Pecorino romano in vetrina alle olimpiadi

Discese libere, slalom (vento permettendo, visti i cambiamenti di programma) con il pecorino solidale che arriva a PyeongChang direttamente dai magazzini della cooperativa pastori di Dorgali. In Corea del Sud dove fino al 25 febbraio sono in corso le Olimpiadi invernali, a  Casa Italia, sede della delegazione azzurra, a tavola è presente proprio il formaggio Dop sardo grazie alla  “Biraghi”, fornitore ufficiale dei XXIII Giochi Olimpici Invernali 2018  che  propone ad atleti, accompagnatori e ospiti «un prodotto davvero speciale, che non solo rappresenta la quint’essenza dell’italianità ma anche una importante innovazione di filiera». Si tratta del grattugiato fresco del Pecorino solidale, frutto della combinazione unica di due eccellenti formaggi italiani: 70% Pecorino Romano e 30% Gran Biraghi. «Un orgoglio per tutti i pastori sardi – sottolinea Battista Cualbu, presidente regionale di Coldiretti Sardegna —  perché abbiamo una vetrina internazionale, una delle migliori possibili per il il nostro pecorino. Una presenza frutto dell’accordo di filiera tra Coldiretti Sardegna, Fdai (il marchio Firmato Dagli Agricoltori Italiani)  e, appunto la Biraghi, azienda piemontese leader in Italia nella produzione e commercializzazione di prodotti caseari che nel marzo dell’anno scorso, quando il prezzo del latte era crollato a 50-60 centesimi al litro ed il prezzo del Pecorino romano oscillava intorno ai 4,20 euro al chilo, ha stipulato tramite la Coldiretti un accordo storico con i pastori sardi. Un accordo dal forte valore etico, in cui il caseificio che lavora solo latte 100% italiano scelse di andare controcorrente rispetto ai prezzi di mercato e di pagare il Pecorino romano acquistato dalla Cooperativa allevatori Sulcitani di Carbonia a 6,20 euro al chilo, garantendo una equa remunerazione ai produttori. Accordo solido che prosegue anche adesso che il mercato del Pecorino romano è in netta ripresa acquistando il pecorino dalle Cooperativa pastori di Dorgali. «Una scelta che guarda al futuro, alla collaborazione, alla filiera basata sulla trasparenza, la lealtà ed il rispetto sia di chi lo produce e sia di chi lo consuma – evidenzia il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. Perché chi rispetta il produttore è leale e trasparente anche con il consumatore, crede nel valore e qualità dei prodotti italiani e condivide le ragioni economiche sottostanti alla tracciabilità dell’origine della materia prima». La presenza del Pecorino tipo romano prodotto in Sardegna alle olimpiadi invernali rafforza «una risposta patriottica alle speculazioni e alle ambiguità e ha rappresentato una speranza per tutto il comparto in un momento davvero difficile – ricorda il direttore regionale di Coldiretti Luca Saba-. Abbiamo messo le basi, grazie ad un azienda lungimirante, anche ad un nuovo modello che guarda lungo tutto la filiera e che sta riscuotendo anche il favore dei consumatori. La risposta infatti sta andando oltre ogni aspettativa (nel primo anno hanno acquistato mille quintali di Pecorino romano) ed è un prodotto che nonostante la giovane età si è già posizionato nel mercato». Nei primi dieci mesi di vita di presenza sul mercato – sottolinea Coldiretti –  il Pecorino Solidale Biraghi, ha riscontrato numerosi successi, arrivando ad essere distribuito in più di 2000 punti vendita sul territorio italiano. A livello di aree geografiche si registra, a dicembre 2017, una distribuzione ponderata pari al 29% su tutta Italia, 39% al Nord-ovest, 27% al Nord-est, 18% nel Centro + Sardegna e 22% al Sud. I picchi più alti si trovano in Piemonte e Sardegna, rispettivamente  con il 51% e il 45% di distribuzione ponderata. «Il Pecorino Etico Solidale – dicono alla Biraghi – è portatore di un valore che da sempre ispira anche i partecipanti alle manifestazioni olimpiche: lo spirito di collaborazione, che permette di raggiungere importanti risultati unendo le forze. La stessa filosofia, 100% Italiano, ha portato Biraghi Spa a sostenere una categoria in difficoltà come quella dei pastori». Intanto il prezzo del Pecorino romano, nel silenzio totale, continua a salire in media di 1 punto percentuale alla settimana. Nell’ultima rilevazione Clal lo da a 7,80 euro al chilo,più 2,67% rispetto a 7 giorni prima (con punte oltre gli 8 euro). Crescita, rispetto ai 4,20 euro che un anno fa ha determinato il crollo del prezzo del latte a 50-60 centesimi, dell’85,7% (da 4,20 a 7,80 euro) con punte del 100%. Un trend di crescita che – denuncia ancora Coldiretti – non ha avuto conseguenze in positivo per i pastori come avvenuto invece al negativo quando è crollato il prezzo del Romano. La crescita del prezzo del latte, infatti, quest’anno rispetto alla scorsa annata, si è fermata al 41,7% (da 60 a 85 centesimi/litro). Applicando lo stesso trend – calcola l’organizzazione agricola, in base all’attuale valutazione del Romano il latte dovrebbe essere pagato dai 1,11 ai 1,21 euro al litro. Questa differenza costerebbe ai pastori intorno agli 80 milioni di euro, circa il doppio rispetto ai 45 milioni di euro bilanciati dalla Regione per la crisi dello scorso anno. Gli stessi pastori sui quali i trasformatori l’annata scorsa hanno scaricato il crollo del Pecorino romano pagando il latte a 60 centesimi: una perdita stimata da Coldiretti Sardegna in 130 milioni.

 

 

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