Pace e misericordia

Pace e misericordia sono le due parole-cardini attorno alle quali ruota tutta la liturgia di questa domenica. Nella prima lettura, il profeta Isaia ci invita con insistenza ad una gioia quasi esuberante: il popolo d’Israele, di ritorno dall’esilio babilonese, si trova ad affrontare la difficoltà del rientro in una patria che porta ancora i segni della devastazione nemica. Macerie e distruzione offuscano la gioia del ritorno; scoraggiamento e delusione sembrano prendere il sopravvento. Il profeta però incalza: rallegratevi… esultate… sfavillate di gioia tutti voi che eravate in lutto. Il Signore mantiene le sue promesse e anzi le supera: Ecco, io farò scorrere come un fiume la pace; come un torrente in piena la gloria delle genti. Il popolo sembra dubitare e forse alza anche la sua voce verso il Signore, ed egli prontamente si fa sentire presente e operante in mezzo ai suoi: come una madre consola un figlio, così io vi consolerò… La mano del Signore si farà conoscere ai suoi servi.
Ecco perché il salmista ci invita: la sua pace, la sua alleanza e una vita rinnovata.
Paolo, nella seconda lettura, ci dice che tutto questo per noi passa attraverso la croce di Cristo. «È il paradosso: la riuscita del disegno di Dio passa attraverso la croce. Da essa proviene la pace di Dio e la misericordia» (Inos Biffi). Siamo nuove creature se facciamo della nostra vita un dono, sull’esempio del nostro Signore e Maestro. Solo una vita segnata dalle stigmate dell’amore è portatrice di pace e di misericordia. Quante persone – santi del quotidiano – ci sono testimoni che anche la croce ha un senso, perché abitata da un Dio che vi si è lasciato inchiodare “così… per un fatto d’amore!”.
L’annuncio della pace, però, non sempre trova una risposta accogliente. E Gesù è molto chiaro su questo con i suoi discepoli, prima di inviarli in missione: vi mando come agnelli in mezzo a lupi. Alcuni non accoglieranno i messaggeri del Signore e si autoescluderanno dal suo regno. Ma se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui.
La casa-la famiglia-il cuore che accoglie Gesù e la sua parola di salvezza è abitato dalla pace. Ci viene detto, infatti, nel versetto del canto al Vangelo: La pace di Cristo regni nei vostri cuori; la parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza.
L’annuncio della pace e della misericordia richiede un servizio generoso- gratuito-disinteressato: La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!
Oggi siamo noi gli operai nella messe che è la nostra realtà di vita quotidiana: famiglia, amici, lavoro… Chiediamo – con le parole della Colletta alternativa – di essere pienamente disponibili all’annunzio del regno, di avere coraggio apostolico e libertà evangelica per rendere presente in ogni ambiente di vita la parola di amore e di pace.

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