Perdonare e perdonarsi

La Parola di Dio che questa domenica la Chiesa ci propone, è aspra, e per un cuore ferito è una vera e propria lacerazione. Il perdono appartiene a quel genere di argomenti davanti ai quali voltiamo la faccia, in quanto non sono semplici da accogliere spontaneamente e difficili da mettere in pratica con verità. Anche se molto dipende dalle ferite che ciascuno custodisce nel proprio intimo.
La vita, infatti, a volte ci riserva ferite profonde che toccano il cuore in maniera indelebile e richiedono la capacità di un costante e ripetuto perdono, prima di essere portate nell’abisso d’amore del Cuore di Cristo e potersi trasformare in umile e sofferta offerta. Chi è capace di raggiungere, con la grazia di Dio, questa meta, trova, però, pace e gioia per sempre.
Vediamo, in concreto, quale percorso ci suggerisce, oggi, la Parola, per poter perdonare sempre e di cuore. È un percorso non facile, non dobbiamo nascondercelo, ma, alla fine, esso risulterà, come già accennato, pacificante e sanante. Non dimentichiamo che Gesù ci ha detto: «Impa- rate da me, che sono mite ed umile di cuore». È un ammonimento che non possiamo disattendere.
Nella prima lettura, il libro del Siracide ci fornisce una indicazione preziosa quando dice: «Il rancore e l’ira sono un abominio ed il peccatore li possiede!». È già un primo avvertimento a sorvegliare con cura i nostri sentimenti ed a non permettere che pensieri negativi si depositino nel nostro cuore. Perché dal rancore facilmente viene generata la vendetta, e questa, prima di raggiungere il suo obiettivo, ferisce il nostro animo e ci impedisce di avere un rapporto sincero con il Signore, dato che così facendo, ci chiudiamo alla misericordia verso il nostro prossimo. Se non siamo capaci di usare misericordia verso i nostri fratelli, come possiamo chiederla per noi? Non possiamo non fare conto dell’offesa subita, ma possiamo perdonare, anche se con molta difficoltà. Il saper perdonare è una grazia da chiedere con insistenza allo Spirito Santo, perché Lui, che San Giovanni della Croce chiama “cauterio soave”, ce ne doni la capacità. È lo Spirito, infatti, ad aprirci alla misericordia da ricevere e da dare.
Ci viene in aiuto anche il Salmo102 nei versetti a noi donati. Le sue parole sono un balsamo per il nostro cuore in quanto ci aiuta a pregare converità: «Benedici il Signore, anima mia, quanto è in me, benedica il suo santo Nome. Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tanti suoi benefici». Cioè ci induce a guardare quanto per noi ha fatto il Signore, in modo da poterlo, almeno in parte, imitare e riuscire a nostra volta ad essere misericordiosi verso il nostro prossimo.
Paolo, nella seconda lettura, ci richiama alla realtà della nostra vita in Cristo. Egli è morto per tutti, e, noi, sia che viviamo, sia che moriamo siamo suoi, pur nella diversità delle esperienze nell’accogliere la Parola.
Il Vangelo di Matteo è un invito ad imitare Gesù nel perdonare senza misura e ci porta, senza scorciatoie, al cuore del problema. Al tempo di Gesù, il giudaismo conosceva già il dovere del perdono delle offese, ma si domandava quante volte si potesse perdonare. Ed era giunto alla conclusione che era possibile perdonare per un certo numero di volte, ma, poi, basta! Gesù smonta la nostra grettezza umana ed a Pietro che gli domandava, pensando di essere molto magnanimo, se bastasse perdonare sette volte, egli dà una risposta che lo spiazza completamente: «Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette!», cioè sempre.
E racconta la parabola del servo malvagio, per illustrare al meglio l’agire di Dio e quello dell’uomo. Dio ci usa una misericordia infinita e noi, anche se con fatica, dobbiamo imparare ad avere verso il nostro prossimo, la stessa misericordia che Dio ha usato ed usa verso di noi. Solo così saremo figli nel Figlio, se cercheremo di imitare Gesù che ha perdonato ai suoi crocifissori. E qui vi è un altro grande perdono che dobbiamo imparare a donare: quello a noi stessi! Quante volte ci crocifiggiamo perchénon riusciamo a perdonarci certe cadute e le miserie che accompagnano spesso il nostro cammino! È fondamentale imparare a perdonare se stessi! Il non farlo produce delle ferite che incidono pesantemente nella nostra vita. Lo scoprire la grandezza della misericordia di Dio nelle brutture che ci portiamo dentro, ci aiuta a non giudicare l’altro… dato che la stessa misericordia ci avvolge. È una questione di fede, applicata concretamente alla vita. Il perdono diventa così un balsamo che profuma di amore vero e di misericordia tutta la nostra vita e ci apre al cuore del Padre ed alla beatitudine dell’amore.

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