Passeggeri bloccati dopo l’atterraggio a Olbia
di Michele Tatti

12 Giugno 2020

4' di lettura

Se ancora non si riesce a garantire ai passeggeri in arrivo  la possibilità di autocertificare, figuriamoci cosa poteva accadere se il governo consentiva alla Regione di imporre il passaporto sanitario a chi arriva in Sardegna. Ha, infatti, dell’incredibile quanto successo ieri sera all’aeroporto do Olbia-Costa Smeralda. Un episodio che da la dimostrazione della confusione di queste ore che sicuramente non spinge i dubbiosi a scegliere la Sardegna per le vacanze. Decine di passeggeri bloccati all’arrivo dalla Guardia di Finanza perché senza autocertificazione. Una vicenda che diventa caso politico solo grazie alla presenza della deputata nuorese dei Cinquestelle Mara Lapia. Questa la sua testimonianza che riportiamo integralmente. «Vi racconto – è la premessa – che cosa è accaduto ieri notte all’aeroporto Costa Smeralda di Olbia. Di rientro da Roma, con il volo atterrato regolarmente intorno alle 22:45, centinaia di passeggeri sono stati bloccati all’interno dell’aerostazione da agenti della Guardia di Finanza che chiedevano l’autocertificazione Covid-19. Non volevano far uscire quanti erano sprovvisti del modulo compilato. Io avevo l’autocertificazione ma mi sono messa a disposizione dei tantissimi che non sapevano come fare: il modulo, infatti, non era presente in formato cartaceo in aeroporto e neppure all’interno dell’aeromobile. Dal 13 giugno, peraltro, lo si potrà compilare soltanto nella versione digitale on line: non oso immaginare quanti disagi ciò potrà causare ai viaggiatori. Gli agenti – sostiene Mara Lapia – non volevano sentire ragioni, così ho atteso che arrivasse il comandante dell’equipaggio Alitalia. Mi sono presentata e gli ho spiegato che cosa stava accadendo. Lui mi ha risposto che la compagnia aerea non poteva consegnare i moduli ai passeggeri poiché la Regione Sardegna non li aveva forniti neppure a loro. E che, quindi, lui non aveva alcuno strumento per intervenire. Ho cercato di spiegare le nostre ragioni anche al personale di terra dello scalo, e poi nuovamente alla Guardia di Finanza e alla Dogana. Ho fatto notare loro che i viaggiatori non possono farsi carico dei disservizi e delle negligenze creati da chi, come il Presidente della Regione Christian Solinas, dapprima decide di assumere provvedimenti differenti rispetto alle altre Regioni e poi non provvede neppure a far distribuire i moduli per l’autocertificazione. Ho pure detto che le forze di polizia non prendono ordini dal Presidente della Regione. Molti passeggeri volevano chiamare i carabinieri, si è creata parecchia confusione. I turisti stranieri erano allibiti, e tra le persone più anziane ha iniziato a serpeggiare il panico. Comprendo l’imbarazzo delle forze dell’ordine – continua la parlamentare nuorese – ma alla fine abbiamo deciso di assumerci la responsabilità di uscire. Fuori c’erano decine di tassisti e familiari che aspettavano i passeggeri arrivati da quasi un’ora. Una situazione paradossale che crea enormi danni d’immagine per la nostra Isola. Si è parlato per settimane del nulla, e ora ci troviamo di fronte a un caso del genere. Mi risulta che qualcuno ricorrerà alla magistratura ordinaria per denunciare l’accaduto. Io mi riservo di informare immediatamente i ministri competenti. Per concludere, mi preme ricordare che mentre negli aeroporti si vivono tutti questi disagi, negli scali portuali i viaggiatori sbarcano senza che venga richiesto alcun tipo di autocertificazione. Forse – si chiede ironicamente in conclusione Mara Lapiac’è qualcosa che non va?».

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