Da Olbia ad Alghero, il Canadair perde tempo

A Olbia per rifiornire e poi ad Alghero per cambiare equipaggio, ergo in piena emergenza con gli incendi in corso a Torpè e Buddusò i tre Canadair impegnati nelle operazioni hanno perso dalle due alle quattro ore (dalle sei alle 12 in totale), preziosissime nella lotta al fuoco. La grave denuncia arriva da un addetto ai lavori seppur prestato temporaneamente alla politica: Alberto Manca, deputato nuorese dei Cinquestelle e agente forestale in aspettativa. Ddeciso a non far passare in silenzio la vicenda, il parlamentare ha nel pomeriggio parlato anche  con il capo del Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli che, annuncia Manca ringraziandolo per la disponibilità e la comprensione, «si è prodigato per l’invio di un quinto Canadair in Sardegna, per fronteggiare questo e gli altri incendi».

Ecco come il parlamentare che già si batte per nazionalizzare la flotta dei Canadair, annunciando una nuova interrogazione «per comprendere di chi sia la responsabilità in merito alla scelta operata oggi», ricostruisce la vicenda: «Alcuni mesi fa – scrive Alberto Manca ho contestato il trasferimento della base dei Canadair da Olbia ad Alghero, per ragioni di carattere esclusivamente tecnico. Quelle motivazioni oggi sono lampanti: i piloti hanno un limite massimo di operatività giornaliera, dopodiché devono rientrare alla base e l’aereo può tornare sull’incendio previo cambio di equipaggio. Oggi l’operatività dei Canadair impegnati nell’incendio sul territorio di Torpè, è stata ridotta da tale decisione, unita alla scelta del Coau (il Centro operativo aereo unificato della Protezione civile, ndr) di far effettuare le operazioni di rifornimento ad Olbia proprio a ridosso della scadenza del turno di servizio. Quei Canadair, poco dopo aver rifornito ad Olbia, sono dovuti tornare ad Alghero per il cambio equipaggio. Si tratta di un doppio ”rientro” che ha allungato inutilmente i tempi, approssimativamente stimati in 2 ore (se il rifornimento fosse stato effettuato contestualmente al cambio di equipaggio ad Alghero)  o addirittura in ben 4 ore  se la base fosse stata lasciata ad Olbia. Tempo ingiustamente sottratto allo spegnimento delle fiamme! Considerato che in questo come nella maggior parte dei casi gli incendi sono concentrati nella parte orientale dell’isola – conclude Alberto Manca –  è evidente quanto fosse più opportuno lasciare la base ad Olbia. Ma per qualcuno i favori ai magnati russi sono più importanti della salvaguardia del territorio».

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