Oloè, 34 mesi per progettare il nuovo ponte

La buona notizia è che la Regione ha inserito il ponte di Oloè, insieme al completamento e sistemazione idraulica del fiume Posada, tra le opere pubbliche di elevata rilevanza strategica. I due interventi sono stati  infatti, inseriti tra gli otto oggetto della Convenzione Quadro che in via sperimentale per i prossimi tre anni, regolerà i rapporti tra la Regione e quella che è stata ribattezzata l’Anas Sarda, cioè la società in house “Opere e Infrastrutture della Sardegna S.r.l”,
costituita, tra le proteste dei professionisti del settore (ingegneri, architetti, geometri, agronomi, geologi, botanici) riuniti in comitato, lo scorso 20 dicembre come braccio operativo della Regione per accelerare i tempi di progettazione e realizzazione delle opere ritenute strategiche dalla Giunta. L’opposizione dei liberi professionisti non ha fermato l’esecutivo presieduto da Francesco Pigliaru che ieri ha approvato proprio l’elenco degli interventi ritenuto prioritari indicato per ogni opera è stata approvata ieri dalla Giunta, insieme all’elenco degli interventi strategici individuati per il primo triennio di attività, per ognuno dei quali viene inoltre prefissato l’obiettivo da raggiungere. La Convenzione Quadro infatti prevede un termine di durata, in via sperimentale, sino al 31 dicembre 2021: il prosieguo della Società è subordinato all’approvazione dei risultati di gestione ed al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Nel caso dell’infrastruttura sulla strada Oliena-Dorgali, nonostante la fumosa dicitura burocratica (interventi di miglioramento della funzionalità statica e idraulica del ponte di “Oloè”) entro il 31 dicembre del 20121 l’obiettivo indicato è quello di «raggiungere l’obbligazione giuridicamente vincolante (OGV)».
In sostanza “Opere e Infrastrutture della Sardegna S.r.l” ha 34 mesi di tempo per decidere se costruire il nuovo ponte o intervenire sul vecchio, affidare l’incarico della progettazione e appaltare l’opera. Un intervento parallelo, a lungo termine, a quelli in fase di attuazione da parte della Provincia che dovrebbero portare la magistratura nuorese a dissequestrare il ponte chiuso da due anni (18 febbraio 2017), dopo la riapertura di pochi giorni dopo l’alluvione del 2013 e il crollo in cui morì l’agente della Polizia Luca Tanzi. L’ultima delibera della Giunta regionale, quindi, non riguarda questi interventi che, ma sullo stato di avanzamento dei lavori mancano notizie ufficiali e sulla riapertura al traffico della strada provinciale 46 la cui chiusura ha provocato notevoli danni economici al turismo che gravita da e per Dorgali e agli operatori agricoli di Oliena costretti a lunghi e tortuosi viaggi per raggiungere le loro aziende. Insomma per Oloè l’emergenza continua in attesa della soluzione definitiva a lungo termine su cui si sta indirizzando la Regione. 
Per quanto riguarda il completamento e la sistemazione idraulica del fiume Posada (nel programma triennale del Consorzio di bonifica della Sardegna Centrale il costo è stimato in 13 milioni e mezzo di euro) la Giunta regionale indica come obiettivo l’avvio dell’esecuzione dei lavori entro il 31 dicembre del 2021.
Sulla base di questo elenco dovrà essere elaborato il piano industriale della Società che verrà portato all’approvazione della Giunta dopo essere stato sottoposto all’attenzione del mondo delle professioni tecniche. Gli altri sei interventi strategici e relativi obiettivi del piano triennale riguardano l’attuazione entro la fine di questiono del programma di interventi di bonifica e rigenerazione urbana dell’area di rilevante interesse nazionale “Arsenale militare e area militare contigua molo carbone” nell’isola di La Maddalena; il completamento della progettazione di fattibilità tecnico-economica entro il 31 dicembre 2020  del sistema “Ciclovia della Sardegna“ all’interno del Sistema nazionale delle ciclovie turistiche; l’appalto  (“raggiungere l’obbligazione giuridicamente vincolante, OGV”) entro il 20121 dell’adeguamento del ponte sulla Muravera-Villaputzu; i porti di Calasetta , Carloforte e Sant’Antioco.
Su questo elenco di interventi e obiettivi dovrà essere basato il piano industriale della “Opere e Infrastrutture della Sardegna S.r.l”:  nei suoi contenuti – sottolinea in una nota la Regione – dovrà tenere conto del fatto che, come da statuto, la società deve svolgere parte dei servizi tecnici e dei servizi di ingegneria ed architettura attraverso soggetti esterni qualificati, al fine di valorizzare al massimo il contributo specialistico delle libere professioni. La Convenzione Quadro  fissa, tra le altre cose, la modalità di conferimento degli incarichi e le procedure, le regole per la rendicontazione, fatturazione sistema informatico di monitoraggio e la modalità di definizione dei corrispettivi. Come stabilito dalla legge istitutiva  (la numero 8 del 2018, articolo 7), i ricavi della società dovranno essere assunti attraverso una quota parte degli accantonamenti per le somme a disposizione dell’amministrazione ricomprese nei quadri economici di ogni singolo intervento: nella convenzione quadro vengono fissati i corrispettivi massimi per le prestazioni da eseguire, quali percentuali calcolati sull’importo del finanziamento variabile da un valore massimo del 10%, per importi di finanziamento fino a un milione di euro, e un valore minimo del 5% per importi oltre i 50 milioni di euro. Comunque, il pagamento dei corrispettivi verrà effettuato sulla base della rendicontazione dei costi effettivamente sostenuti.
 La Convenzione Quadro prevede un termine di durata, in via sperimentale, sino al 31 dicembre 2021: il proseguo della “Anas Sarda” è subordinato all’approvazione dei risultati di gestione ed al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Restano però tutti i dubbi dei tecnici del settore che tra l’altro hanno bollato la società pubblica di progettazione come operazione elettorale vista l’imminente assunzione di sei funzionari, due istruttori e un impiegato.
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