Peste suina, la ministra “abbatte” la Giunta regionale

«Contro la peste suina africana in sei mesi abbiamo fatto più di quello che gli altri hanno promesso per anni anni». Gongola la ministra della Sanità Giulia Grillo che ieri in un post sul suo profilo Facebook , con tanto di foto e il logo del MoVimento Cinquestelle, ascrive a lei e al suo Governo il merito dei risultati ottenuti. Un post che farà discutere perché, annunciando una visita in Sardegna nelle prossime settimane «per incontrare anche gli allevatori e i lavoratori del comparto suinicolo», azzera il ruolo politico della Giunta regionale sottolineando che «grazie alla strategia messa in campo dalle autorità veterinarie regionali e dal ministero della Salute hanno raggiunto risultati eccezionali nella lotta la peste suina africana che tanto ha danneggiato il settore, imponendo vincoli all’export che hanno gravemente pesato sull’economia sarda. In pochi mesi di lavoro a stretto contatto tra istituzioni nazionali ed europee, con il contributo attivo degli allevatori, si è fatto ciò che non è stato fatto in 40 anni».

Attenzione: Autorità veterinarie regionali, neanche una parola per il presidente della Regione Francesco Pigliaru e l’assessore Luigi Arru che pure hanno voluto quella svolta e retto anche lo scontro sociale con una serie di provvedimenti per legalizzare gli allevamenti e reprimere il pascolo brado incontrollato. Provvedimenti governati da un’Unità di progetto istituita con delibera della Giunta regionale n. 47/3 del 25.11.2014 e successivamente integrata con le delibere n. 5/6 del 6.2.2015, n. 43/1 dell’1.9.2015 e n. 24/3 del 14.5.2018 guidata da Alessandro De Martini, direttore generale della Presidenza della Regione composta da 13 rappresentanti delle varie istituzioni regionali (assessorati competenti, Corpo forestale, Assl, Istituto zooprofilattico, Asl, agenzia Forestas), uno del ministero (Silvio Borrello, direttore generale della Sanità Animale e dei Farmaci Veterinari), dal responsabile del Centro di referenza nazionale sulle pesti suine di Perugia Francesco Feliziani e dal consulente spagnolo José Manuel Sanchez-Vizcaino, del Centro de Investigacion Visavet di Madrid.

Risultati in gran parte quindi pensati, costruiti e ottenuti in Sardegna dai sardi seppure in qualche modo costretti dall’Unione europea a recuperare 40 anni di ritardi con il Governo a supporto mossosi dopo la minaccia di una procedura d’infrazione. Eppure la ministra Grillo – dando comunque una notizia – sostiene che «il 16 gennaio presenteremo al comitato permanente Scopaff della Commissione Ue gli eccellenti risultati dei controlli effettuati in Sardegna nel 2018 negli allevamenti, negli impianti di lavorazione delle carni e negli esercizi di ristorazione per verificare il rispetto delle norme europee e nazionali per la prevenzione e il controllo della peste suina africana. È tempo finalmente di far ripartire l’economia della nostra amata Sardegna». Un impegno che rafforza l’obiettivo messo per iscritto dal ministero della Salute nell’atto politico di indirizzo per il 2019 dove alla voce “Sanità pubblica veterinaria”  si legge tra l’altro che «nel settore della sanità animale la priorità sarà data all’eradicazione della peste suina africana in Sardegna e al controllo ed eradicazione di quelle malattie che hanno un impatto economico anche sull’export».

A sollecitare l’intervento del Governo nei confronti della Commissione europea era stato lo scorso 16 ottobre il presidente Pigliaru che in una lettera a Giulia Grillo aveva chiesto un’azione per eliminare l’embargo sull’esportazione delle carni suine sarde visto che la campagna intrapresa negli ultimi quattro anni ha portato la riduzione dei focolai di peste suina africana da 109 del 2013 ai 6 del 2017. «Le condizioni che tuttora si applicano al commercio di suini e dei loro prodotti provenienti dalla Sardegna, in attuazione della Decisione di esecuzione della Commissione 709/2014/Ue sono sempre più chiaramente sproporzionate al rischio Psa causato dalla migliorata situazione epidemiologica e di controllo della filiera suinicola», scriveva Pigliaru alla ministra Grillo. «Questa sproporzione ormai appare sempre più chiaramente discriminatoria nei confronti della Sardegna e dell’Italia, se la si paragona alle misure molto più blande che la Commissione applica nei confronti degli altri stati membri della Ue in cui la Peste suina africana è presente e nei quali continua a diffondersi in modo estremamente preoccupante, come per esempio dimostrato la scorsa estate in Romania, Polonia e Lituania, tutti paesi in cui si è verificato un numero di focolai di malattia molto più elevato rispetto alla Sardegna». La risposta dell’esponente governativo è arrivata in Regione nel giro di due settimane: «Desidero confermare ancora una volta  il mio personale impegno, e quello dei miei uffici, volto a sostenere gli sforzi che la Regione Sardegna sta compiendo nella lotta alla Peste suina africana, per superare le criticità, ancora irrisolte, nel settore suinicolo sardo e dell’industria di trasformazione ad esso collegata»,  sottoscriveva Giulia Grillo con toni istituzionali ben diversi da quello di ieri.

Da questo scambio di missive è nato l’incontro di mercoledì prossimi con le autorità europee. Da Bruxelles il 16 gennaio potrebbe finalmente arrivare una svolta. Contemporaneamente al vertice, il giorno, festa di Sant’Antonio, (Abate rappresentato nell’iconografia popolare proprio con un maialino), all’ombra dei falò votivi si riscalderà anche Matteo Salvini. Per mercoledì prossimo, infatti, il ministro dell’Interno ha annunciato una visita in Sardegna con tappe a Quartu, Oristano e Alghero. Quel Salvini che il giorno dopo il primo abbattimento dei maiali allevati illegalmente nel Supramonte di Orgosolo, il 9 dicembre 2017, tuonava su Facebook: «In Sardegna lo Stato manda Polizia e Carabinieri a circondare i paesi non per catturare i delinquenti, ma per abbattere i maiali…!!! Roba da matti. Io sto con i pastori e con gli agricoltori». Chissà cosa dirà oggi da ministro dell’Interno…

Per dovere di cronaca sottolineiamo che la campagna di abbattimenti in Sardegna è iniziata il 30 maggio del 2016 (Governo Renzi, Giunta Pigliaru) a Desulo, intensificata nel dicembre del 2017 (Governo Gentiloni, Giunta Pigliaru) e proseguita fino alle settimane scorse (Governo Conte, Giunta Pigliaru) anche in molti paesi dell’Ogliastra. La ministra Grillo e il ministro Salvini si sono insediati con il Governo Conte il 2 giugno del 2018.

La replica del residente della Regione Francesco Pigliaru https://www.ortobene.net/pigliaru-alla-grillo-sgradevole-attribuirsi-meriti-altrui/

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