Nuoro, il sindaco non si dimette

«Garantire l’operatività della giunta per dare risposte ai problemi dei cittadini e avviare una verifica politica per certificare se la maggioranza ha ancora i numeri per governare». Con queste motivazioni il sindaco di Nuoro Andrea Soddu ha rispedito al mittente stasera in Consiglio comunale l’invito a dimettersi arrivato a più riprese dalle opposizioni.

Rottura con i sardisti

Eppure il primo cittadino in apertura di seduta ha dovuto informare il Consiglio sulla revoca degli assessori Antonio Belloi e Giuliano Sanna, ufficializzata oggi ma efficace da ieri, tanto da consentire all’esecutivo di approvare con solo tre presenti (sindaco, il vicesindaco Sebastian Cocco e l’assessora Valeria Romagna) gli equilibri di bilancio. In mattinata, intanto, sono arrivate le dimissioni di Chiara Flore che ha rotto malamente con il sindaco e i compagni di lista di “Scegliamo Nuoro” se  prima con una nota e poi direttamente in aula  hanno «preso le distanze da una decisione assunta totalmente a titolo personale, senza nessun coinvolgimento del gruppo» e ribadendo «la fiducia al sindaco Soddu, e all’assessore Romagna, espressione della propria forza politica in Consiglio comunale, si rimettono al sindaco per qualsiasi provvedimento a riguardo, per il proseguimento dell’azione di governo».

 

Rapporti personali incrinati

Il destino di Chiara Flore, scaricata senza tanti complimenti sembra essere identico a quello di Marcello Seddone, assessore dimessosi  a febbraio e mai sostituito (https://www.ortobene.net/si-dimette-lassessore-seddone/), neanche citato dal suo capogruppo di “Ripensiamo Nuoro” se Emilio Zola nel suo intervento si è limitato a ribadire il sostegno al sindaco. In questo clima dove, oltre ai rapporti politici sono stati messi in discussioni anche i rapporti personali, Andrea Soddu stasera si è presentato in aula senza cinque degli otto assessori  nominati l’8 febbraio (Antonio Belloi, Maria Boi, Giuliano Sanna e Marcello Seddone), a chiusura di una prima verifica durata sei mesi (https://www.ortobene.net/nuova-giunta-senza-la-citta-comune/) e il 20 aprile (Chiara Flore, https://www.ortobene.net/chiara-flore-assessore/ ) e quindi con appena tre componenti dell’esecutivo superstitie ancora  in carica.

Opposizioni all’attacco

In apertura di seduta Soddu ha letto il decreto di revoca di Belloi e Sanna datato 30 luglio che tra l’altro ha provocato uno scontro tra il presidente del Consiglio Fabrizio Beccu e le minoranze (Pierluigi Saiu, Peppe Montesu, Mara Sanna, Basilio Brodu, Nicola Porcu) che lo hanno accusato di non aver riferito ieri ai consiglieri, nella seduta poi sospesa per mancanza del numero legale, della revoca con Beccu che però ha rintuzzato gli attacchi rilevando che l’atto ufficiale era la comunicazione al Consiglio.

«Revoca per evitare la paralisi»

Nel decreto di revoca firmato dal sindaco si da in pratica atto della volontà espressa da Belloi e Sanna di non partecipare alla riunione dell’esecutivo essendo col Psd’Az (che chiede un terzo assessorato) «in corso di perfezionamento una verifica sugli assetti della giunta comunale» si sottolinea «l’opportunità e la ragionevolezza di procedere alla revoca al solo fine di garantire l’operatività della Giunta comunale». Oltre a questa motivazione tecnica (numero legale in giunta) Soddu, replicando alle bordate dell’opposizione, ne ha aggiunto una politica: «Quando ci siamo candidati il Psd’Az era collocato nel panorama istituzionale con una posizione neutra, mentre oggi ha assunto una connotazione politica la cui compatibilità con la maggioranza deve essere sottoposta a verifica», ha detto il sindaco riferendosi all’accordo con la Lega che in pratica schiera i sardisti nella maggioranza di governo e nell’alleanza con i Cinquestelle. Un argomento neanche sfiorato oggi nel documento diffuso oggi dai sardisti che rivendicano i risultati ottenuti dai loro due assessori (https://www.ortobene.net/sindaco-non-strumentalizzi-dia-risposte/). Risultati richiamati anche dall’opposizione e in particolare da Basilio Brodu che ha sottolineato come revocando i due assessori in realtà il sindaco abbia finito per sfiduciare la sua stessa maggioranza che da sola appena poche settimane fa ha votato il bilancio di previsione e la società comunale per i rifiuti (assessore Giuliano Sanna) e il piano triennale per le opere pubbliche (assessore Antonio Belloi). Naturale la replica della maggioranza che ha fatto muro sostenendo che i risultati non sono di una sola persona ma dell’intera coalizione con Michele Siotto (La Base), Chiara Moroni (Scegliamo Nuoro), Emilio Zola (Ripensiamo Nuoro).

Maggioranza virtuale

Un sostegno che incoraggia Soddu a non dimettersi e a verificare i numeri della sua maggioranza e la possibilità di eventuali altri apporti. Stando a quanto emerso ieri in Consiglio, con le assenze dei 3 sardisti e dei due esponenti de “La città in Comune”, il sindaco può contare su 11 voti certi: 3 de “La Base”, 3 di “Scegliamo Nuoro”, 2 di  “Ripensiamo Nuoro”, il consigliere Adriano Catte che ha lasciato il Pd’Az, il sindaco e il presidente del Consiglio. Ne  deve recuperare almeno altri due, con la maggioranza a 13 su 25 consiglieri. Sarà la verifica a dire se è possibile una ricomposizione che oggi appare per lo meno problematica col Psd’Az o almeno con “La città in Comune”. Come lo stesso Soddu ha fatto intravedere la possibilità di un coinvolgimento di chi all’opposizione ritiene che in questi tre anni non tutto è stato sbagliato e vorrebbe scongiurare l’arrivo del commissario prefettizio. Altrimenti, se mancheranno i numeri – ha detto Andrea Soddu – «sarò il primo a prenderne atto dimettendomi, intanto continuo a lavorare con orgoglio e passione per il bene comune ribadendo di voler restare al servizio della città e che quindi non sono tra i possibili candidati alle prossime elezioni regionali».

 

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