I pastori attaccano gli industriali e ringraziano le istituzioni

Tutto rinviato a dopo le elezioni, compresa l’assemblea regionale degli allevatori prevista per domani alle 11 a Tramatza: la riunione  sarà convocata quando si conoscerà la data del tavolo tecnico che sarà convocato dal prefetto di Sassari Giuseppe Marani nominato commissario della filiera. In una nota la delegazione dei pastori che presente giovedì a Roma attacca frontalmente gli industriali sardi che non si sono presentati al Tavolo nazionale del latte ovino e lancia un messaggio chiarissimo: «Ringraziamo tutte le istituzioni nazionali e regionali che hanno consentito l’avvio del tavolo e della trattativa che ha subito un grave arresto per colpe non imputabili al loro impegno».

Nel documento si definisce il comportamento degli industriali «inqualificabile» perché «in una situazione di emergenza economica e sociale in cui le aziende di ovini stanno mettendo a rischio non solo il reddito di quest’anno ma anche il loro capitale di bestiame per colpe legate alla mancata programmazione da parte dei trasformatori e in particolare degli industriali che sono responsabili del 60 % della sovrapproduzione di Pecorino Romano, si permettono di non partecipare al tavolo dopo aver fatto una proposta che prevedeva un miserabile aumento dell’acconto a 72 centesimi senza alcuna garanzia di una griglia che porti il prezzo rapidamente ad almeno un euro come approvato da più di mille allevatori nell’incontro di Tramatza» .

«Ci siamo seduti al tavolo – continuano i pastori della delegazione – portando una proposta ragionevole che si articolava su due punti, punto A riferito esclusivamente alla campagna in corso; punto B riferito alla programmazione delle campagne future. Il tutto prevedeva un percorso da concordare con gli industriali per legare il prezzo del latte al prezzo del Pecorino Romano considerando che a seguito degli interventi del Ministero degli Interni e dell’Agricoltura, della Regione Sardegna e del Banco di Sardegna sono attesi forti incrementi delle quotazioni nei prossimi mesi. Non l’abbiamo neppure potuta discutere perché gli industriali non si sono presentati. Questo atteggiamento dilatorio non danneggia solo i pastori ma tutta la filiera perché di fatto rallenta l’avvio delle misure di sostegno del comparto. Dunque oltre al danno della mancata programmazione dell’anno scorso gli industriali perserverano a provocare danni all’economia della Sardegna».

Infine la volontà di continuare a portare avanti la trattava: «Nonostante ciò siamo ancora disponibili a presentarci al tavolo che sarà convocato dal Prefetto di Sassari speriamo il prima possibile, per ripresentare la nostra piattaforma», conclude il documento dei pastori: «Se gli industriali dovessero continuare a snobbare i tavoli di confronto, ci troveremo costretti a chiedere l’annullamento dei contratti in essere per la palese violazione dell Art. 62 , comma 2 del D.L. n. 1 /2012 che “vieta qualsiasi comportamento del contraente che, abusando della propria maggior forza commerciale, imponga condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose, ivi compresi , prezzi particolarmente iniqui o palesemente al di sotto dei costi di produzione».

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