Peste suina, ottimismo per le decisioni europee

Si fa più concreta la possibilità di una liberalizzazione dalla Sardegna dell’esportazioni di carni e derivati di maiale con il riconoscimento da parte dell’Unione Europea dell’eradicazione della peste suina africana. L’ottimismo – certificato dagli ispettori dell’Ue che per quattro giorni hanno visitato l’Isola e riportato a Bruxelles la richiesta del presidente della Regione Christian Solinas e dell’assessora Gabriella Murgia di togliere i divieti (https://www.ortobene.net/peste-suina/) – viene alimentato da Gianni Salis, ex capogabinetto dell’assessorato regionale alla Sanità che su delega dell’assessore  ha seguito tutti i passi della task force interistituzionale (Unità di Progetto) voluta dalla Giunta Pigliaru  e guidata dal direttore generale della Presidenza Alessandro De Martini, per una azione portata avanti anche con una serie di abbattimenti degli animali allevati illegalmente al pascolo brado soprattutto nelle campagne di Orgosolo, Desulo, Villagrande, Urzulei e Baunei. «In questi quattro giorni di accurati controlli – fa sapere Gianni Salisgli ispettori hanno potuto apprezzare il netto miglioramento della situazione epidemiologica (non si registra un focolaio di peste da circa un anno), e constare che le azioni di contrasto al suino brado, di controllo dei suini domestici e di monitoraggio attivo dei cinghiali hanno dato ottimi risultati. Il loro apprezzamento – evidenzia Salis rivendicando indirettamente tra le righe i risultati di un’operazione che ha visto in prima linea l’allora assessore regionale nuorese Luigi Arru tra le contestazioni anche recenti di alcune forze dell’attuale maggioranza tra cui la Lega – questa volta è stato chiaro e inequivocabile per tutta l’organizzazione regionale impegnata nell’azione di contrasto alla peste suina, dall’Unità di Progetto, ai Servizi veterinari dell’Ats e dell’Istituto Zooprofilattico della Sardegna, dall’assessorato alla Sanità a quelli dell‘Agricoltura e dell‘Ambiente, dal Corpo forestale a Forestas e Laore. Supportati con convinzione dal ministero della Salute e dal Centro di referenza nazionale per le pesti suine, e con la consulenza scientifica del professor Jose Manuel Vizcaino e la condivisione delle organizzazioni di categoria degli allevatori e dei cacciatori. Gli ispettori hanno ribadito che la Sardegna finalmente in questi ultimi anni ha imboccato la strada giusta. Siamo fiduciosi adesso – conclude Gianni Salis che la visita del Commissario europeo per la Salute e la sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis, prevista per il prossimo settembre, possa suggellare questi risultati dando il via libera all’esportazione dopo 41 anni dei prodotti dei suini nati e allevati in Sardegna».