Orotelli, origini e misteri dei Thurpos

“Origine e misteri dei Thurpos a 40 anni dalla riscoperta” è il tema del convegno di studi in programma a Orotelli domenica 10 marzo a partire dalla 9 nel centro polivalente “Franco Pintus”. Un appuntamento che riporta al 22 gennaio 1979 quando la maschera del paese ricomparve grazie a un’operazione culturale che vide protagonista la maestra Giovanna Sirca che coinvolse nella ricerca i suoi alunni  e l’etno-antropologo Raffaello Marchi.

il dibattito sarà aperto dal sindaco di Orotelli Nannino Marteddu e introdotto dall’avvocato Concetta Sirca che si soffermerà proprio su quella ricerca che vide la madre protagonista grazie alla quale è tornata protagonista la maschera etnica di carnevale coperta con un cappotto di orbace e con il voto annerito che solitamente avanzano a gruppi di tre: due davanti, abbracciati, nell’intento di trainare un aratro di legno a simboleggiare i buoi aggiogati, ma con alcune possibili varianti come il Thurpu che invoca la fortuna seminando crusca o mima la ferratura dei buoi.

Il percorso compiuto nei 40 anni dalla riscoperta sarà tracciato dal presidente Fabio Pusceddu e da Toni Marteddu e Toni Bosu, componenti dellassociazione culturale “Maschere etniche Sos Thurpos” che, per festeggiare anch’essa il quarantennale della fondazione (in origine associazione culturale Studi e Ricerche Salvatore Cambosu), organizza il convegno col patrocini del Comune. Su figura e significato della maschera il dibattito coordinato  dal giornalista de “La Nuova Sardegna” Luciano Piras sarà animato dai contributi dell’antropologo Bachisio Bandinu, del commissario della biblioteca Satta Paolo Piquereddu e del giornalista Antonio Roich.

Nel pomeriggio l’appuntamento con il mistero ed il fascino delle maschere etniche di Orotelli continua con la manifestazione di chiusura del carnevale barbaricino, con il trio delle maschere-regine:  oltre ai Thurpos, i Mamuthones e Issohadores della Pro loco di Mamoiada, , i Merdules e Boes di Ottana, il carro a buoi di ziu Nataliu Ortu e le maschere spontanee.

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