Orani e il suo organo settecentesco

La chiesa di San Giovanni Battista di Orani custodisce uno degli organi più antichi e meglio conservati della Sardegna. Un vero e proprio monumento sonoro riportato in vita, dopo un secolo di silenzio, cinque anni fa quando si è concluso un lungo e paziente intervento di restauro che ha permesso di recuperare gran parte della struttura in legno, datata 1732, della cassa chiusa con due sportelli dove sono dipinte le effigi di santa Barbara e santa Celia. Recuperate e rese funzionali anche le 369 canne con nove registri. Il prezioso strumento custodito a Orani è il più grande tra i sei presenti nelle chiese della diocesi di Nuoro e, vista la similitudine, potrebbe essere stato realizzato dalle stesse abili mani che hanno costruito il possibile gemello di Castelsardo. Proprio quest’organo che gli amministratori considerano un bene culturale da valorizzare sarà al centro di una tre giorni voluta dal Comune di Orani che, oltre la locale Scuola di musica “Costantino Nivola, ha coinvolto il Conservatorio “Pierluigi da Palestrina” di Cagliari e il suo “Laboratorio organi storici” (LabOs) che offre una serie di attività formative teoriche e pratiche mirate soprattutto a censire e catalogare gli organi antecedenti al 1920. Il laboratorio, coordinato da Angelo Castaldo (docente d’organo e composizione organistica), conta sulle competenze di Roberto Milleddu, organologo e etno-musicologo che da oltre 20 anni studia il patrimonio organario sardo e dell’organaro Davide Murgia, specialista nell’intonazione. Proprio Castaldo e Milleddu saranno i protagonisti il 24, 25 e 26 novembre dell’iniziativa presentata come una «una tre giorni di parole e musica» che vedrà il LabOs mettere a disposizione «una ricca serie di attività finalizzate a far meglio conoscere lo strumento e apprezzare le sue qualità sonore».

“Boghes e organos” che abbinerà il canto alla musica è – per ammissione dello stesso Laboratorio del Conservatorio cagliaritano – è un «un progetto ambizioso unico in Sardegna, un’idea originale che nasce da una duplice necessità: la formazione sulla musica antica degli allievi organistie la difesa e valorizzazione degli organi storici. Orani è idealmente il cuore dell’Isola: qui abbiamo pensato di portare stimoli ed energie, è da qui che vorremmo diffondere nuova sensibilità e conoscenza del nostro patrimonio musicale». Una filosofia chiara già dal programma anche se, per precisa scelta, non è indicato nei dettagli il repertorio che sarà eseguito da cantori e organisti. Si inizierà venerdì 24 novembre alle ore 16 con le visite guidate all’organo settecentesco che proseguiranno fino alle 18 quando è prevista una conferenza di Roberto Milleddu su “Macchine meravigliose”, gli organi storici della Sardegna. Sabato si inizierà alle 10 con una lezione di Angelo Castaldo per gli allievi del LabOs ma aperta a tutti su temperamenti e accordature storiche; si proseguirà alle 15 con l’incontro con gli allievi della Scuola di musica “Costantino Nivola”, mentre alle 18 è in programma atteso concerto di “Boghes e organos” incentrato su “repertori religiosi in Sardegna fra oralità e scrittura” ideato da Roberto Milleddu che guiderà gli spettatori all’ascolto delle voci (i cantori Gigi Oliva, Lugi Delogu e Luca Nulchis) accompagnato all’organo dagli allievi del LabOs. Domenica 26, dopo un pomeriggio dedicato dalle 16 alle prove aperte al pubblico, alle 18 è previsto un altro concerto degli allievi organisti che eseguiranno musiche organistiche della tradizione italiana ed europea tra Rinascimento e Barocco.

Tutte le manifestazioni si terranno nella chiesa di San Giovanni un tempo annessa al convento dei Frati Minori Osservanti che hanno operato a Orani dai primi anni del Seicento fino al 1866 quando, con lo scioglimento degli ordini ecclesiastici ,il convento divenne di proprietà comunale.

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