Ottana, sorveglianza sanitaria

L’Associazione nazionale esposti amianto (Aiea) ha fatto il punto sulla vertenza Ottana con un comunicato firmato dal vicepresidente Nazionale Mario Murgia.  Un documento importante perché spiega le ragioni del confronto sul protocollo unico per sottopporre a sorveglianza sanitaria gli operai che hanno lavorato all’Enichem, addetti delle imprese esterne compresi. “La Sardegna – scrive Murgia – è stata la regione nazionale con il più alto tasso di industrializzazione in rapporto alla popolazione, a cui è seguito un altissimo tasso di inquinamento ambientale per l’utilizzo di sostanze pericolose e cancerogene come l’amianto. Riteniamo che gli screening della sorveglianza devono essere idonei alla verifica delle lesioni anche allo stato fibroso e per la diagnosi precoce del carcinoma del polmone che è la patologia più comune tra tutti coloro che sono stati esposti all’amianto nelle industrie (fattori multifattoriali e concause). Molti decessi prematuri che si registrano tra i lavoratori ex esposti potrebbero essere dovuti a diagnosi tardive ed imprecise, per questo motivo l’Associazione ritiene che la Sorveglianza Sanitaria debba essere obbligatoria per tutti i lavoratori ex esposti e debba avere come primo obiettivo la riduzione di mortalità e la promozione della diagnosi precoce (validi elementi di una concreta prevenzione). Il protocollo di sorveglianza sanitaria – continua Murgia – deve rispondere alle esigenze specifiche del territorio regionale; è stato questo il principio che ha ispirato il protocollo sanitario in Basilicata, dove erano presenti realtà industriali simili ed in certi casi gemelle a quelle sarde (impianti comparto fibre ex ANIC/EniChem Ottana –NU e Pisticci Scalo –MT).
La Regione Basilicata ha recepito e attua le direttive legislative nazionali e internazionali in termini riguardanti la sorveglianza sanitaria dei soggetti ex esposti ad amianto e a rischio di patologia amianto-correlata. Nell’ospedale di Matera – continua il vicepresidente nazionale dell’Aiea a dimostrazione di quanto questo protocco sia indispensabile per Nuoro – la medicina del lavoro coordina la sorveglianza sanitaria di oltre 2.300 lavoratori su un totale stimato di 7.000 ex esposti nei siti industriali del Basso Basento e colline materane; seguendo le linee guida del protocollo micronoduli, su una coorte di oltre 2.300 ex esposti sono state effettuate 7.500 visite, che hanno permesso di individuare circa il 20 % di patologie oncologiche e non; a tal riguardo è dato sapere che ad oggi sono state emesse oltre 450 richieste di malattie professionali. Si stima che in fase precoce siano stati riscontrati circa 40 carcinomi polmonari, di questi, circa 37 vivono in buone condizioni di salute senza essere stati sottoposti a terapia oncologica. La sorveglianza sanitaria ha avuto procedura attiva solo per i 550 lavoratori riconosciuti ex esposti dall’Inail in fase amministrativa; l’associazione AIEA VBA è stata il veicolo principale per le richieste di sorveglianza sanitaria passiva per la maggior parte degli altri 1.750 ex esposti che costituiscono la coorte di lavoratori dell’ospedale di Matera.
La diagnosi precoce del carcinoma polmonare – fa sapere ancora Mario Murgia –  viene effettuata, con l’applicazione di uno screening TC a bassa dose che permette di ridurre le radiazioni da 13,12 fino a 0,78 mSv (millisievert), dose poco sovrapponibile a quella della radiologia tradizionale, mantenendo una elevata sensibilità che permette la rilevazione del nodulo e permette di fare diagnosi precoce in patologie oncologiche dove la sopravvivenza potrebbe essere determinata in base alla tempestività della diagnosi. Ad integrazione dei suddetti dati, e, per avere un quadro più chiaro delle conseguenze dovute all’esposizione lavorativa a sostanze pericolose e cancerogene, di seguito si riporta una sintesiprovvisoria della banca dati delle patologie oncologiche e non redatta da AIEA VBA. Dati – si sottolinea la nota dimostrando quanto questa possibilità sarebbe necessaria anche a Nuoro per l’inchiesta in corso in Procura – che sono stati forniti ai due medici competenti incaricati nel 2016 dalla Procura di Matera di verificare la sussistenza del nesso causale lavorativo per le patologie oncologiche quali il “Mesotelioma”. Questi dati sono stati successivamente trasmessi, anche, alla Commissione Parlamentare Infortuni, presieduta dalla senatrice Camilla Fabbri ed all’attenzione del procuratore Bruno Giordano, componente della stessa commissione. Complessivamente la suddetta banca dati provvisoria, aggiornata a 28 febbraio 2017, riporta 536 casi di patologie oncologiche e non, tra cui n. 215 casi di morti premature”.

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