Pd sardo, Cucca si dimette

Il segretario regionale del Partito Democratico, Giuseppe Luigi Cucca, ha rassegnato le sue dimissioni nel corso dell’assemblea tenutasi nella serata di lunedì 11 giugno ad Abbasanta.
«Lascio la guida del PD regionale con la consapevolezza di aver sempre lavorato per il bene del partito e degli elettori, cercando di tenere insieme le diverse sensibilità nel rispetto di ciascuna, ed in coerenza con il progetto unitario che ha ispirato il mio mandato», ha dichiarato pubblicamente l’ormai ex segretario Cucca.
«Èstato un onore guidare questo partito», ha aggiunto, ringraziando tutti coloro i quali hanno voluto la sua candidatura e l’hanno sostenuto nel corso del suo mandato, sottolineando che, nonostante gli sforzi compiuti per mantenere l’unità del partito – anche attraverso la designazione di una segreteria unitaria – e per costruire un percorso condiviso, «è evidente che non basti la volontà del singolo per raggiungere un obiettivo così alto. Mi sono infatti scontrato con la miopia di molti dirigenti che si sono arroccati su posizioni inconciliabili, generando lo stallo».
Giuseppe Luigi Cucca, sottolineando il fatto che continuerà a mettere la sua esperienza al servizio della comunità democratica nelle vesti di senatore, «rappresentando le istanze degli elettori sardi e cercando di affermare quell’idea di progresso che, in questa difficile epoca storica, viene continuamente insidiata dalla nuova ondata fascista», ha altresì auspicato «il rinnovamento della classe dirigente, dando maggiore spazio alla componente giovanile. È un invito che rinnovo ora più che mai, nella convinzione che occorra dare uno scossone per ripartire e per uscire da questo immobilismo degenerato ormai in una perenne crisi esistenziale del PD regionale».
Avendo rassegnato le dimissioni nel corso di una giornata particolare per il Partito Democratico, ovvero quella successiva alle elezioni amministrative con i loro significativi risultati ad Iglesias, con la ritrovata coesione del centrosinistra, e ed Assemini, dove la spaccatura nel PD ha favorito altri candidati, Cucca ha dichiarato che occorra ripartire sì dal risultato del candidato Mauro Usai, ma anche dal «superamento della visione egoistica, che ha distrutto ogni tentativo di ricostruzione e rinnovamento, e dei personalismi, pensando che, correndo tutti insieme, si è maggiormente in grado di raggiungere la meta. È ciò che ho cercato di fare sin dal principio anche sul fronte delle alleanze, scontrandomi con i veti incrociati che hanno congelato ogni ipotesi di coalizione per presentarci forti all’appuntamento delle prossime elezioni regionali».
Spiegando il perché delle sue dimissioni, Cucca ha rimarcato il fatto che, per tutelare l’unità, «di fronte all’impossibilità di un dialogo costruttivo, non resta che dare uno scossone a questo partito. Per questo, auspico che si trovi una figura super partes, libera da condizionamenti di corrente». «Ho sempre detto di concepire la politica come un servizio alla collettività», ha aggiunto l’ex segretario PD Cucca, individuando nelle nuovi generazioni il futuro della politica: «Ho detto ai giovani di osare, di liberarsi dal correntismo, di avere il coraggio di manifestare le proprie idee, di prendersi il partito».

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