Oloè sempre chiuso: «Medioevo»

L’ultimo annuncio  è dello scorso 3 aprile, quando venne data la notizia che il tribunale di Nuoro ha autorizzato la Provincia ad avviare i lavori per la messa in sicurezza del ponte di Oloè, sulla strada provinciale 46 tra Oliena e Dorgali, dove nel crollo morì duramente l’alluvione del novembre 2013 l’agente Luca Tanzi. In quell’occasione si disse che a disposizione che i lavori finanziati con oltre 4 milioni di euro messi a disposizione dall’assessorato regionale ai Lavori Pubblici sarebbero iniziati subito per subito consentire entro giugno la riapertura almeno per il passaggio sulla provinciale a senso unico alternato. Invece tutto tace. Nulla si sa neanche dell’intervento-tampone annunciato «per salvare la stagione turistica» l“8 maggio dal sindaco di Nuoro Andrea Soddu dopo un sopralluogo con il Genio militare), il ponte è ancora chiuso come la strada ch collega Nuoro e Oliena a Dorgali e al mare di Cala Gonone, oltre ai gravi disagi per gli operatori agricoli, tanto che il consigliere regionale Luigi Crisponi si è sentito in dovere di scrivere una durissima lettera al presidente della Regione Francesco Pigliaru arrivato il 2 luglio in città per presentare l’avvio del bando “Talent up” . «Qui egregio Presidente – si legge infatti nella missiva – pare di essere come nel Medioevo. Ove a causa del ponte sbarrato, in cui non si riesce a far decollare i lavori di ripristino,  tutto tace, nulla si muove, tutto è drammaticamente fermo. Degli interventi preannunciati non si coglie la minima traccia. Eppure questa situazione che sta demolendo il fare quotidiano di una intera comunità è un’autentica vergogna, indegna del consesso civile nel quale viviamo. Vorrei Presidente che prendessi atto – proseguito la lettera di Crisponi a Pigliaru – che l’inazione delle istituzioni sta umiliando la storica energia e la residua tenacia degli olianesi, dei suoi agricoltori, allevatori ed imprenditori costretti in un vicolo cieco che violenta e isola dal resto del territorio. Presidente, il sistema istituzionale in cui Tu siedi al vertice non può continuare ad offrire alla nostra gente un volto sleale e per nulla solidale.  Conosco – conclude Luigi Crisponi – la tua serietà e la dovuta sensibilità. È per questo che confido che possa misurare di persona l’assurdo stallo a cui oggi si è indecentemente costretti».

Il ponte di Oloè dopo il tragico crollo del 2013 era stato parzialmente ricostruito dall’Anas spendendo 2,9 milioni di euro, ma era stato chiuso di nuovo per il maltempo. Poi era intervenuta la Provincia di Nuoro, che nel giugno 2016 dopo una verifica tecnica ha consentito il transito dei mezzi solo per un carico ridotto per corsia e distanziati l’uno dall’altro, ma chiuso e posto sotto sequestro dalla Procura della Repubblica di Nuoro per motivi di sicurezza legati al cedimento di una campata. A nulla finora hanno portato le promesse e le proteste compresa la grande manifestazione dei sindaci dello scorso febbraio (https://www.ortobene.net/la-rivolta-oloe/) promossa dal comitato popolare “Oliena per Oloè” lo lo scorso 24 febbraio (foto in alto).  Intanto, mente le promesse di intervento si trasformano puntualmente in impegni mancati tra l’altro senza spiegazioni, sulla ricostruzione del ponte dopo l’alluvione del 2013 è in corso un’inchiesta per frode in pubbliche forniture e attentato alla sicurezza dei trasporti e si attende la decisione sul rinvio a giudizio chiesto dal pubblico ministero Giorgio Bocciarelli che ha concluso le indagini notificando gli atti agli imprenditori Roberto Sacramati e Gianfranco Castiglioni , rispettivamente amministratore unico e direttore tecnico della Costruzioni Sacramati) e del direttore dei lavori per conto dell’Anas Antonio Giacobbe.

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