di un nuovo ponte con luci più ampie e un’altezza che consente di superare abbondantemente il livello della diga di Preda ‘e Othoni») che prevede anche Il progetto prevede la costruzione sempre da parte dell’Anas di un ponte provvisorio, il cui progetto più dettagliato sarà esaminato nell’incontro di metà settembre, per consentire il transito durante l’esecuzione dei lavori della nuova struttura. «L’assessore – sottolineano Maria Itria Fancello, Martino Salis e Dionigi Deledda – ha confermato la piena consapevolezza della urgente necessità di intervenire per risolvere il problema».

ROBERTO CAPELLI SI APPELLA AL MINISTRO. Sulla vicenda del ponte di Oloè, definita  «incredibile e surreale perché non è accettabile in un Paese civile buttare risorse per costruire ponti che alle prime piogge si sfaldano», è intervenuto anche il deputato del Centro Democratico Roberto Capelli
che in un’interrogazione urgente ha chiesto al ministro per le Infrastrutture Graziano Delrio «di assumere, a questo punto, il ruolo di stimolo per giungere ad una soluzione concordata anche con la Giunta regionale sarda che, anche in questo caso, dimostra di essere lenta ed inefficace. Sarebbe doveroso, infine, che nelle more della costruzione del nuovo ponte che andrebbe rapidamente finanziato – aggiunge Capelli – venga realizzato un “ponte militare” che ponga rimedio all’emergenza, anche con l’utilizzo dei fondi giacenti e non utilizzati, già destinati all’emergenza alluvionale, dell’amministrazione di Oliena». Nell’interrogazione del deputato traspare inoltre una buona dose di polemica amarezza perché  «al danno per i cittadini, che restano isolati, si aggiunge la beffa di buttare i pochi fondi statali arrivati al Nuorese». Un’accusa fondata su una ricostruzione di una vicenda finito tra l’altro al centro di un’inchiesta-bis della Procura di Nuoro e al centro del processo a 30 imputati sull’alluvione e il crollo costato la vita all’agente Tanzi. «La storia del ponte assomiglia alla tela di Penelope», sottolinea Roberto Capelli: «Quel che si fa di giorno, si disfa di notte. Se serve si realizzi una nuova opera. Il ponte di Oloè ha subito danni gravissimi a fine 2013 a seguito del ciclone. Poi si sono spesi 2,9 milioni di euro per la sua parziale ricostruzione, salvo poi chiuderlo di nuovo per il maltempo. Quindi è intervenuta la provincia di Nuoro, che nel giugno 2016 dopo una verifica tecnica ha consentito il transito dei mezzi solo per un carico ridotto per corsia e distanziati l’uno dall’altro, a condizione di frequenti ispezioni, in particolare dopo eventi climatici eccezionali. Ma già nel gennaio 2017 il ponte è stato nuovamente chiuso, ancora per un maltempo che ci si ostina a considerare eccezionale, ma che non lo è. E siamo andati avanti così fino ad oggi, tra chiusure e riaperture, quando a giugno la Procura di Nuoro è stata costretta a revocare la custodia del ponte al sindaco di Oliena perché sono state rimosse e mai ripristinate le opere che ne impedivano l’accesso. Da allora l’accesso è sbarrato grazie all’intervento del Genio Militare. Di fatto – conclude il deputato nuorese -ad oggi il ponte continua a rimanere chiuso, isolando cittadine, imprese e mezzi di soccorso».
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