Ottana produce solo mozioni

Programmare al più breve un incontro con il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, per stipulare un nuovo patto per il rilancio dell’industria manifatturiera di Ottana e in generale per le vertenze che riguardano la Sardegna centrale. È la richiesta fatta in una mozione, primo firmatario il capogruppo di Mdp Daniele Cocco, e sottoscritta da tutti i capigruppo del Consiglio regionale, di maggioranza e opposizione, al presidente della Regione Francesco Pigliaru e all’assessora all’Industria Maria Grazia Piras. I consiglieri chiedono nel documento anche l’attivazione in ogni sede istituzionale, per individuare un piano di rientro al lavoro per tutti gli operai di Ottana Polimeri e Ottana Energia, «per il recupero delle maestranze delle ditte esterne, e per trovare una soluzione al dramma degli ex lavoratori Legler». I territori della Sardegna centrale, «ed in particolar modo quelli interessati dal polo industriale di Ottana- spiegano i capigruppo- si trovano in una gravissima condizione di sofferenza economica e occupazionale con numerose crisi e vertenze industriali in corso, che purtroppo non trovano concrete prospettive di rilancio». Con la mozione 302 del 21 aprile 2017, ricordano i consiglieri, «si impegnava il presidente della Regione e l’assessore all’Industria ad esercitare una ferma e convinta pressione sul governo affinchè sia gestito in maniera concreta e tempestiva il rilancio dell’area di Ottana verso investimenti e modelli produttivi moderni. Ma ad oggi è assordante il silenzio del governo, a fronte di tante promesse ed ipotesi sul riavvio e riconversione degli impianti». (Api/ Dire)

I capigruppo in Consiglio regionale sembrano aver raccolto il grido di dolore lanciato una settimana fa dai lavoratori di Ottana Polimeri e di Ottana Energia, tutti licenziati e ormai senza ammortizzatori sociali che hanno unito le due vertenze e tornare nuovamente in piazza con  le loro famiglie e gli amministratori locali. I 150 operai che un tempo producevano il Pet per bottiglie di plastica (Ottana Polimeri) e lavoravano per la centrale elettrica del sito industriale (Ottana Energia), aspettano però ancora una risposta alla richiesta di un incontro urgente con il Presidente della Regione e all’appello lanciato dal coordinamento perché  «il Governo consideri la crisi del sito industriale di Ottana alla stessa maniera di altre realtà industriali del Paese: una vera emergenza nazionale e in quanto tale da inserire in finanziaria per creare prospettive industriali che puntino a rilanciare non solo le attività esistenti ma anche a sviluppare nuove iniziative», oltre al problema delle bonifiche all’interno del sito ex Enichem, che oltre ad essere doverose per l’inquinamento creato possono essere la soluzione per il rientro a lavoro di molti operai. Ma bastano le mozioni per risolvere i problemi? La risposta è scontata a leggere quanto scritto nella mozione approvata il 4 maggio 2017 nella mozione che riportiamo integralmente. Anche allora si impegnava il presidente Pigliaru «a chiedere nel più breve tempo possibile un urgente incontro alla Presidenza del Consiglio dei ministri che coinvolga la Regione, le imprese e le forze sociali, nel quale siano definite le azioni per la verifica dello stato di attuazione di rilancio del sito di Ottana». Stesse parole scritte oggi, più o meno le stesse firme. Intanto ad agosto sono stati licenziati gli operai di Ottana Polimeri, tra pochi mesi toccherà ai cassintegrati di Ottana Energia. E tra pochi mesi verrà presentata e approvata all’unanimità un’altra mozione dove basterà solo cambiare la data.

 

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

MOZIONE N. 302/24

MOZIONE COCCO Daniele Secondo – CONGIU – COCCO Pietro – ZANCHETTA – PITTALIS – CARTA – DEDONI – LEDDA – RUBIU sulla drammatica situazione di stallo in cui versa la vertenza industriale di Ottana.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
– i territori della Sardegna centrale e, in particolar modo, quelli interessati dal polo industriale di Ottana, si trovano in una gravissima condizione di sofferenza economica e occupazionale con numerose crisi e vertenze industriali in corso che purtroppo non trovano concrete prospettive di rilancio;
– le vertenze ancora aperte di “Ottana Polimeri” e “Ottana Energia” determinano un impatto negativo non solo per lo sviluppo dei territori interessati, ma anche per il futuro dell’industria in tutto il territorio regionale, con gravi ripercussioni in termini occupazionali sia per i dipendenti delle stesse industrie, sia per quelli delle piccole e medie imprese operanti nell’indotto;
– nonostante diversi accordi programmatici sottoscritti negli anni tra la Regione, le amministrazioni locali e le diverse associazioni dei lavoratori e delle imprese del settore tessile, gli ex lavoratori del Gruppo Legler da anni sopravvivono solo con gli ammortizzatori sociali ormai in scadenza;

EVIDENZIATO che:
– la produzione del tessile, della chimica ed elettrica del sito di Ottana risulta di fatto azzerata con la maggior parte dei lavoratori messi in cassa integrazione o licenziati;
– il futuro dell’area industriale di Ottana e dell’intera filiera della chimica è strettamente legato alla sopravvivenza della centrale elettrica; infatti l’impianto ha un ruolo strategico non soltanto per il riavvio della produzione di PET di Ottana Polimeri, ma anche per la sopravvivenza dello stesso Consorzio industriale (che conta centinaia di addetti diretti più l’indotto) con la conseguente perdita dei nuovi investimenti previsti, alcuni già avviati, di ampliamento e di rilancio aziendale con la creazione di nuovi posti di lavoro;
– attorno al rilancio della centrale elettrica di Ottana ruotano diverse iniziative e vertenze strategiche regionali come la realizzazione di un centro di stoccaggio di gas naturale liquido (GNL) a Oristano, il riavvio della filiera del polietilentereftalato (PET) di Ottana Polimeri e l’acquisizione dell’impianto Eni-Versalis di Sarroch con il riavvio della produzione di paraxilene;

APPURATO che:
– l’impianto di Ottana Polimeri è fermo da oltre due anni e da oltre un anno è ferma la centrale elettrica di Ottana Energia e che a breve scadrà la cassa integrazione per un centinaio di lavoratori di entrambi gli stabilimenti;
– con l’interruzione della produzione di Ottana Polimeri, impianto di recente realizzazione dove si produceva il PET, e di Ottana Energia, sono cessati anche i necessari interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria senza salvaguardare l’efficienza degli impianti e il conseguente riavvio tempestivo della produzione del PET;

CONSIDERATO:
– il dramma in cui si trovano centinaia di famiglie e di lavoratori in cassa integrazione che da anni attendono un concreto rilancio della produzione industriale ed elettrica del polo di Ottana e che vedono sempre più vicino lo spettro del licenziamento;
– l’assordante silenzio del Governo sulla vertenza Ottana Polimeri-Energia a fronte di tante promesse e ipotesi sul riavvio-riconversione degli impianti e sul rilancio della filiera del PET;
– il forte impegno e la volontà delle amministrazioni locali del territorio di voler rilanciare il sito di Ottana manifestato anche recentemente con la proposta di cedere un capannone dismesso al prezzo simbolico di un euro agli imprenditori che vogliono investire nell’area industriale;

CONSIDERATI i diversi incontri e tavoli tecnici tra la Regione e il Ministero dello sviluppo economico sulla vertenza Ottana Polimeri e Ottana Energia,

impegna il Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’industria

1) a chiedere nel più breve tempo possibile un urgente incontro alla Presidenza del Consiglio dei ministri che coinvolga la Regione, le imprese e le forze sociali, nel quale siano definite le azioni per la verifica dello stato di attuazione di rilancio del sito di Ottana;
2) a sostenere il rilancio del polo industriale attraverso 2 elementi: la ricomposizione della filiera ed il revamping di Ottana Polimeri; in presenza di questi due elementi ottenere un progetto esecutivo di adeguamento e riconversione anche tramite il GNL della centrale;
3) a sostenere, altresì, le ragioni del Comune di Ottana mediante intervento volontario nella causa pendente davanti al TAR Sardegna, promossa da Montefibre in opposizione alla ordinanza del sindaco di Ottana per la bonifica del sito dismesso;
4) a presentare formalmente al Ministero dell’ambiente istanza di inserimento del sito di Ottana nell’elenco dei siti di interesse nazionale (SIN) anche imponendo alle imprese di ottemperare agli obblighi di bonifica;
5) a verificare la fattibilità della proposta, formulata dal sindaco di Ottana, della cessione dei capannoni dismessi, al prezzo simbolico di un euro, agli imprenditori intenzionati ad investire nell’area industriale.

Cagliari, 4 maggio 2017

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La presente mozione è stata approvata dal Consiglio regionale nella seduta del 4 maggio 2017.