Pigliaru: «Non ci facciamo intimidire»

Mentre le indagini si concentrano su Sassari dove in 14 agosto è stata recapitata una lettera simile (quattro proiettili con altrettanti nomi di politici) a quella arrivata il 22 agosto co una delle tre cartucce con stampigliato il nome di Pigliaru, il presidente della Regione fa sapere che le intimidazioni non fermeranno l’azione della sua Giunta. «Grazie a tutti – scrive il Governatore in una nota diffusa dall’ufficio stampa – per le prove di solidarietà nei miei confronti e in quelli di tutta la Giunta. Ne abbiamo ricevuto moltissime dalle forze politiche, dalle rappresentanze di categoria, dai privati cittadini. E ognuno di questi attestati è il modo migliore per dimostrare che la Sardegna è ben altro rispetto a minacce vili che si ripetono, e sulle quali noi abbiamo deciso di tenere il massimo riserbo anche quando sono arrivate nella nostra sede istituzionale: non ci fanno paura, non incidono sul lavoro svolto né tantomeno sull’attività politica e amministrativa portata avanti dalla Giunta e dalla Presidenza». Nella lettera Pigliaru ricorda però che sono gli amministratori locali i più esposti alle intimidazioni. «Ma vero è che in Sardegna chi gestisce la cosa pubblica, a tutti i livelli, è fatto troppo spesso oggetto di intimidazioni – scrive infatti il presidente – e sono i rappresentanti delle Istituzioni nei territori a pagare il prezzo più alto. Per questo non dobbiamo abbassare la guardia. È una chiamata alla responsabilità: lo dobbiamo soprattutto agli amministratori locali che con sempre maggior frequenza, oltre le minacce, subiscono veri e propri attentati. L’invito è a vigilare tutti perché il confronto non diventi mai disinformazione né polemica sterile, a servizio dei fanatici, ma resti sempre sul terreno del dibattito democratico. Da parte nostra – conclude Francesco Pigliaru – proseguiremo nel nostro lavoro come abbiamo sempre fatto, per aiutare la Sardegna a uscire da una lunga e durissima crisi».