Una paladina chiamata Boldrini

Il presidente della Camera Laura Boldrini sarà la paladina istituzionale dei lavoratori dell’ex Enichem di Ottana morti, malati e esposti nei prossimi anni ai pericoli derivanti dalle condizioni di lavoro in fabbrica. La terza autorità dello Stato si è infatti impegnata formalmente, «a livello istituzionale, politico e umano», a sostenere le richieste portate il 16 gennaio a Montecitorio da una delegazione di nove vedove che, autofinanziando il viaggio alle 4 del mattino hanno sfidato la neve per raggiungere Cagliari e volare a Roma dove poco dopo mezzogiorno hanno incontrato per un’ora e mezza la Boldrini. Un viaggio autofinanziato, fortemente voluto dall’Aiea (Associazione esposti amianto) della Sardegna che con il suo presidente Sabina Contu è impegnata da un anno in una battaglia su più fronti. Un viaggio di una delegazione completata dal deputato Michele Piras, dalla consigliera regionale Daniela Forma e dai sindaci di Ottana, Orotelli e Orani e da una rappresentanza delle donne di Pisticci guidate dal sardo Mario Murgia dove la vertenza sulla fabbrica chimica della morte, gemella di Ottana, è molto avanzata e ha ottenuto grandi risultati proprio grazie all’Aiea.

La presidente nazionale dell’Associazione Maura Crudeli, Sabina Contu, l’ex operaio Enichem Francesco Tolu, Daniela Forma, Michele Piras e i sindaci Franco Saba, Nannino Marteddu e Antonio Fadda, hanno parlato dei vari aspetti della vertenza. Laura Boldrini, a tratti visibilmente commossa, non si è tirata indietro soprattutto davanti al racconto delle vedove e in particolare alle testimonianze di Antonella Pirisi (Gavoi), Gisella Serra (Olzai) e Angela Celeste Giua (Burgos).

«Vi ringrazio per quello che avete voluto raccontarmi perché si tratta di dolorose storie di vita, ogni volta che si riapre un capitolo è una sofferenza che torna segnata anche da un senso di impotenza », ha detto alla fine Laura Boldrini: «La vostra mi sembra una storia drammatica ma nello stesso tempo vedo che questa vicenda ha fatto crescere tante energie positive. Magari c’è voluto del tempo perché all’inizio non si pensava neanche che fosse un dramma così grande e per avere un riscontro vi siete messe insieme e siete riuscite a dare voce a questa sofferenza coinvolgendo le istituzioni ai vari livelli».

La presidente della Camera si è detta colpita soprattutto dalle parole di Antonio Fadda, 34 anni, sindaco di Orani da otto mesi che da giovane ha dato voce alla sfiducia di chi sconta con la mancanza di prospettive il disastro ambientale lasciato dalla chimica. «Le giovani generazioni – ha detto Laura Boldrini – si trovano a costruire sulle macerie di uno sviluppo rapace perché questo è stato: prendi, mordi, scappi e lasci solo macerie. Un modello nato e portato avanti senza nessuna consapevolezza sulle conseguenze per l’ambiente e la salute seguendo la necessità di dare un’alternativa a un problema sociale. Così per mettere in sicurezza quei territori li abbiamo devastati e per cercare di sanare un problema ne abbiamo creato un altro».

Le parole di Antonella e Gisella sono state un pugno allo stomaco. Da vedove hanno dovuto lottare, la prima nove anni e la seconda cinque, per vedere riconosciuti dai giudici quei diritti che l’Inail negava. L’Aiea oggi ha già registrato altri 60 casi di morti per tumore senza risarcimento che l’Inail si è dichiarata disposta a rivedere ma i decessi censiti sono 120. «Questa vicenda non può rimanere nascosta», ha detto la presidente della Camera. «Le altre famiglie non devono subire le stesse trafile che avete fatto voi. Vi siete rivolte a me, mi state dando una grossa responsabilità perché è chiaro che io oggi non posso lasciar cadere le vostre istanze che condivido pienamente, quindi voglio e devo essere parte della soluzione del problema. Io metterò in campo tutto quello che è nelle mie facoltà per aiutarvi. Perché se l’Inail si comporta in un modo diverso a Cagliari e a Nuoro c’è un problema serio che pesa sulla vita delle persone e su questo interesserò il presidente dell’Inail nazionale».

La Boldrini ha registrato i primi «segnali di attenzione, a livello nazionale e regionale » e si è impegnata a «sollecitare ai ministri competenti un’azione più mirata e chiedere una particolare attenzione per il vostro caso. Scriverò anche al vostro presidente della Regione per chiedere risultati concreti». In particolare Pigliaru e i suoi assessori devono sbloccare l’attuazione di un protocollo unico per la sorveglianza sanitaria e la richiesta al ministero dell’Ambiente, ribadita dal sindaco Franco Saba, per dichiarare Ottana Sito di interesse nazionale e area di crisi complessa, passo indispensabile per le bonifiche.

«Non vi sto promettendo risultati, non sono in grado perché non sono di mia competenza », ha detto Laura Boldrini invitando soprattutto le vedove a non fermarsi: «Continuate con questo spirito combattivo, con questa volontà di ottenere giustizia, perché di questo si tratta. Continuate a impegnarvi nell’Aiea perché questo è l’unico modo per provocare un cambiamento, in assoluto è la partecipazione, la cittadinanza attiva: solo quando i cittadini si fanno sentire con buone ragioni le cose cambiano. Da parte mia – ha concluso la presidente della Camera – farò quello che posso per aiutarvi in questo sforzo e a portare avanti questa battaglia».

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