I pastori rilanciano: «Acconto a 0.75»

Tre fogli, 11 punti più le condizioni economiche: «Non si accetta un acconto inferiore a euro 0.75 al litro per i mesi di febbraio marzo e aprile; a maggio si procederà a un adeguamento del prezzo; a fine campagna verrà determinato il prezzo finale del latte riferito a tutta la produzione dell’annata agraria 2018-2019». È la bozza della controproposta, messa a punto nei presidi, che questa mattina a partire dalle 11 verrà discussa dai pastori nell’assemblea regionale convocata a Tramatza. Un documento (consultabile insieme all’articolo indie alla bozza del Tavolo regionale di sabato) che si vuole presentare al Tavolo nazionale del latte convocato per giovedì prossimo a Roma. Rispetto alla bozza d’accordo messa a punto sabato nel Tavolo di Cagliari vengono chiesti nel primo acconto 3 centesimi di euro in più al litro con l’obiettivo chiarissimo di superare i 0.74 euro indicati dall’Ismea come costo di produzione. Tra le richieste le dimissioni di presidenti e consigli di amministrazione dei tre Consorzi di tutela (Pecorino romano, Fiore Sardo, Pecorino Sardo) «da depositare in Prefettura contestualmente alla firma dell’accordo»); quote stringenti di produzione assegnate oltre ai caseifici anche alle aziende primarie; griglia di determinazione del prezzo del latte in base ai dati reali dei mercati; nomina di un prefetto che vigili sull’intera filiera; prezzo minimo del latte pagato da indicare nei contratti di vendita del formaggio che non dovrà mai essere inferiore ai costi di produzione; riforma degli statuti dei Clnsorzi Dop per garantire soprattutto la trasparenza dei dati di produzione e di vendita; riforma degli statuti delle cooperative di trasformazione per garantire un maggior controllo da parte dei soci; per quanto riguarda i formaggi misti, indicazione in etichetta della provenienza e della percentuale dei vari tipi di latte. Richieste precise che saranno integrate oggi. Una sintesi che nelle intenzioni dei proponenti dovrebbe garantire l’unità dei pastori messa in crisi ieri dalla contrapposizione con i più radicali intenzionati a portare avanti la protesta e il blocco dei caseifici.