Per Angelo Mureddu
di Bachisio Porru

17 Gennaio 2022

4' di lettura

Caro direttore, Gli amici di Gavoi mi avevano già comunicato la triste notizia della morte di Angelo Mureddu, nell’ultimo giorno del 2021, prima dello scoccare dell’anno in cui i suoi numerosi amici potessero esprimergli la loro stima in occasione del suo novantesimo compleanno. Ma L’Ortobene del 16 gennaio mi ha portato pure un suo ricordo ben circostanziato. Le stesse foto a corredo dell’articolo sono significative della sua personalità: aperta accoglienza quasi timida ma smisurata, riservata tenacia, acuta perspicacia fatta di semplicità e impegno. Il titolo rinforza il messaggio: “mastru de iscola”, chiara identità per una professione ora disertata dai maschi. Il nome di chi firma l’articolo – Bachisio Porru – rinforza l’ impressione di serietà nell’ impegno: un collega che si è ugualmente sempre speso a favore della scuola e degli studenti del territorio nuorese. Personalmente, non avevo bisogno di queste credenziali, giustamente esibite per orientare il lettore che non aveva avuto il privilegio di conoscere Angelo Mureddu nel suo operare, proporre, innovare, formare. In effetti questo amico è stato a lungo un campione di modestia nel comunicare il suo entusiasmo sapiente e il suo saggio consiglio educativo, fatto di studio, di osservazione, di riflessione,di ben calibrata proposta. Ho conosciuto Angelo nel 1971, grazie all’ amicizia fra sua sorella Elena e mia moglie Michela. Era l’anno in cui la Regione Autonoma della Sardegna emanava la sua legge per il diritto allo studio e per la scuola a tempo pieno . Fervevano gli entusiasmi di insegnanti come Angelo, attenti agli spazi aperti dalle innovazioni pedagogiche e sociali a favore dei propri alunni e dei propri territori. Già nell’anno scolastico 1971/72 partono le autorizzazioni per le prime affrettate sperimentazioni. Nella mia rilevazione di quell’ anno, riporto le iniziali sperimentazioni autorizzate nel Primo circolo didattico di Tempio Pausania e in quello di Buddusò. Le notizie sommarie sono contenute nel volume intitolato “Sociologia della sperimentazione didattica” che Angelo aveva successivamente conosciuto, grazie alla nostra regolare frequentazione. L’ entusiasmo del maestro Mureddu per l’ istituzione delle misure che portano al tempo pieno, troverà concretizzazione a Gavoi non appena sarà possibile ottenere le autorizzazioni per la sperimentazione, in base alla legge regionale n°27. In quel momento, metterà in piedi, insieme alle sue colleghe e ai suoi colleghi della scuola elementare e grazie ai collegamenti con gli abitanti del paese e con l’amministrazione comunale, un progetto pedagogico e didattico esemplare, basato sulla valorizzazione comunitaria, sulle risorse del territorio, sulla conoscenza e sul rispetto delle tradizioni, sulla osservazione attenta e approfondita della natura, sulle qualità morali e culturali della popolazione. Un grande e persistente lavoro anche di organizzatore, di coordinatore, di perlustratore di vie nuove. Di persona capace di capire i bambini. Di educatore attento. Di propositivo maestro. Di vero maestro di vita, dunque, appartenente a quella schiera di maestre e maestri elementari che è ben numerosa in Barbagia. Per andare agli inizi del novecento, basterà ricordare il nome del desulese Antioco Casula, maestro di scuola. E di poesia sarda, con lo pseudonimo di Montanaru. Ma, per rimanere ai nostri giorni, fra i tanti colleghi contemporanei di Angelo Mureddu, mi piace ricordare Giovanna Bassu di Orgosolo, Mario Pinna di Mamoiada, Mariuccina Cugusi e Caterina Muntoni di Fonni, fra gli altri. Dobbiamo essere orgogliosi di questi maestri e essere loro grati, anche nel ricordare qui, con affetto di stima, uno fra loro, laboriosissimo e schivo ma generoso come Angelo. La ringrazio, direttore, di avere ascoltato la mia amichevole testimonianza. La saluto molto cordialmente Alberto Merler Sassari, domenica 16 gennaio 2021

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