Parco eolico, cresce a Bitti il fronte del no

Cresce a Bitti il dibattito sulla proposta di Parco eolico presentata dalla società “Siemens Gamesa Renewable Energy Italy S.p.A.” per un impianto da collocare a punta Gomoretta e esteso anche alle campagne di Orune e Buddusò. Un autorevole sostegno al Comitato spontaneo “Santu Matzeu” nato per contrastare il progetto (https://www.ortobene.net/parco-eolico-comitato-no-bitti/) arriva oggi da Bachisio Bandinu, l’intellettuale originario del paese con un articolo pubblicato oggi dal quotidiano La Nuova Sardegna si schiera contro un progetto che tanto sta facendo discutere e che viene da molto lontano. Il comitato sta organizzando un’assemblea per fare il punto della situazione, mentre il dossier inviato dal ministero dell’Ambiente (duecento allegati) è allo studio dei tecnici di Comune e Regione, con l’amministrazione di Bitti che, in attesa di prendere una posizione ufficiale sul progetto ha già detto che in ogni caso si opporrà a qualsiasi esproprio previsto dalla legge nel nome della pubblica utilità (https://www.ortobene.net/parco-eolico-no-agli-espropri/). Intanto una prima opposizione al progetto nella procedura per la Valutazione di impatto ambientale avviata dal ministero dell’Ambiente è stata ufficializzata da Mauro Pili, parlamentare di “Unidos” ancora in carica fino all’insediamento del nuovo Parlamento che ha deciso di non ripresentarsi alle elezioni di domenica scorsa e quindi non impegnato nella campagna elettorale che si sta concludendo. E a Pili dovrà dare una risposta il ministro Gian Luca Galletti. Il parlamentare ha infatti presentato un’interrogazione urgente denunciando  «il blitz messo a segno il 29 dicembre scorso con la presentazione al ministero dell’Ambiente del progetto per la valutazione di impatto ambientale, mentre l’avviso pubblico è del 25 gennaio scorso. Ci sarà tempo sino al 26 marzo per presentare opposizioni al progetto. Si tratta ancora una volta di un piano speculativo che solo apparentemente risulta ridotto rispetto al primo tentativo di assalto del 2006», denuncia Pili ricordando un primo progetto presentato due anni fa: «In quel caso si prevedevano 44 pale di dimensioni più ridotte mentre adesso sarebbero 13 ma con impatto ancora rilevantissimo, soprattutto per le dimensioni ma ancor di più per tutti gli interventi di sbancamento sia per le reti elettriche, per le strade di accesso, che per il posizionamento dei generatori. A questo – conclude il deputato uscente -si aggiunge che non esiste di fatto nessuna ricaduta nè energetica e tantomeno occupazionale».