Olai-Govossai, la Regione sveglia Abbanoa

«Come intende procedere per fronteggiare la situazione registrata nei bacini artificiali di Fonni e Orgosolo e, conseguentemente quali azioni intende intraprendere affinché Abbanoa assicuri la fornitura di acqua potabile nei  Comuni di Nuoro, Fonni, Gavoi, Mamoiada, Oniferi, Orani, Orgosolo, Orotelli, Sarule, Bolotana e Silanus?». Mai risposta a un’interpellanza fu così veloce, con il consigliere regionale Roberto Deriu che può vantare un record. Perché, dopo appena due ore dalla divulgazione della sua interrogazione, l’assessore regionale ai Lavori pubblici Edoardo Balzarini ha ufficializzato i risultati di un vertice che si era appena svolto proprio sulla situazione negli invasi di Olai (foto in alto) e Govossai. Ovviamente si può parlare di coincidenza ma finalmente hanno “stanato” Abbanoa la polemica scatenata da Mauro Pili che ha portato la vicenda all’attenzione dell’opinione pubblica, la reazione furibonda dei sindaci e la presa di posizione di Deriu annunciata già da ieri alla prima cittadina di Fonni Daniela Falconi.

L’assessore regionale Edoardo Balzarini

Perché, evidentemente, l’assessore ai Lavori pubblici ha dimostrato di avere la stessa preoccupazione di Deriu davanti alla notizia che al 28 febbraio nella diga di Olai si registrava una riserva di 2,2 milioni di metri cubi d’acqua: «È possibile ipotizzare  qualora prosegua almeno normalmente la stagione piovosa – scrive il consigliere regionale Pd – che a maggio si potranno raggiungere volumi d’invaso di 5-6 milioni di metri cubi». Ergo: cosa  succederà nei prossimi mesi, con una riserva a oggi di 7 milioni di metri cubi in meno se già i 9 milioni di metri cubi registrati a febbraio 2017, lo scorso anno, a causa della successiva mancanza di piogge, sono stati insufficienti tanto che negli undici Comuni è stato necessario sospendere l’erogazione notturna dell’acqua da metà settembre a metà gennaio. Evidentemente neanche l’assessore  si è fatto fuorviare da Abbanoa che lo scorso 9 marzo, senza mai citare il drammatico dato di Olai, in un comunicato spiegava perché veniva scaricata a valle l’acqua del Govossai arrivata al limite consentito per garantire la tenuta statica della diga. Balzarini, infatti, oggi ha convocato per Abbanoa l’amministratore unico Alessandro Ramazzotti e il direttore generale Sandro Murtas, Paolo Botti per l’Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna e Francesca Salis dell’Ente di Governo dell’Ambito della Sardegna (EGAS). Risultato dell’incontro? «Individuazione – riassume una nota della Regione – delle risorse finanziarie necessarie all’attuazione dell’intervento di messa in esercizio dell’impianto di sollevamento per il trasferimento delle acque dall’invaso di Govossai (Fonni) a quello di Olai (Orgosolo). Impegno da parte di Abbanoa a valutare costi e benefici per un collegamento strutturale tra gli invasi di Govossai e Gusana».

Mauro Pili

Insomma Mauro Pili aveva ragione nel denunciare la mancata attivazione dell’impianto di sollevamento che si è scoperto inservibile per pompare per quattro chilometri fino alla diga di Olai oggi semi-vuota, l’acqua del Govossai che ora finisce al Gusana. «La risorsa in eccesso non viene sprecata o gettata in mare, ma viene dirottata verso l’invaso di Gusana per un diverso utilizzo (il potabilizzatore Torrei viene per esempio approvvigionato anche dal Gusana per soddisfare il fabbisogno di alcuni centri della Barbagia)», aveva scritto in un documento il 9 marzo Abbanoa, ignorando la questione fondamentale della mancata interconnessione tra invasi per uso potabile e dicendo una mezza verità perché il bacino del Taloro, alimentato oggi dal Govossai che tracima serve soprattutto per la centrale idroelettrica dell’Enel. Naturale la rabbia dei sindaci di Orgosolo Dionigi Deledda e Fonni Daniela Falconi che, davanti al rischio di fronteggiare la rivolta delle popolazioni per una nuova crisi idrica, hanno chiesto, sfiduciando praticamente Abbanoa, l’intervento della Regione. Appello raccolto da Balzarini che ha convocato il vertice per «dare risposte concrete alle necessità di garantire l’approvvigionamento idropotabile di diversi Comuni del Nuorese con il massimo utilizzo possibile delle risorse invasate nelle dighe Govossai ed Olai». Quell’interconnessione si farà in tempi brevissimi e, addirittura si pensa a una interconnessione pben più costosa che permetterebbe di pompare in caso di necessità (Enel permettendo) l’acqua del Gusana all’invaso di Olai. Rispetto al primi intervento indifferibile gli utenti hanno, ovviamente, tutto il diritto di chiedersi perché l’intervento non è stato eseguito prima, prevenendo l’emergenza. «Abbanoa ha dichiarato – si legge infatti nella nota della Regione – di aver già individuato le opere necessarie per consentire, in tempi brevi, il trasferimento dei volumi idrici invasati nella diga Govossai verso la diga di Olai, impegnandosi a anticipare subito la somma necessaria per l’intervento (circa 700mila euro) che permetterà di incrementare il volume delle acque nell’invaso di Olai. La Regione ha dato la propria disponibilità, previa verifica con l’Egas, per trasferire ad Abbanoa le risorse finanziarie anticipate dal Gestore, qualora necessario anche attraverso una eventuale rimodulazione finanziaria della programmazione in corso». Stando poi al comunicato ufficiale appare almeno in parte infondata l’accusa di Pili sulla mancanza di progetti per le due dighe. «Circa gli interventi strutturali sulla diga Govossai – dice infatti la Regione –  Abbanoa ha riferito che è prossima la sottoscrizione della convenzione con il ministero Infrastrutture (MIT) regolante l’impiego di un primo finanziamento, di 4,5 milioni di euro, finalizzato a garantire la tenuta statica e quindi la sicurezza della diga (di conseguenza, superando le attuali limitazioni, anche a consentire l’incremento della capacità di invaso) mentre l’assessore dei Lavori Pubblici ha confermato che con recente deliberazione del CIPE sono stati attribuiti, su istanza della Regione, ulteriori finanziamenti a favore degli invasi della Regione, tra cui due milioni di euro finalizzati ai maggiori fabbisogni di intervento della diga Govossai. Per quanto riguarda l’invaso di Olai, Abbanoa si prepara a portare a compimento gli interventi finanziati con risorse ministeriali e della Regione Sardegna. Una prima linea di finanziamento, pari un milione e centomila euro consentirà, terminata la fase di progettazione, i primi interventi di impermeabilizzazione sulla torre di presa della diga. La seconda linea di finanziamento, pari a 4 milioni di euro, sarà utilizzata per completare l’impermeabilizzazione dell’intero paramento dello sbarramento.

Roberto Deriu

Anche per l’utilizzo di questo finanziamento l’accordo con il Ministero sarà firmato nei prossimi giorni». Dai risultati riferiti sul vertice in Regione arriva, infine, un chiarimento a un problema sottolineato anche da Roberto Deriu: «Sembra che il problema principale della diga di Olai sia il volume di massimo invaso autorizzato passato nell’ottobre del 2016 da 16,2 milioni di metri cubi a 9,24». Problema confermato ma, a leggere il comunicato della Regione, non farà sicuramente piacere a Daniela Falconi e Dionigi Deledda e ai sindaci degli altri 9 Comuni scoprire il motivo per cui probabilmente l’anno scorso è stata svuotata parzialmente la diga e i conseguenti quattro mesi di razionamento notturno dell’acqua potabile. Si trattava e si tratta di un semplice problema di vigilanza 24 ore su 24. «Tra le altre questioni in via di risoluzione, quella della guardiania a Olai», scrive infatti la Regione: «Nei prossimi giorni Abbanoa comunicherà ufficialmente al Servizio Nazionale Dighe l’attivazione della guardiania h24, condizione indispensabile per poter superare le attuali limitazioni di invaso e, conseguentemente, incrementare l’attuale capacità pari agli attuali 9,4 milioni di metri cubi, fino a 13 milioni circa». Rispetto all’emergenza in atto restano ora da verificare i tempi per mettere in funzione gli impianti di pompaggio da Govossai a Olai. Edoardo Balzarini si è detto ottimista e ha garantito il suo controllo per far rispettare gli impegni presi, esprimendo, intanto, la sua soddisfazione per «una riunione estremamente positiva che rimarca l’importanza dei confronti tra Enti e soggetti preposti alla gestione delle risorse idriche per verificare congiuntamente l’avanzamento delle iniziative prese e quelle da assumere per il superamento delle criticità presenti».