Pastori, l’ultima beffa dei premi comunitari

Il giochino è ormai scoperto: ogni volta che i pastori alzano la voce, l’assessore regionale di turno vola a Roma, incontra il ministro e torna annunciando lo sbocco dei pagamenti dei premi comunitari. A parte il fatto che diventa difficile contrabbandare diritti negati in concessioni, anche negli ultimi giorni si sta recitando una commedia. Il 27 luglio l’assessore Pierluigi Caria in quei giorni impegnato a bloccare la minaccia della Coldiretti di bloccare i porti, annunciava nel corso della solita missione romana (vedi https://www.ortobene.net/siccita-governo-riconosce-lo-emergenza/ ) che «la società RTI Almaviva, componente privata che con Agea gestisce la società SIN (Sistema informativo nazionale per lo sviluppo in agricoltura), ha reso noto che fra il primo e il 3 agosto saranno firmati i decreti per il saldo, salvo anomalie riscontrate nelle singole pratiche, di 10.282 domande presentate per la Misura 14 sul Benessere degli animali per l’annualità 2016. L’importo complessivo di tale intervento è di circa 30 milioni di euro. La procedura di saldo automatizzato prenderà in esame sia le domande pagate in anticipo, sia quelle non ancora pagate. Il 23 agosto si procederà invece alle istruttorie di verifica sulle eventuali situazioni in anomalia». Aspettate e sperate ma soprattutto, cari pastori che non vi venga in testa di prendere per buone promesse magari impegnandovi, contando sui soldi in arrivo, per acquistare il mangime indispensabile in questo periodo di siccità. Perché l’impegno non è stato rispettato e la Regione nasconde questa realtà in un comunicato stampa comparso nella tarda serata dell’11 agosto nel sito istituzionale dove innanzitutto scarica le colpe sostenendo che «gli uffici dell’Agenzia regionale Argea hanno comunicato che tutti i dati relativi alla Misura 14 sul Benessere degli animali sono stati trasmessi ad Agea». Embè vi chiederete, ma che notizia è questa? Semplice,  serve per dire sommessamente che le responsabilità sono romane. Responsabilità di cosa? Calma, prima lo zucchero: «Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane quindi proseguiranno i pagamenti su questa Misura». E poi l’amaro da ingoiare: «Tali erogazioni erano state assicurate per l’inizio di questo mese dall’Agenzia nazionale». Insomma non hanno pagato nei tempi promessi, forse stanno pagando. E sapete perché? Perché alla faccia della priorità assicurata alla Sardegna per la doppia crisi provocata dalla siccità e dal calo del prezzo del latte «i ritardi – parole testuali del comunicato regionale – sarebbero dovuti all’afflusso di numerose pratiche inviate dalle Regioni nel giro di pochi giorni. In tutta Italia infatti sono in corso di pagamento oltre 51mila domande con un impegno finanziario di circa 118 milioni di euro». Se per la rabbia vi stanno venendo i crampi allo stomaco correte, prima di continuare a leggere, a prendere una necessaria dose di “Maalox” perché magari siete tra quei 4.474 che aspettavano gli accrediti, annunciati anch’essi il 27 luglio per il 3 agosto, sulla Misura 13 del Programma di sviluppo rurale dedicata all’integrazione al reddito per le aziende agricole ubicate in zone montane e svantaggiate della Sardegna. La predetta nota della Regione datata 11 agosto informa infatti che «L’Agenzia nazionale per le erogazioni in Agricoltura (Agea) ha comunicato che sono stati mandati in pagamento, già in accredito in questi giorni, circa 10 milioni di euro per 14 mila 288 domande presentate da agricoltori e pastori sardi sull’annualità 2016». La nota del 27 luglio annunciava, invece, per il 3 agosto il pagamento «di 18.762 pratiche per un importo complessivo di circa 19,5 milioni di euro». Insomma, a confrontare i due comunicati ufficiali, a parte i perdonabili ma non spiegati dieci giorni di ritardo, restano da liquidare nove milioni e mezzo di euro: colpa del superlavoro a cui sono sottoposti i funzionari di Agea e Argea o in Regione qualcuno, condizionato magari dal gran caldo, sta dando i numeri?