Periferie, il piano dei silenzi

Nessuna spiegazione ufficiale da parte del sindaco Andrea Soddu; una nota congiunta per i Cinquestelle firmata dal deputato Alberto Manca e daĺla consigliera comunale Mara Sanna che si inquadra nella polemica nazionale ma nulla chiarisce sugli effetti a livello locale. Sono realmente sfumati, come pare sia ormai certo, i 18 milioni che Nuoro si era visto assegnare lo scorso con l’emendamento del Governo al decreto Milleproroghe? Sono a rischio anche gli 11 milioni di euro della Regione collegati al finanziamento nazionale? È vero che la posizione di Nuoro sarebbe ulteriormente indebolita dal fatto che ė stata chiesta una proroga per la progettazione esecutiva? Domande finora rimaste senza risposta. L’unica presa di posizione è quella di Manca e Sanna buona per spiegare lo scenario nazionale che ha finito per penalizzare anche Nuoro ma reticente sul piano locale, visto  che il capoluogo non viene neanche citato. Stando a quanto sostengono il parlamentare e la consigliera comunale nuoresi quella sul “Milleproroghe” ė «una polemica strumentale» perché cassando il piano periferie «il provvedimento ridà respiro ai Comuni sbloccando un miliardo degli avanzi di amministrazione». Secondo Alberto Manca e Mara Sanna ė stata «sanata situazione incostituzionale creata dal Pd sul bando periferie, per il quale si farà una verifica delle convenzioni ed un rinnovo dei progetti. Nessun rinvio per i primi 24 progetti immediatamente esecutivi. Come al solito gli esponenti del Partito Democratico scaricano sugli altri i problemi sollevati dall’incompetenza dei propri Governi o delle proprie Giunte. In questo caso – accusano i due esponenti  del M5S -omettono di dire che la Corte costituzionale, con la sentenza 74 del 2018, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 comma 140 della legge di bilancio 2017 (legge 11 dicembre 2016, n. 232), cioè della disposizione istitutiva dei fondi dai quali attingere le risorse per i cosiddetti “Bandi periferie”, con evidenti ripercussioni sulla possibilità materiale di spendere le risorse in essi conferite. Tale declaratoria d’incostituzionalità – è bene ricordarlo agli esponenti del Partito Democratico – trova origine nella mancata previsione di un coinvolgimento ad opera del Governo degli enti territoriali interessati, dal momento che per realizzare programmi che investono direttamente le materie di competenza (concorrente) delle Regioni, la Costituzione rende necessario raggiungere una preventiva intesa con queste ultime.
Tutto ciò dimostra ancora una volta che i precedenti Governi, rigorosamente a guida Pd, non solo avevano una concezione estremamente verticistica ed accentratrice del potere, ma soprattutto non erano in grado di produrre atti compatibili con un complesso sistema di garanzie costituzionali come quello italiano. Il nostro Governo è intervenuto per dare attuazione alla sentenza della Corte costituzionale, e – scrivono ancora Alberto Manca e Mara Sanna pur trovandosi di fronte ad una situazione difficile è riuscito a garantire l’immediata finanziabilità dei
primi 24 progetti che hanno ricevuto un punteggio superiore a 70/100 ed erano immediatamente esecutivi. Vista la necessità di rispettare la sentenza della Consulta, è stato necessario intervenire per analizzare i restanti progetti e valutare quali abbiano davvero una funzione di rilancio per le periferie». Nuoro rientra tra questi? Silenzio. Ma, in ogni caso, garantiscono i due esponenti  pentastellati  «le spese progettuali già sostenute verranno rimborsate. Fermo restando che il Governo precedente aveva finanziato il “bando periferie” solo per metà dell’importo complessivo, facendo quindi mere promesse senza mettere a disposizione vere risorse, è bene ricordare che molti dei progetti finanziati, viste le carenze progettuali, difficilmente sarebbero diventati esecutivi. Un
alto numero degli stessi, i quali hanno ottenuto punteggi anche molto bassi, non sono riqualificazioni ma evidenti marchette di un governo Pd ad amministrazioni Pd. Abbiamo perciò deciso di utilizzare le risorse stanziate per le convenzioni negli anni 2018 e 2019 non solo per alcuni dei progetti dei Comuni capoluogo che hanno partecipato al Bando, ma per tutti gli 8.000 Comuni d’Italia, al fine di consentire alle tante amministrazioni comunali con avanzi di amministrazione di poterli utilizzare immediatamente per investimenti in opere pubbliche, secondo un criterio di premialità e di equità e rispetto di principi costituzionali. I progetti – concludono Manca e Sanna – non sono tutti uguali: – è necessario distinguere tra i Comuni che hanno dato avvio a progetti già esecutivi e su cui si è già investito per il rilancio delle periferie e quelli che invece utilizzano questo fondo al solo scopo di creare progetti di facciata». Come classificano Nuoro i Cinquestelle?

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