Pastori beffati, si muove il Consiglio regionale

I venti di rivolta che soffiano dal mondo delle campagne hanno sfondato le porte del Consiglio regionale. Infatti se ancora stamattina il capogruppo del Pd Pietro Cocco riteneva inutile una riunione dei capigruppo sulle difficoltà che rischiano di vanificare l’intervento di 13 euro a capo per fronteggiare l’emergenza-siccità (vedi https://www.ortobene.net/pastori-beffati-scaramucce-consiglio-regionale/), la richiesta di Pietro Pittalis è stata accolta. Non solo il presidente del Consiglio Gianfranco Ganau ha riunito la conferenza dei capigruppo ma la notizia della manifestazione che sta  organizzando il Movimento pastori con gruppi più radicali e spontanei che sarebbero intenzionati a manifestare la loro rabbia agli esponenti del Governo in arrivo a Cagliari la prossima settimana per la Settimana Sociale dei cattolici italiani, ha convinto che quello che per qualcuno era un petardo in realtà si trattava di una vera e propria bomba (sociale) innescata da disinnescare a tutti i costi. All’incontro con i capigruppo, infatti, hanno partecipato anche il presidente della Regione Francesco Pigliaru e l’assessore Pierluigi Caria, oltre a numerosi esponenti dei gruppi consiliari: Pietro Cocco del Pd, Pietro Pittalis di Forza Italia, Gianfranco Congiu e Pier Mario Manca del Partito dei sardi, Anna Maria Busia del Misto, Attilio Dedoni dei Riformatori, Gianluigi Rubiu dell’Udc, Domenico Gallus del Psd’Az, Daniele Cocco ed Eugenio Lai di Art.1-Mdp. . Alla fine una rassicurazione del presidente Ganau affidata a una nota stampa del Consiglio regionale:«Nel giro di pochi giorni saranno effettuate tutte le verifiche e forniti i necessari chiarimenti sulle procedure relative agli interventi per i pastori». Inoltre lo stesso Ganau ha reso noto che, accogliendo una proposta Pietro Pittalis, «all’inizio della prossima settimana la commissione Agricoltura ascolterà i diversi soggetti regionali incaricati di dare attuazione alla legge regionale 20/2017con cui sono stati stanziati 45 milioni di euro per il comparto agro pastorale sardo. In quella sede dovranno essere fugati i timori espressi da più parti che i meccanismi burocratici messi in piedi per l’applicazione della legge finiscano per vanificare lo spirito del provvedimento. Non a caso, quasi a ribadire il primato della politica, il comunicato stampa del Consiglio regionale si chiude testualmente con questa frase: «Tutti hanno sottolineato che la legge ha manifestato una grande volontà comune del Consiglio il quale, in ogni sua componente, si sente fortemente impegnato per la sua rapida e concreta attuazione». Una parte del problema deve essere risolto a Roma. Stando alle dichiarazioni, infatti, il ministro delle Risorse Agricole «dovrebbe firmare a brevissima scadenza il provvedimento con il quale viene dichiarato lo stato di calamità naturale richiesto dalla Regione che fa scattare altre misure di sostegno al comparto, come la sospensione del pagamento dei mutui ed il “taglio” del 50% dei contributi Inps». La tanto sospirata declaratoria non solo è la base giuridica che giustificherà l’aiuto ai pastori agli occhi dell’Unione Europea ma concretamente regolarizzerebbe in parte la posizione di questi pastori che viste le emergenze dell’annata (crollo del prezzo del latte, gelate primaverili, siccità, lingua blu) non hanno potuto pagare gli oneri contributivi. La prescrizione della consegna del Durc, il Documento Unico di Regolarità Contributiva che attesta l’assolvimento degli obblighi legislativi e contrattuali nei confronti di Inps e Inail. Un obbligo, pena la bocciatura della domanda, che si è rivelato una vera e propria tagliola soprattutto per coloro che hanno contenziosi in corso per gli anni passati e a cui, secondo la Coldiretti, deve essere consentito almeno di ottenere la sovvenzione per poi limitare il danno compensando il debito Inps (vedi https://www.ortobene.net/pastori-beffati-coldiretti-protesta-mps-torna-piazza/).  L’obiettivo, insomma, nei prossimi appuntamenti istituzionali è quello di rimuovere gli ostacoli che si sono frapposti all’applicazione della legge. Nel corso dell’incontro con i capigruppo l’assessore dell’Agricoltura Pierluigi Caria ha svolto una relazione molto dettagliata sulle attività dell’assessorato successive all’approvazione della legge, il 14 settembre scorso: costituzione di un apposito gruppo di lavoro cui partecipano Laore (con 32 uffici sul territorio regionale), Agris ed Argea. «In base ai dati in nostro possesso relativi al primo giorno di presentazione delle domande (ne sono pervenute circa 400) – ha precisato Caria – quelle non in regola per diverse motivazioni che poi andranno approfondite caso per caso sono attorno al 20%, comunque continueremo una azione molto attenta di monitoraggio disponibili ad introdurre eventuali correttivi, anche se riteniamo di aver messo a punto uno schema semplicissimo davvero alla portata di tutti». In realtà le associazioni di categoria lamentano una procedura complessa ma il vero problema resta il Durc: ovvio che il primo giorno si è presentato nei centri di assistenza chi riteneva di essere in regola e 400 domande su 11 mila aziende non sono un dato indicativo.

Aggiornamento 1: L’assessore Caria

«PROCEDURA È STATA VELOCISSIMA, A BREVE FONDI EROGATI». (DIRE) Cagliari, 18 ott. – «La procedura per ottenere i fondi per le aziende danneggiate dalla siccità, è stata non veloce, ma velocissima. Il 16 ottobre, contrariamente ad ogni previsione, abbiamo aperto le domande degli allevatori, e i pagamenti averanno immediatamente, non a gennaio come si dice». Così l’assessore all’Agricoltura Pier Luigi Caria, al termine della riunione dei capigruppo oggi in Consiglio regionale, durante la quale si è affrontata la nuova protesta dei pastori sardi, annunciata dal leader del Movimento Felice Floris. I pastori sono nuovamente sul piede di guerra, perché denunciano lungaggini e difficoltà burocratiche per accedere alle risorse, 45 milioni di euro per i circa 12.000 imprenditori dell’ovicaprino, stanziate a sostegno della aziende danneggiate dalla siccità eccezionale di quest’anno. Ma Caria non ci sta, e ribadisce i numeri in possesso dell’assessorato: «La procedura è molto semplice, e ad oggi, dopo appena due giorni dall’apertura delle domande, sono arrivati circa 392 protocolli all’Agenzia regionale Agris. Significa che 392 persone hanno mandato i dati sulla produzione, e di questi, 92 hanno già presentato la richiesta di aiuto, depositando materialmente la domanda», sottolinea. Oltre l’80% delle domande presentate, «è in regola per quanto riguarda l’Inps, mentre per il restante 20% non abbiamo ancora il report, ma potrebbero essere apposto», spiega l’assessore. Ribadisce poi Caria: «Si inizierà a pagare appena arriverà le declaratoria ministeriale, che abbiamo già richiesto e dovrebbe giungere in questi giorni. Da quel momento, non è vero che si erogheranno i fondi a gennaio: le pratiche che risultano in regola, verranno pagate immediatamente». (Api/ Dire) 17:49 18-10-17 NNNN

Aggiornamento 2: il consigliere regionale Daniele Secondo Cocco: «Questa la versione sui risultati dell’incontro con i capigruppo affidata a Facebook dal consigliere Daniele Cocco di Art.1-Mdp: «All’assessore all’agricoltura ho rappresentato le criticità che tutti i pastori stanno vivendo in queste ore,ovvero le difficoltà a presentare in posta certificata le eventuali fatture o certificazioni sul latte prodotto ,la difficoltà per molti ad essere in regola col DURC e la necessità che le risorse vengano erogate al più presto. Sia il Presidente che l’assessore hanno garantito che sono già in campo per verificare quali siano i percorsi per arrivare ad una soluzione condivisa. Aggiungo che le risorse stanziate nn potranno prendere altre strade perché la legge approvata dal Consiglio quasi all’unanimità aveva un’unica finalità…pagare un tot per tutti i capi ovini e caprini presenti nei fascicoli aziendali. Ho buoni motivi di pensare che avremo molto presto qualche novità positiva».

Aggiornamento 3: Il deputato Roberto Capelli  e il senatore Luciano Uras

 Il deputato  Roberto Capelli e il senatore Luciano Uras, entrambi di Campo Progressista, hanno presentato alla Camera dei deputati e al Senato un’interpellanza urgente al Presidente dei Consiglio dei Ministri perché venga rimosso quanto prima ogni ostacolo e impedimento al pagamento immediato dei risarcimenti dovuti alle aziende agropastorali della Sardegna. L’intervento è destinato ad attivare tutti gli strumenti e i benefici previsti dalla legge n. 102/2004, utili tra l’altro a consentire, almeno per il secondo semestre 2017 e per l’intero anno 2018, la sospensione dei contributi previdenziali. «Se non fossero attivate tutte le misure necessarie a consentire i pagamenti di questi contributi, andrebbero persi gli sforzi fatti dalla Regione per individuare le somme necessarie, col forte rischio di far finire le aziende in uno stato di crisi irreversibile. Da parte nostra – concludono  Capelli e Uras – predisporremo, inoltre, emendamenti alla legge di stabilità al fine di garantire le adeguate coperture finanziarie per un congruo intervento dello Stato, attraverso la legge 102/2004, a favore dell’agricoltura sarda ormai allo stremo a causa del susseguirsi di calamità naturali che si susseguono nella nostra isola».
Aggiornamento 4: Pittalis (Forza Italia)
PITTALIS: FARE LE DOMANDE È COMPLICATO, STRATEGIA VOLUTA. (DIRE) Cagliari, 18 ott. – «È l’ennesima presa in giro per il mondo delle campagne». Non usa giri di parole, il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Pietro Pittalis, dopo l’annuncio di una nuova protesta a Cagliari dei pastori sardi, che denunciano lungaggini burocratiche che starebbero rallentando la distribuzione delle risorse stanziati a settembre dalla Regione per le aziende danneggiate dalla siccità. «Le domande, già abbastanza complicate, al momento dell’erogazione del contributo prevedono che vengano verificati i dati di regolarità contributiva – spiega Pittalis -. Nel caso non fossero perfetti l’aiuto non sarà erogato». Ma, sottolinea Pittalis, «più della metà degli operatori agricoli e zootecnici non hanno potuto adempiere al pagamento di quanto dovuto all’Inps, proprio perché a causa della siccità e del dimezzamento del prezzo del latte e infine della mancata erogazione dei premi comunitari, si è scelto giustamente di dare priorità al sostentamento del gregge e a quello della propria famiglia». L’accusa del capogruppo azzurro è pesante: «A questo punto viene da pensare si sia agito con assoluta premeditazione. Probabilmente il reperimento dei 45 milioni è stato raggiunto, ma furbescamente si è fatto in modo che non venga speso per l’aiuto alle campagne. Magari servirà a coprire qualche falla nel sistema sanitario che crea voragini ogni anno per incompetenza gestionale, oppure per altri settori come sempre in emergenza». In sostanza per Pittalis, il provvedimento che doveva servire ad aiutare i pastori, «è stato messo in mano ai burocrati con l’ordine di applicare tutte le norme restrittive possibili. I pastori oggi hanno bisogno di buoni mangimi – conclude – e non di procedure farraginose e complesse che non sono certo un sostegno». (Api/ Dire) 19:41 18-10-17 NNNN
© riproduzione riservata
CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn