Orani, cinema per riflettere

Film, cortometraggi e documentari dell’Istituto Etnografico della Sardegna. Cinque appuntamenti per riflettere sulle transizioni tra passato e presente, nel solco della tradizione e dello sguardo antropologico. Da venerdì 11 maggio a venerdì 8 giugno l’amministrazione comunale di Orani propone una rassegna cinematografica, una panoramica sulla variegata produzione audiovisiva della Sardegna.
Dalla tradizione dei miti e riti delle feste, alla difficile convivenza tra una cultura agropastorale e il paradigma della nuova e moderna economia industriale, sino all’analisi di nuovi scenari politico-culturali degli anni ’70 nel centro Sardegna e alla condizione giovanile nella Cagliari contemporanea. Questi i temi al centro del cartellone di eventi.La rassegna è stata resa possibile grazie al prezioso supporto del Settore Audiovisivi dell’Istituto Regionale Etnografico della Sardegna. Tutte le proiezioni si terranno nello Spazio Comunale Exma alle ore 19.

Dopo gli incontri letterari di Bastiana Madau, continuano gli appuntamenti culturali per la comunità oranese da sempre sensibile alle questioni della disuguaglianza e delle lotte dei lavoratori, partecipe delle lotte operaie della media Valle del Tirso, ma anche delle rivendicazioni sugli usi civici dei territori . Il primo appuntamento è stato quello di venerdì 11 con “S’Ardia”, la tradizionale manifestazione religiosa di Sedilo in onore dell’imperatore Costantino, raccontata dall’obiettivo di Gianfranco Cabiddu. Venerdì 18 maggio quattro cortometraggi, dalla figura de “L’arbitro” disegnata da Paolo Zucca, dalle “Fiamme di Nule2, di Carolina Melis, alla “Cena delle Anime” di Ignazio Figus, all’opera “A Casa ” di Andrea CabonI.Venerdì 25 maggio tocca ad “Asse Mediano” di Michele Mossa,
Venerdì 1 giugno Silvio Camboni presenta il corto “Dopo trent’anni prima” , poi un documentario di Fabio Calzia su musica e antimilitarismo in Sardegna. Infine venerdi 8 giugno il film “Tempus de baristas” di David Mc Dougall.
Il cinema diventa un linguaggio universale, in grado di parlare a tutte le fasce della popolazione, giovani e adulti, che possono confrontarsi su visioni meno stereotipate di quelle offerte dalle industrie culturali di massa, un mezzo di comunicazione capace di stimolare le corde emotive dell’opinione pubblica, per mostrare le esperienze di coloro che spesso hanno dedicato la propria vita alla salvaguardia delle risorse ambientali e etnografiche senza ottenere un adeguato riconoscimento sociale.

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