Ponte di Oloè, offensiva dei Cinquestelle

Con la recente elezione di Sebastiano Congiu a sindaco di Oliena, la questione Oloè, assume una grande valenza per il Movimento 5 Stelle messo dagli elettori nelle condizioni di raddoppiare il suo impegno a livello locale e portarlo ai massimi livelli istituzionali per arrivare in tempi brevi alla riapertura del dopo il crollo del ponte nell’alluvione di cinque anni fa che costo la vita all’agente di polizia Luca Tanzi (foto in alto). Congiu, infatti, ha subito trovato un’intesa con la collega sindaca di Dorgali (e compagna di Movimento) Maria Itria Fancello e la sponda  del deputato pentastellato nuorese Alberto Manca che alla Camera ha posto la questione in Commissione Ambiente direttamente al ministro grillino alle Infrastrutture Danilo Toninelli.

Il deputato Alberto Manca

Dopo quel tragico 11 novembre 2013, il viadotto venne parzialmente ricostruito dall’Anas con una spesa di 2,9 milioni di euro, ma risultò nuovamente danneggiato dal maltempo, chiuso e riaperto dalla Provincia di Nuoro, ma poi definitivamente sbarrato e posto sotto sequestro dalla Procura della Repubblica per motivi di sicurezza. Su questo aspetto è in corso un’inchiesta per frode in pubbliche forniture e attentato alla sicurezza dei trasporti e si attende la decisione sul rinvio a giudizio chiesto dal pubblico ministero Giorgio Bocciarelli che ha concluso le indagini notificando gli atti agli imprenditori Roberto Sacramati e Gianfranco Castiglioni, rispettivamente amministratore unico e direttore tecnico della “Costruzioni Sacramati”, e del direttore dei lavori per conto dell’Anas Antonio Giacobbe. Oltre le responsabilità penali resta il nulla di fatto per la riapertura della strada. A niente finora hanno portato le promesse e le proteste, compresa la grande manifestazione guidata dai sindaci (https://www.ortobene.net/la-rivolta-oloe/) indetta lo scorso 24 febbraio dal comitato popolare “Oliena per Oloè”. L’ultimo annuncio di una vicenda infinita,  è dello scorso 3 aprile, quando venne diffusa la notizia dell’autorizzazione da parte del tribunale di Nuoro alla Provincia ad avviare gli interventi per la messa in sicurezza del ponte. In quell’occasione si disse che i lavori finanziati dalla Regione con oltre 4 milioni di euro, sarebbero iniziati subito per consentire entro giugno 2018 la riapertura almeno per il passaggio a senso unico alternato delle auto sulla Nuoro-Dorgali. Nell’albo on-line della Provincia, invece, dei tre appalti previsti per i lavori di ripristino della viabilità originaria, che prevedono il risanamento conservativo della struttura e la sistemazione della carreggiata, è possibile accertare che uno (“stralcio dal progetto preliminare di adeguamento per l’intervento di riparazione locale sulle strutture dell’impalcato”, 220 mila euro) risulta aggiudicato provvisoriamente il 3 luglio alla ditta “Campania Sonda srl” di Agropoli (Salerno) con il ribasso del 27,226% sull’importo base e per un secondo (“Adempimenti connessi ai lavori di restauro del viadotto di Oloe, 480 mila euro), il seggio di gara è stato convocato per il 16 luglio per valutare le offerte economiche. Nulla si sa inoltre dell’intervento-tampone annunciato «per salvare la stagione turistica» l’8 maggio dal sindaco di Nuoro Andrea Soddu dopo un sopralluogo con il Genio militare: si parlò di una struttura provvisoria, ma il ponte è ancora chiuso come la strada che collega Nuoro e Oliena a Dorgali e al mare di Cala Gonone. Gravi gli effetti sul turismo e pesanti  i disagi denunciati a più riprese dagli operatori agricoli, tanto che il consigliere regionale Luigi Crisponi si è sentito in dovere di scrivere il 2 luglio una durissima lettera al presidente della Regione Francesco Pigliaru: «Qui, egregio Presidente – si legge infatti nella missiva – pare di essere come nel Medioevo. Ove a causa del ponte sbarrato, in cui non si riesce a far decollare i lavori di ripristino,  tutto tace, nulla si muove, tutto è drammaticamente fermo».

La sindaca di Dorgali Maria Itria Fancello

Per sbloccare la situazione il sindaco di Dorgali Maria Itria Fancello e il neoeletto primo cittadino di Oliena Sebastiano Congiu hanno incontrato il prefetto di Nuoro Carolina Bellantoni, mentre il deputato Alberto Manca ha chiamato direttamente in causa il ministro delle infrastrutture e dei Trasporti, in una interrogazione discussa in Commissione Ambiente, dove ha posto  l’esigenza di dare avvio ad un’attività di monitoraggio ministeriale volta a porre fine all’odissea burocratica che ha investito il famigerato viadotto e tutti i suoi utilizzatori, in primis i residenti nei due Comuni del nuorese. «Nell’ambito della discussione – scrive in una nota il parlamentare – è stato evidenziato l’immobilismo dei precedenti Ministri dei Trasporti, ma soprattutto sono state ribadite le numerose criticità derivanti da questa situazione: i vari disagi ed aggravi di costi e tempi per i cittadini di Oliena e Dorgali, dovuti alla necessità di percorrere strade alternative alla strada provinciale 46 e spesso dissestate, nonché gli altrettanto pesanti inconvenienti causati ai numerosi turisti che ogni anno visitano la zona e che si riflettono sulle tante attività locali operanti nel settore».

Il sindaco Sebastiano Congiu

Nella sua risposta – fa sapere Manca – il ministro Danilo Toninelli, ha manifestato la propria disponibilità ed ha raccolto l’invito a monitorare con attenzione il proseguimento dell’iter. Entro il mese di settembre la società incaricata provvederà a trasmettere la relazione sulla consulenza idraulica richiesta dall’Anas per completare lo studio di fattibilità del nuovo ponte. «Il nostro impegno – ribadisce il Movimento 5 Stelle nuorese – non si fermerà qui: presteremo la massima attenzione a tutte le attività poste in essere dagli enti coinvolti e vigileremo sul rispetto delle tempistiche indicate. Seguirà una costante attività di informazione rivolta ai cittadini».