Pastori e siccità, legge approvata

Con 48 voti a favore e solo due astenuti, il Consiglio regionale stamattina 12 settembre ha approvato il disegno di legge presentato dalla Giunta che incrementa di 30 milioni di euro i fondi per un intervento d’emergenza a favore del comparto ovicaprino. «Abbiamo mantenuto un impegno preso con il mondo delle campagne e con le sue associazione di categoria. Un intervento di urgenza per il comparto ovicaprino spinto anche dall’emergenza della siccità che si è sommata alla crisi del prezzo del latte, sceso a livelli bassissimi nelle ultime due stagioni», è stato il commentoLo dell’assessore regionale dell’Agricoltura Pier Luigi Caria nel commentare l’approvazione del disegno di legge, che, rispetto allo stanziamento iniziale porta lo stanziamento a poco più di  47 milioni di cui 45 destinati direttamente ai pastori licenziato dalla Giunta il primo settembre scorso, che predispone l’incremento del finanziamento iniziale di 17milioni di euro per il comparto ovicaprino con ulteriori 30milioni. Ben 45 milioni saranno quindi destinati direttamente ai pastori e 2 milioni aggiungeranno ai 4 stanziati dal Governo per l’acquisto delle eccedenze di formaggio pecorino sardo da destinare agli indigenti.

L’iter burocratico. L’erogazione dei 45 milioni – informa la Regione – sarà gestita direttamente da una task force costituita ad hoc con personale dell’assessorato dell’Agricoltura e dell’Agenzia regionale Argea Sardegna. I pastori dovranno comunicare il numero dei capi allevati, le produzioni di latte per le annualità del 2015-2016 e del 2016-2017. Sulla base di tali dati saranno quindi subito emessi i decreti di pagamento. Caria ha inoltre ricordato l’impegno della Giunta nel provare a reperire ulteriori risorse, anche attraverso gli strumenti del Programma di sviluppo rurale e le interlocuzioni con il governo nazionale, per venire incontro alle criticità di tutto il resto del mondo zootecnico e agricolo isolano. Caria ha poi fatto il punto su tutte le azioni e gli stanziamenti sul piano strutturale che l’Esecutivo ha messo in campo negli ultimi mesi: dai 30milioni di euro destinati ai Consorzi di Bonifica, ai 50 milioni per incrementare la raccolta delle acque nelle dighe e negli invasi della Sardegna, passando per il sostegno alla creazione dell’Organismo interprofessionale latte ovino sardo (Oilos).

Coldiretti: «Soddisfatti ma vigili». Nessun commento da parte del Movimento pastori sardi all’approvazione della legge nata dopo la manifestazione del 2 agosto. Soddisfatta la Coldiretti anche se – ha commentato il presidente Battista Cualbu – «aspettiamo di conoscere i tempi di erogazione dei fondi: è fondamentale che i soldi arrivino immediatamente nelle tasche dei pastori. L’annata di quest’anno è stata pessima perché si sono condensati diversi problemi straordinari, a partire dal prezzo del latte ai minimi storici, tra i 50 e i 60 centesimi, molto al di sotto dei costi di produzione. Poi ci sono state le calamità naturali: la nevicata di gennaio prima e la siccità dopo che ha causato ulteriori gravissime perdite e fatto lievitare i costi». Insomma Coldiretti Sardegna fa sapere di terrene la guardia alta, compresi gli impegni – richiamati anche dall’assessore Caria – per gli altri settori dell’agricoltura colpiti anch’essi dalla siccità: «Continueremo – dice Cualbu – a sollecitare quotidianamente la Regione per imprimere un accelerata sul bando agli indigenti ma anche per i 30 euro per le pecore a fine carriera. Problema centrale rimane anche l’arrivo dei premi comunitari. Non si può continuare con i rinvii perché l’agricoltura sarda è allo stremo. I denari servono adesso».

Ci mancava solo la Lingua blu. Come se non bastassero i problemi gli allevatori devono fare i conti con una ripresa dell’epidemia di Lingua blu: oltre un centinaio di focolai in Sardegna di cui bel 93 in Ogliastra, uno nel Nuorese, 12 in Gallura e un di Cagliaritano hanno fatto nuovamente scattare l’emergenza Bloue tongue o Febbre catarrale, malattia virale infettiva che colpisce ovini, bovini e ruminanti selvatici, con alti indici di mortalità e in caso di guarigione di forti riduzioni produttive, provocata da un virus che si trasmette non in via diretta ma tramite le punture di zanzare e moscerini. Della malattia si conoscono bel 24 stereotipi, quello individuato nell’epidemia in corso è il 4 contro cui sono già stati vaccinati 400 mila capi e altre 400 mila dosi sono a disposizione, come ha assicurato l’11 settembre l’assessore regionale alla sanità Luigi Arru incontrando le associazioni di categoria. Di fronte alle preoccupazioni espresse per il diffondersi della malattia,  l’assessore ha assunto l’impegno di portare quanto prima in Giunta una delibera che assicuri la possibilità di vaccinazione anche per i bovini nelle aree infette e che aggiorni la tariffazione straordinaria per consentire la vendita dei vaccini agli allevatori e la somministrazione da parte dei veterinari anche del servizio pubblico. Oltre la necessaria profilassi, dopo un’assemblea che si è tenuta nei giorni scorsi in Ogliastra, anche in questo caso Coldiretti chiede interventi straordinari da una parte per garantire gli indennizzi per i capi morti e per il mancato reddito anche per quelli colpiti dal morbo e dall’altra per dare il via libera proprio alla vaccinazione dei bovini nelle aree infette. Secondo Battista Culbu, infatti, «bisogna scongiurare il pericolo di un blocco della movimentazione che interessa tra i 10 ai 12 mila capi che si tradurrebbe in un danno gravissimo perché comporterebbe non solo mancati introiti ma anche maggiori costi visto che si dovrebbe spendere per comprare mangimi e foraggio in una stagione in cui i costi sono saliti alle stelle a causa della siccità. Per animali, tra l’altro, che andrebbero fuori mercato. Inoltre – conclude il presidente regionale di Coldiretti – chiediamo che sia dato agli allevatori il buttox per somministrarlo loro stessi agli animali e prevenire il mordo».

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