Oloè, Oliena marcia sul ponte ancora chiuso

Si è dovuto ricredere chi pensava a una soluzione nel giro di pochi giorni, dopo l’istanza di dissequestro presentata dalla Provincia il 23 luglio (https://www.ortobene.net/oloe-sulla-riapertura-al-traffico-decide-la-magistratura/). Il ponte di Oloè resta chiuso e il Consiglio comunale di Oliena ha deciso di forzare in qualche modo la mano organizzando una “Marcia di protesta pacifica” per sabato 24 agosto. In molti dubitavano in una risposta celere, anche perché già in passato sono emerse clamorose diversità di vedute tra i tecnici della Provincia e i consulenti della Procura della Repubblica di Nuoro che ha ottenuto il rinvio a giudizio  di  Roberto Sacramati e Gianfranco Castiglioni, rispettivamente amministratore unico e direttore tecnico della Costruzioni Sacramati Spa e Antonio Giacobbe, direttore per conto dell’Anas dei lavori che nell’estate del 2014 furono effettuati nel ponte per sanare le conseguenze del crollo durante l’alluvione di sei mesi prima costata la vita all’agente di polizia Luca Tanzi. Si tratta dell’inchiesta che il 18 febbraio del 2017 porto la stessa Procura a sequestrare il viadotto nonostante un intervento da 480 mila euro della Provincia per riparare alle conseguenze di un nubifragio che aveva danneggiato il ponte appena interessato da lavori per quasi tre milioni di euro. Da qui l’accusa per SacramatiCastiglione e Giacobbe di frode in pubbliche forniture e attentato alla sicurezza dei trasporti di cui devono rispondere i tre indagati accusati di non aver eseguito l’opera a regola d’arte e con l’uso dei materiali previsti forse per rientrare in quel ribasso d’asta del 33.49% (corrispondenti a oltre un milione e 200 mila euro) che aveva permesso all’impresa Sacramati di aggiudicarsi i lavori affidati dall’Anas (6 agosto 2018: https://www.ortobene.net/oloe-nessuna-certezza-sulla-riapertura-del-ponte/). Quel processo è in corso e spetta al Tribunale decidere anche sul dissequestro chiesto al termine dei lavori di consolidamento: i giudici hanno chiesto il parere del sostituto procuratore Giorgio Bucciarelli ma era facile prevedere, al di là dell’ottimismo di facciata, che quel fascicolo sulle opere eseguite per ripristinare le condizioni di sicurezza, ha bisogno di uno studio attento e probabilmente di approfondimenti peritali.

Tempi, questa volta della giustizia, che cozzano con una snervante attesa che dura ormai da 30 mesi (ma in realtà in ponte è intransitabile dal 18 novembre 2013) trascorsi facendo i conti con i problemi creati dalla chiusura di Oloè e del blocco del traffico sulla strada provinciale Oliena-Dorgali che sta provocando agli operatori agricoli della zona e più in generale allo sviluppo turistico per le gravi conseguenze alla circolazione da e per il mare, a causa anche delle contraddittorie indicazioni stradali e dei navigatori satellitari. “Un territorio non può essere preso in ostaggio” è lo slogan scelto per battezzare la manifestazione del 24 agosto: l’assemblea civica è stata convocata per le ore 17, mezzora dopo il concentramento dei manifestanti in piazza Santa Maria e quindi la partenza verso il ponte di Oloè. «Il Consiglio comunale di Oliena – si legge nell’appello affisso stamattina in tutti gli esercizi commerciali del paese –  visto il perdurare del grave stato di isolamento in cui è costretto un intero territorio e in attesa di una pronuncia da parte della Procura della Repubblica sull’istanza di dissequestro del ponte, invita tutta la popolazione a una marcia di protesta pacifica lungo il tragitto del ponte per un incontro tra popolazioni». Implicito quindi l’invito anche agli abitanti di Dorgali ad aderire alla protesta. La manifestazione sarà una fotocopia di un’iniziativa simile che si è tenuta il 24 febbraio del 2018, (foto in alto, https://www.ortobene.net/la-rivolta-oloe/) quando centinaia di persone attraversarono a piedi quel ponte vitale per l’economia di almeno due paesi, che risulta ancora sotto sequestro giudiziario.

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