Pascolo non bosco, Caria firma il decreto

“Tanto tuono che piovve”: pur apparentemente se fuori luogo vista la persistente siccità, la celebre frase che la tradizione popolare attribuisce a Socrate, definisce alla perfezione la firma del decreto da parte dell’assessore all’Agricoltura Pierluigi Caria per contrastare gli effetti del refresh, il censimento delle superfici agricole che, classificando i pascoli coperti a macchia mediterranea come bosco ha fatto perdere i premi comunitari a centinaia di allevatori. Una firma arrivata al culmine di un durissimo scambio di accuse tra Caria e la Coldiretti Nuoro-Ogliastra che il 19 dicembre aveva denunciato i ritardi della Regione nell’affrontare il problema che si era puntualmente ripresentato dopo tre anni, sensibilizzato 36 sindaci che avevano sottoscritto un documento, concordato un incontro a Nuoro po disdetto dallo stesso assessore per il 26 gennaio, portato a Cagliari 500 soci per un sit-in conclusosi con la mediazione del prefetto e la convocazione da parte di Caria di un incontro per domani, vertice che poi la Coldiretti ha disdetto dopo aver letto un’intervista definita «provocatoria» dello stesso Caria. La vicenda appare però tutt’altro che conclusa con la firma del decreto che  – annuncia la Regione individua le ulteriori superfici sulle quali sono svolte pratiche locali tradizionali di pascolamento in Sardegna. L’aggiornamento di questi dati, una volta riconosciuti da Agea, permetterà a molti allevatori di poter inserire nei propri fascicoli aziendali, superando così le anomalie che hanno determinato il blocco di numerose pratiche, le particelle che il rilevamento aerofotogrammetico aveva invece classificato come bosco e quindi non godibili di finanziamento». La firma di Caria, infatti, sarebbe arrivata secondo Coldiretti in colpevole ritardo e, oltretutto, non si parla di quella soluzione definitiva che eviterebbe di affrontare il problema ogni tre anni, quando con l’ausilio delle sole foto aree vengono riclassificate a tavolino le superfici agricole. La Coldiretti, in più occasioni, nel corso dello scorso anno, ha chiesto alla Regione (con lettere protocollate che portano le date di marzo, aprile, maggio e ottobre) un nuovo decreto che integrasse quello del 2015, aggiornando l’elenco delle superfici in base alla soluzione individuata allora grazie anche a uno studio dell’università di Sassari che dimostrò come la macchia mediterranea sia essenziale per l’alimentazione, con la conseguente deroga in nome delle pratiche locali tradizionali. Deroghe comunque parziali perché hanno finito per bloccare moltissime pratiche di premi comunitari considerate come anomale, un rischio che si ripresenta oggi visto che la Regione entro ottobre non ha firmato quel decreto che avrebbe anticipato la nuova classificazione. Atto compiuto oggi solo dopo la mobilitazione della Coldiretti Nuoro-Ogliastra. Nessun richiamo alle polemiche con la Coldiretti né spiegazioni sul ritardo da parte di Pierluigi Caria. Commentando la firma del decreto, infatti, l’assessore all’Agricoltura afferma  che «si tratta di un traguardo molto atteso dall’intero comparto zootecnico isolano. L’invio di questi dati determinerà lo sblocco delle pratiche con superfici in anomalia riguardanti la Domanda unica e le altre Misure del Programma di sviluppo rurale. Le nuove particelle saranno caricate da Agea nel sistema informatico che gestisce le superfici rientranti nei suoli agricoli che percepiscono aiuti comunitari. I nostri uffici, così come annunciato a tutti i portatori di interesse e alle associazioni di categoria durante il tavolo verde tenuto lo scorso 23 gennaio in Assessorato, hanno lavorato questa settimana per risolvere positivamente tali criticità. Permettere ai pastori sardi – ha concluso Caria – di poter allevare i propri animali secondo la tradizione e valorizzando i pascoli tipici della Sardegna, ricchi di essenze arbustive e arboree della macchia mediterranea, ha garantito il sostentamento di centinaia di migliaia di animali colpiti dalla forte riduzione delle foraggere seguita alla siccità».