Patrik Zaki, uno di noi

Nei giorni in cui la Corte d’Assise del Cairo, in Egitto, rinnovava per altri 45 giorni la detenzione in carcere per Patrik Zaki – che va avanti rinnovo dopo rinnovo dal giorno dell’arresto avvenuto il 7 febbraio 2020 -, gli alunni delle classi terze dell’Istituto comprensivo Nuoro 1 “Ferdinando Podda” si impegnavano in un progetto a lui dedicato. L’adesione all’iniziativa “Una sedia per Patrik Zaki” promossa dal fumettista Gianluca Costantini si è rivelata un vero e proprio esercizio di cittadianza attiva oltre che una esperienza diretta di promozione dei diritti umani.
Guidati dagli insegnanti che li hanno aiutati a studiare e conoscere la vicenda di Patrik e il contesto socio-politico in cui è avvenuta, i ragazzi hanno realizzato le sagome personalizzate e pubblicizzato l’iniziativa coinvolgendo in prima persone le istituzioni politiche e culturali del territorio. Oltre a Gianluca Costantini, sostengono i ragazzi lo scrittore Marcello Fois, il fumettista Manuelle Mureddu, la Libreria Novecento, il Ten Teatro Eliseo Nuoro, Bocheteatro, il Museo Man, il Consorzio per la pubblica lettura Sebastiano Satta, il collettivo Tela Urbana, il Comitato provinciale Unicef, la cooperativa Scenari Verdi, le Acli Nuoro.

«Potete migliorare questo mondo – ha scritto rispondendo alla lettera degli alunni del Podda Gianluca Costantini -, spero che continuerete a parlare di Patrik anche al di fuori della scuola, ai vostri amici, alla vostra famiglia, e che incominciate ad interessarvi anche ad altre persone a cui sono state tolte la libertà di espressione oppure di movimento».
«Voi siete un futuro meraviglioso – ha detto Marcello Fois rivolgendosi agli studenti con un videomessaggio -, dei ragazzi che hanno deciso di impegnarsi in questa partita che sembrerebbe una gara contro i mulini a vento ma che invece può essere il primo gradino per una generazione che migliora quella precedente. Siate migliori di noi».
Dal canto suo Manuelle Mureddu ha dato la disponibilità a creare insieme ai ragazzi un fumetto e ha aggiunto: «Siete fortunati ad avere insegnanti che oltre a parlarvi di ciò che è successo nel passato vi informano chiaramente si ciò che ancora oggi molte nostre sorelle e fratelli sono costretti a vivere nel mondo».

Patrick Zaki è simbolo di tutte quelle persone che ogni giorno lottano “perché la libertà in tutte le sue forme sia un diritto e non un privilegio di cui possono godere solo alcuni”, ha detto una delle studentesse coinvolte nel progetto. Offrirgli una sedia accanto alla nostra significa fargli posto nelle nostre vite, sensibilizzare sempre più l’opinione pubblica su questa ingiustizia aiuterà forse le istituzioni nazionali e internazionali a fare pressione sull’Egitto per la sua liberazione. Per tutti è l’occasione di riflettere, grazie a questi ragazzi, su quanto sia importante non dare mai per scontati i propri diritti e quanto sia preziosa la dignità di ogni persona umana.

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