Orani piange Stefano Sedda

Stefano Sedda aveva fatto dei motori una passione e un lavoro. Lo vedevi sfrecciare con la sua moto o con qualche auto da riparare a ogni ora. Nei suoi 28 anni c era lo spirito ribelle di un figlio che aveva deciso di lavorare insieme al padre Gabriele, ne ascoltava i suggerimenti poi diceva la sua. Quando incrociavi il suo sguardo gli occhi erano sempre carichi di gioia. E ti regalava un sorriso di quelli sinceri, di una persona che sa che la vita va sempre affrontata con fede e speranza. Amava il divertimento e la compagnia ma quando c era da tirare su le maniche della sua tuta da meccanico Stefano lo faceva senza lamentarsi. Sapeva che per costruirsi un futuro poteva continuare un attività che aveva già visto protagonista il nonno Bachisio, anche lui volato in cielo troppo presto.
I suoi post su Facebook erano motivo di ilarità, si divertiva a scherzare sui temi del momento, la vita l’amore e l’amicizia. Ed era anche un ragazzo generoso pronto a risolvere i problemi urgenti. Stefano sapeva cosa era la carità e la praticava. Come molti coetanei amava le sfide, giocando con il limite. Solo la speranza della resurrezione può dare conforto a una comunità che piange. Il suo viaggio terreno è finito in un sabato sera di fine aprile in una strada vicino a Gavoi.
Un altro giovane della nostra diocesi scomparso in incidente stradale. Una lista di nomi che appare lunghissima. Un altra tragedia che colpisce due paesi. Padre oranese, madre sarulese, che condividono un dolore indescrivibile, per un sorriso che si spegne ma vive nel ricordo di tanti.

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