Pastori: Cinquestelle contro Lega
di Michele Tatti

13 Febbraio 2019

4' di lettura

«Nessuno strumentalizzi la lotta dei pastori», dice la Coldiretti ma l’esempio peggiore arriva dalla maggioranza di Governo con il deputato dei Cinquestelle Luciano Cadeddu, allevatore di Uras, a lanciare un segnale che – forse per le vicine elezioni regionali dove grillini e Lega sono antagonisti – ufficializzando una divisone ben più profonda di quanto appaia. Mentre resta da vedere cosa succederà stasera al Tavolo regionale del latte, l’attenzione si sposta a Roma per il vertice convocato ieri dal vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini. Una decisione che si è è prestata a molte interpretazioni, tanto che stamattina proprio la Coldiretti ha lanciato un appello segnalando in un documento che «in un clima particolarmente teso tra le campagne, dove rimane altissima la rabbia tra i pastori, le strumentalizzazioni elettorali (pro e contro) in questo momento rappresentano “un cerino” per continuare ad alimentare fuochi pericolosi. Il Governo con il Ministero dell’Interno – sostiene Coldiretti – è un elemento istituzionale che rappresenta non un colore politico ma la speranza di poter trovare risoluzione al problema: tutta la politica, di qualsiasi colore, aiuti ad unire (e non dividere) i pastori con il colore bianco del latte». Parole forti e allarmate indirizzate indirettamente anche a Luciano Cadeddu che via Facebook con un’immagine segnata dalla scritta  e l’asta #iononcicasco (foto in alto) non ha nascosto la sua irritazione dopo la notizie del vertice romano di domani pur introdotto da un ironico «grazie al Vice Premier Matteo Salvini che ha dichiarato che in 48 ore risolverà i problemi dei pastori che vanno avanti da decenni, la ringrazio e ci fa piacere». Quindi l’affondo del parlamentare di Uras: «La mia domanda è molto semplice, accogliendo le proposte di Coldiretti al Viminale che ha sfilato con “alcuni, pochissimi pastori” siete realmente convinti di risolvere problemi che vanno avanti da decenni? Questa è una protesta senza bandiere e ieri per la prima volta una delegazione di pastori con i rappresentanti del Movimento Pastori, un movimento non riconosciuto che esiste da 1997 è stata accolta dal Premier Giuseppe Conte. Oggi sembra che la protesta abbia un nuovo referente ovvero “Coldiretti”, io ne dubito fortemente. Pastori tenete duro, io non mollo, voi non mollate qui o si risolvono strutturalmente i problemi o non si va da nessuna parte. Questa – conclude Luciano Cadeddu è una cosa seria, non è propaganda elettorale o sfilate con foto finale al Viminale». Quindi, Cinquestelle con il Movimento pastori sardi e Coldiretti con la Lega? Una contrapposizione pur semplicistica ma che non sembra campata in aria a leggere almeno le dichiarazioni del deputato grillino che stranamente non cita mai il ministro leghista delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio che, dopo il vertice di lunedì scorso a Cagliari, aveva illustrato le decisioni prese (compreso il Tavolo nazionale del latte originariamente convocato per il 21 febbraio e per intervento di Salvini anticipato a domani) dopo un incontro con il Movimento pastori sardi. Confrontandosi a lungo con un gruppo di allevatori che lo aspettavano in strada, Centinaio si è sorpreso nello scoprire che quei contestatori non si sentivano rappresentati neanche dal Movimento pastori sardi e si sono fatti dare dallo stesso ministro il numero di telefono della sua segreteria per comunicare «i nomi dei nostri rappresentanti»

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