Peste suina e concessioni pascolo

Nessuna novità dell’ultim’ora, ma un provvedimento ben conosciuto dagli addetti ai lavori, si tratta della delibera n° 51 adottata il 12 giugno 2017 dall’Amministratore Unico dell’Agenzia “Forestas” Giuseppe Pulina, con in calce il parere favorevole del direttore generale Giuliano Patteri, adeguando il regolamento per la gestione dei cantieri forestali, dove il pascolo è possibile in base a concessioni “fide pascolo”, adeguandolo alle prescrizioni del piano per l’eradicazione della peste suina africana fondato sul divieto di pascolo brado dei suini il cui allevamento quindi non è stato mai autorizzato e risulta doppiamente illegale per l’impossibilità di identificare i proprietari.  Nella delibera si legge chiaramente che se dopo l’abbattimento (definito con un eufemismo burocratico “depopolamento”) nei sei mesi successivi si registrerà l’ulteriore presenza di suini bradi le concessioni di fide pascolo non potranno essere rinnovate nei due successive annate agrarie. A Orgosolo , secondo quanto denunciato dal sindaco Dionigi Deledda ( https://www.ortobene.net/arru-consegnate-maiali-illegali/) “Forestas” avrebbe in questi giorni negato il rinnovo delle concessioni in base alla delibera di  cui riportiamo il testo integrale.

È avviato un programma straordinario di controllo nelle aree gestite a qualunque titolo dall’Agenzia FoReSTAS, per accertare la presenza di suini bradi.
Il controllo è affidato ai soggetti individuati nella Determinazione del Responsabile dell’Unità di Progetto (UdP) n.68 del 29/11/2016, alla lettera c) dell’art.3. Questi provvedono, in caso di accertamento, alla tempestiva segnalazione all’Agenzia FoReSTAS e all’UdP per l’eradicazione della peste suina africana (PSA).

Il personale dell’Agenzia FoReSTAS, qualora accerti, su specifica segnalazione dei soggetti di cui al precedente alinea, la presenza di suini bradi, procede, entro 24 ore, alla notifica ai concessionari dell’obbligo di procedere, per motivi sanitari e di sicurezza, al confinamento del bestiame di proprietà. Tale disposizione è finalizzata a consentire, con ogni possibile sicurezza, il confinamento e il depopolamento dei suini presenti, limitare durante queste operazioni la possibile diffusione del virus PSA da parte delle altre specie animali, che potrebbero fungere da vettore meccanico del virus stesso, e per effettuare le successive operazioni di pulizia e risanamento del sito.

L’UdP per l’eradicazione della PSA provvede, previa adozione della relativa ordinanza, alle successive attività di confinamento, verifica sanitaria e depopolamento dei suini bradi, nonché alle successive operazioni di risanamento e monitoraggio sanitario.
I compendi forestali, all’interno dei quali sono stati rinvenuti suini bradi, sono sottoposti a monitoraggio sanitario continuo e il rinnovo delle concessioni fide pascolo ivi insistenti è subordinato alla valutazione dell’Unità di progetto per l’eradicazione della peste suina africana. Qualora, nei sei mesi successivi all’intervento di depopolamento dei suddetti suini, venga registrata la presenza di altri suini bradi, ciò costituisce motivo ostativo al rinnovo, da parte dell’Agenzia FoReSTAS, delle predette concessioni di fide pascolo, per le due annate agrarie successive.