«Più occupati o salta il banco pensionistico»

Fresco di dati acquisiti a Cagliari, il presidente del Comitato Inps Nuoro-Ogliastra Tonino Ladu sfoglia e sottolinea con attenzione il rapporto presentato, il 29 novembre, dalla direttrice regionale dell’Istituto, Cristina Deidda. Dal quadro regionale del “quaderno delle doglianze”, il nuorese e il Centro Sardegna, non si discosta molto. L’Inps resta l’azienda regina che eroga redditi e siamo vicini al rapporto uno contro uno, di un pensionato per ogni lavoratore. C’è poco da stare allegri, anche senza diffondere inutili e dannosi allarmismi. Non sta forse a proprio agio, Tonino Ladu, in quest’ufficio spazioso, al terzo piano del palazzone in calcestruzzo, all’angolo tra via Manzoni e i giardinetti. E non potrebbe essere diversamente. Nato e vive a Olzai, da dove ogni mattina sale in auto e parte, età sopra i sessanta, tenuti alla grande, lui stregato dallo sport e dalla maratona. «La faccio in tre ore e 45 minuti. Per me va più che bene. Me ne carico sui polpacci due all’anno, talvolta anche tre, in tutto sono a 17». Nel suo palmares le corse sui fatidici 42,195 chilometri a New York, Barcellona, Valencia, in mezza Italia. Cosa prova, quando si trova a correre con a fianco magari a un ventenne? «Che sono fortunato se posso ancora star lì – risponde Ladu – ma non ho l’ansia da prestazione e ancora termino le corse con una discreta riserva di energia fisica e mentale». Sarà per questi tratti di inossidabilità che da qualche anno è presidente dell’Atletica Amatori Nuoro e dirigente di Cai Sardegna, guida per conto della Cisl come presidente il Comitato provinciale dell’Inps l’organismo paritetico tra i rappresentanti dei dipendenti, datori di lavoro e autonomi he sovraintende all’attività dell’Istituto e in particolare alla gestione del contenzioso. Autista Arst, da giovane, poi la trafila negli uffici e nelle organizzazioni di rappresentanza per difendere le ragioni dei lavoratori. In un intreccio, forse unico, con la politica attiva. Sindaco di Olzai, consigliere e assessore provinciale, eletto nei paesi della Barbagia, dalla Dc sino al Pd. Più rassicurante il sindacato o la politica? «Il sindacato», è la risposta: «Prevalgono rapporti veri e sinceri. Nonostante attestati di stima diffusi non ho mai aderito a candidature per andare oltre. O forse hanno creato le condizioni perché non lo facessi». Per tornare al bilancio Inps presentato nei giorni scorsi «i dati – riassume Tonino Ladu – squarciano il velo sullo sbilanciamento in Sardegna e quindi anche a Nuoro dove l’Istituto gestisce prestazioni pari a circa 5 miliardi di euro, su appena neanche due miliardi di contributi incassati». Se la Sardegna piange, per Nuoro sono ancor più fiumi di lacrime: «Incidono, in maniera determinante, le pensioni sociali, stiamo parlando di 520 euro circa al mese. Non hanno contributi versati. Ma senza quel provvidenziale assegno, vivrebbero con zero reddito».
Certo nel Nuorese non si può parlare di pensioni d’oro. Forse nella fascia appena sopra ci sono alti dirigenti della pubblicaamministrazione, dirigenti scolastici. «Di certo – assicura ancora Ladu – tra le categorie aureenon ci sono insegnanti o pubblici dipendenti.
Pensioni d’oro vanno cercate altrove, forse banche, alti burocrati della Regione o del Consiglio Regionale ». Impegnato da sempre a difendere con le unghie e con i denti la sede di Nuoro, il presidente sottolinea che nonostante la carenza degli organici, 45 in meno in pochi anni, i lavoratori Inps offrono garanzie assolute di professionalità e di puntuale erogazione dei servizi. «Straordinaria dedizione alla causa», sottolinea con motto di orgoglio il presidente. «Capita spesso che la giornata non ha soluzione di continuità, pausa, panino e via alla postazione di “combattimento”».
Da questa dedizione, uno strano algoritmo che governa le statistiche interne, ne ricava che Nuoro non avrebbe necessità di rinforzi. Lo aveva già inventato Trilussa con la storia dei due polli: li mangiano in due, per la statistica, anche se a divorarlo è uno solo. Sulle carenze dell’organico viene in soccorso il pensiero di Massimo Tuveri, sindacalista Cisl dentro l’Istituto: «Non c’è, soprattutto nelle sedi periferiche, il presidio necessario. Quota cento ha sbilanciato presenze e partenze. Provvedimento interessante, quota cento, se consente l’ingresso di nuove e fresche energie, superando la rigidità della Fornero. Altrimenti anche qui, con meno 45 in pochi anni, lo sbilanciamento è palese, a fronte di nuovi e più gravosi impegni derivanti da provvedimenti nuovi come il Reddito di cittadinanza». Intanto il Comitato e il suo presidente si occupano dei ricorsi contro le decisioni dell’Istituto, a tutela dei cittadini. «Nessun contrasto con la struttura Inps, assicura Tonino Ladu. «Lavoriamo a stretto contatto con il direttore. Ricorsi spesso i più strani, non accoglibili, forse figli di una cultura sbragata della Previdenza che fu. Restiamo comunque organo di garanzia, con la presenza dei rappresentanti dei lavoratori dipendenti e dei datori di lavoro».
Dobbiamo preoccuparci della tenuta dei conti e del sistema- pensioni per i prossimi anni? «Occorre più lavoro, nuovi occupati per un equilibrio positivo, o salta il banco ». I giovani avranno una pensione? «Una responsabilità che sento e che non mi fa dormire sonni tranquilli. Ma credo a tutti quelli della mia generazione».

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