Paolo Manca, un voto non scontato
di Michele Tatti

22 Marzo 2019

8' di lettura

Una lunga premessa sulle ragioni che quattro anni fa hanno portato alla nascita della coalizione con Andrea Soddu eletto sindaco di Nuoro, l’evidente delusione per i risultati ottenuti dalla Giunta in carica, la responsabilità di ritrovarsi come coscienza critica nel ruolo di tredicesimo voto che, venendo a mancare, provocherebbe la caduta dell’esecutivo. Paolo Manca, consigliere comunale de “La città in Comune”, in un lungo documento rende pubblico il suo travaglio di questi mesi. Il messaggio è in coda: «La mia vicenda politica – sempre ispirata alle presenze civiche, sempre lontana dai partiti politici, più o meno organizzati, più o meno tradizionali, che comunque ho sempre rispettato – mi ha condotto ad ispirare e a partecipare alla nascita e alla proposta di questa esperienza amministrativa, che non rinnego, ma di cui mi sento interamente responsabile e che lealmente ho sempre sostenuto, perfino quando il turbamento della coscienza mi consigliava di fare scelte diverse. Nello stesso tempo, però, io, che non ho mai partecipato in tutta la mia vita alla suddivisione di incarichi, di prebende di qualsiasi tipo – alza il tiro Paolo Manca mandando un messaggio preciso al sindaco e ai suoi alleati residui – oggi più che mai, sento il dovere di conservare e difendere la mia dignità e il mio onore, distinguendomi quando è necessario, criticando quando è opportuno, sempre comunque per difendere la legge dello Stato, gli interessi della comunità nuorese e la legge morale che mi riguarda come persona. L’ho fatto sempre, ma lo farò ancora di più, mi sia permesso di affermarlo, anche in quel tanto di tempo che mi resta ancora di questa esperienza, perché se dovessi venire meno a queste ragioni, dovrei venire meno ai valori fondamentali che hanno sempre ispirato il mio vivere civile ed umano». Insomma Paolo Manca non è disposto a continuare a turarsi il naso e alzare la mano a tutti i costi, come ha dimostrato anche recentemente, segnalando che da due mesi gli viene impedito di svolgere il suo ruolo di consigliere se per ben tre volte ha dovuto reiterare la richiesta di accesso agli atti sulle comunicazioni della Corte dei Conti (https://www.ortobene.net/consigliere-chiama-comune-non-risponde/). Un trattamento sicuramente non messo in conto all’inizio del 2015 quando, vinte le elezioni, veniva considerato una risorsa della maggioranza Soddu anche per la sua solida esperienza decennale in Consiglio e da ultimo di oppositore del centrosinistra guidato da Sandro Bianchi, sindaco che lo aveva battuto nelle comunali del 2010. Oggi  l’amarezza e il suo disagio, certificati da Manca pubblicamente per la prima volta, sono lampanti anche rispetto al rientro in giunta, dopo un anno di stand-by, di Maria Boi, esponente de “La città in Comune”, movimento che, evidentemente, non ha risolto i problemi interni rispetto a quanto affermato da Francesco Fadda, consigliere comunale che come “segretario politico” della lista civico aveva firmato una nota troppo ottimistica anche se dal primo momento è balzata subito agli oggi la mancata firma in quel documento proprio di Paolo Manca. «La Città in Comune – scriveva infatti Fadda lo scorso 14 febbraio – è disponibile a ridare il suo contributo in Giunta Comunale con un’ assunzione di responsabilità per la buona amministrazione della città: alcuni dei motivi di contrasto si sono dissolti e vogliamo sostenere, ancora una volta, le iniziative che hanno portato questa Città a risultati davvero eccellenti» (https://www.ortobene.net/nuoro-citta-comune-rientra-giunta/). Paolo Manca, pur evitando – com’è nel suo stile – la polemica diretta, scrive invece tutt’altro partendo dalla necessità di fare un po’ di cronistoria «non per riesumare il passato, ma perché in politica ogni tanto bisogna puntualizzare alcuni argomenti, Nel momento del rinnovo del Consiglio Comunale, si è posto, e non solo per me, il problema di costruire per il governo della città il cambiamento degli uomini, dei programmi e dei metodi amministrativi. Con chi affrontare questa idea politica, se non con una coalizione includente un progetto strutturato sulla presenza di liste civiche, nelle quali e con le quali si ritrovavano anche le mie idee, le stesse con cui condividere la partecipazione alla vita politica della città. Quelle, che fin dal 2005, si sono espresse nel movimento politico chiamato “La Città in Comune”. Quel movimento che 10 anni prima aveva anticipato il bisogno di cambiamento, al quale si è pensato di poter rispondere con il progetto che ha animato i fondamenti sui quali si è costruita questa amministrazione». “La città in Comune” nel 2015 concorre quindi a portare Andrea Soddu alla guida del Municipio, eleggendo due consiglieri comunali: Paolo Manca (173 voti) e Maria Boi (123) che nominata assessora verrà sostituita nell’assemblea civica dal primo dei non eletti, Francesco Fadda (93 preferenze). Tornando all’alleanza, scrive oggi il consigliere «la scelta è stata confortata dal consenso importante della città. Io non so, se le attese dei cittadini fossero sproporzionate rispetto alla qualità e quantità delle risposte messe in campo, risposte adeguate per rappresentare gli organi di funzionamento del Consiglio Comunale, quelli della Giunta e quelli delle Commissioni. La verità, però, è che sin dall’inizio dell’attività amministrativa, polemiche, contrapposizioni, sicuramente incomprensioni presenti in Consiglio Comunale, non hanno contribuito a creare un clima politico unitario adeguato alle necessità del delicato momento civile ed economico che fa vivere la città in costante apprensione. Non posso non rilevare – continua Paolo Mancache il funzionamento della Giunta Comunale, sia nei rapporti con il Consiglio e con le Commissioni, sia al proprio interno, sia stato un esempio di correttezza esemplare, efficacia di governo e unitarietà di vedute e condivisioni. Oggi, a ragion veduta, posso avanzare una ragionevole certezza: alcuni dubbi che avevo all’inizio potrebbero considerarsi delle amare verità. L’indirizzo politico su cui si è voluto costruire l’identità di questa amministrazione era orientato alla ricerca di rapporti liberi, paritari e dignitosi con tutti gli altri organi dello Stato; al rispetto dell’attuazione del programma presentato ai cittadini; ad un libero e continuo coinvolgimento della città in tutte le fasi decisionali; all’impegno di mantenere una distanza importante dalla presenza dei partiti politici organizzati; alla libertà politica lontana da qualsiasi vincolo; ad una scelta politica in cui la possibilità di assumere ruoli o incarichi politici non potesse condizionare la libera espressione amministrativa. Per ultimo, ma sicuramente non meno importante – scrive ancora il consigliere de “La città in Comune” – la ricerca della conferma del ruolo centrale della città nel grande dibattito politico regionale sulla condizione civile delle comunità dell’interno». Questa base si è dimostrata però fragilissima nel tempo e sembra si sia ulteriormente incrinata dopo le ultime elezioni regionali che hanno visto il vicesindaco Sebastian Cocco candidato con il centrosinistra di Massimo Zedda poi sconfitto dal presidente della Regione eletto Christian Solinas, il sindaco Andrea Soddu schierato con Zedda e una prospettiva dello stesso primo cittadino che sembra guardare proprio a sinistra per le comunali del prossimo anno confermata dallo stesso Sebastian Cocco che, commentando in un post i risultati delle regionali, ragiona come organico al centrosinistra anche in vista proprio delle prossime amministrative. Con una maggioranza civica appesa a un voto e una prospettiva politica nebulosa, da Paolo Manca arriva – pur attenuata nei toni – una pesante bocciatura della Giunta Soddu che sembra fare il paio con il ragionamento di Annamaria Musio, la consigliera di “Ripensiamo Nuoro” che si è dimessa lo scorso 20 febbraio per non assumersi la responsabilità di far cadere la maggioranza collocandosi all’opposizione e facendo mancare il famoso tredicesimo voto (https://www.ortobene.net/12042-2/). «Oggi, che mi sembra tutto più chiaro, mi pare di poter affermare con assoluta serenità che molte delle premesse, molte di quelle idee, si sono perdute in cammino», scrive infatti Manca: «La continua e marcata ricerca di una identità politica più legata all’organizzazione dei partiti tradizionali presente in alcuni gruppi; le scelte di ruoli politici non indispensabili e accettati con ordinaria disinvoltura; il progressivo sfilacciamento della tela politica che ha condizionato soprattutto negli ultimi tempi il sicuro e solido percorso amministrativo, impedendo di perseguire con una sicura determinazione gli obiettivi politici e amministrativi a suo tempo individuati, hanno pesantemente compromesso molte aspettative che la città aveva riposto in questa proposta politica».

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