Il pasticciaccio delle elezioni provinciali

Una fine davvero ingloriosa per la XV legislatura del Consiglio regionale della Sardegna: la seduta prevista per domani con all’ordine del giorno il terzo rinvio delle elezioni provinciali, è stata annullata perché questa mattina la Conferenza dei capigruppo presieduta dal presidente Gianfranco Ganau non ha raggiunto l’unanimità, prevista dall’articolo 102 del Regolamento che consente di iscrivere immediatamente proposte all’ordine del giorno. Era assente il capogruppo del Pd Pietro Cocco, non rieletto alle elezioni del 24 febbraio che, oltre alla contrarietà del rinvio delle elezioni, ha sottolineato l’assurdità di riunire un’assemblea scaduta. Un’assenza contestata dal capogruppo dei Riformatori Attilio Dedoni che, parlando di «coda avvelenata della legislatura» e chiamando in causa le spaccature all’interno del Pd,  spiega le ragioni dello slittamento: «Si rischia di rinnovare i consigli provinciali con un nuovo Consiglio regionale non ancora insediato, con numerosi Comuni che andranno al voto nella prossima primavera e i consiglieri provinciali che si ritroveranno, poche  settimane dopo l’elezione, a non essere più rappresentativi delle amministrazioni che li hanno designati. Un caos destinato a protrarsi  sempre più a lungo, grazie al centrosinistra – sostiene Dedoniche sta facendo tutto ciò che è in suo potere per peggiorare la situazione e lasciare una macchina amministrativa ingovernabile a chi ha vinto le elezioni».

In sostanza se venissero eletti presidente i sindaci di Tortolì, Villagrande o Onani e consiglieri i rappresentanti di questi paesi che in provincia di Nuoro (oltre alle amministrazioni commissariato di Austis, Ortueri e Sarule) andranno alle urne fra pochi mesi per le elezioni comunali, decadrebbero se non ricandidati o rieletti. Un problema non da poco se si pensa che taglierebbe fuori in Sardegna tra i 28 Comuni interessati, centri come Monserrato, Sinnai, Bosa, Sassari, Alghero Per questo, dopo la battuta a vuoto che ha fatto saltare la seduta del Consiglio regionale convocata in extremis per domani,  starebbe valutando l’ipotesi di un rinvio di 20 giorni con decreto del presidente della Regione Francesco Pigliaru che con decreto  n. 126 del 27 dicembre 2018 ha indette le elezioni di secondo grado (votanti ed eleggibili sindaci e consiglieri) dei Presidenti delle Province e dei Consigli provinciali per il 6 aprile 2019, fissando il termine ultimo per il deposito delle liste per le ore 12 di domenica 17 marzo.

Gli amministratori dei 74 Comuni della Provincia di Nuoro devono eleggere oltre il presidente, dieci consiglieri di cui tre riservati all’Ogliastra (https://www.ortobene.net/la-provincia-ritrova-presidente-consiglieri/ ). A Nuoro e in Ogliastra, intanto, pur nell’incertezza del voto, un gruppo di amministratori tra cui il sindaco del capoluogo e presidente della Conferenza Autonomie Locali, Andrea Soddu, sono al lavoro per varare una lista unitaria anche per tutelare i piccoli Comuni che rischierebbero, visto il voto ponderato sul numero dei residenti, di essere tagliati fuori dalla maggior forza elettorale dei centri più grossi come Nuoro, Siniscola, Macomer, Dorgali, Oliena e Lanusei.

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