Nuoro, si dimette l’assessora Chiara Flore

In un clima da ultima spiaggia in Comune a Nuoro si sta preparando la riunione del Consiglio comunale che si riunirà stasera alle 17 in seconda convocazione. Scontata l’approvazione del punto all’ordine del giorno che doveva essere votato ieri sul regolamento per l’accesso al programma regionale delle azioni di contrasto alle povertà e all’inclusione sociale (Rei, progetto “Agiudu Torrau “), ben altre risposte si attendono dalla riunione. Prima di tutto non potrà calare il silenzio sulle dimissioni di Chiara Flore che pochi minuti fa ha rilasciato questa dichiarazione: «Prendendo atto, dalla stampa locale, dell’amarezza del Sindaco e del fatto che abbia in animo di togliermi le deleghe, al fine di salvaguardare la mia dignità e l’impegno che ho sempre profuso nell’interesse di tutta la comunità, consapevole della correttezza del mio agire, incompatibile solamente con le direttive imposte dall’alto; ritenendo che una differente condivisione dei problemi avrebbe dato risultati migliori. Per questi motivi e per tutti quelli manifestati precedentemente – conclude Chiara Flore – rassegno le mie dimissioni irrevocabili dalla carica di Assessore Comunale all’Agricoltura». Non resta a questo punto che aspettare le mosse del sindaco Andrea Soddu che pare avesse nel cassetto il decreto di revoca e sia stato anticipato da Chiara Flore che ieri aveva già rinunciato alle sue competenze al Commercio lamentando l’impossibilità di operare in quel settore in mancanza di mezzi finanziari (https://www.ortobene.net/nuoro-salta-consiglio-balla-la-maggioranza/). Entrata in giunta tre mesi fa e considerata finora una fedelissima di Soddu visto che è stata eletta nella sua lista (“Scegliamo Nuoro”), l’ormai ex assessora ha dovuto prendere atto delle dichiarazioni del sindaco rilasciate a Gianfranco Locci de L’Unione Sarda e riportate oggi dal quotidiano cagliaritano. «L’atteggiamento di Chiara Flore non è compatibile con il ruolo di assessore: questa mossa mette in bilico tutte le sue deleghe, non solo quella al Commercio», ha detto il sindaco per rafforzare il concetto più avanti: «Tutti conoscono le difficoltà degli enti pubblici, non è questa la soluzione. Bisogna tenere duro, dare risposte ai cittadini, anche con le poche risorse a disposizione. Ribadisco comunque che questo comportamento non è compatibile con il ruolo di assessore. Ora deciderò – ha detto sempre Andrea Soddu – se tenere Chiara Flore in Giunta». Chissà se la notte ha portato Consiglio. Molti ritengono che la frattura sia insanabile e che stasera il primo cittadino comunicherà la revoca della Flore. Anche perché con l’assessora sarebbero ben altri i motivi di attrito: Chiara Flore non ha partecipato alle due riunione di Giunta andate deserte per mancanza del numero legale,sugli equilibri di bilancio un passaggio delicatissimo come ha rilevato nei giorni scorsi il consigliere di opposizione Pierluigi Saiu (https://www.ortobene.net/nuoro-salta-consiglio-balla-la-maggioranza/). Ma a quelle mancate riunioni di Giunta erano assenti – pare – anche i sardisti, nella prima l’assessore Antonio Belloi e nella seconda anche Giuliano Sanna titolare del Bilancio. Sarà interessante vedere se i tre consiglieri del Psd’Az. assenti alla seduta di ieri, saranno presenti oggi e, soprattutto, come hanno digerito l’accusa dei colleghi di maggioranza: «La mancata approvazione del regolamento è un brutto segnale di cui il Partito Sardo d’Azione dovrà rispondere nell’immediato. Amministrare una città significa prendersi a cuore e tutelare gli interessi e i bisogni dei cittadini, specialmente quelli maggiormente in difficoltà, e non ci sono tatticismi, mal di pancia o manovre elettorali che possano far passare questi principi in secondo piano» (https://www.ortobene.net/nuoro-maggioranza-sardisti/). Stamattina in Municipio, con i telefoni cellulari caldissimi, le diplomazie sono al lavoro in Comune per cercare di ricomporre la frattura, ma nello stesso tempo Andrea Soddu sarebbe al lavoro su un piano B: riallacciare i rapporti con “La città in Comune”, incrinati dalla verifica di febbraio che ha portato al congelamento delle deleghe affidate a Maria Boi che non ha mai accettato l’incarico e quindi non partecipa alle riunioni di Giunta. I due voti de “La città in Comune” (i cui consiglieri erano ieri assenti e quindi responsabili quanto i sardisti della seduta saltata per mancanza del numero legale), diventerebbero determinanti per la sopravvivenza della maggioranza in caso di fuoriuscita del Psd’Az che continua a puntare i piedi chiedendo il terzo assessorato e viene visto però con sospetto da pezzi per la maggioranza per la visibilità ottenuta con il piano delle periferie (assessore Belloi), l’approvazione del bilancio e dello statuto della nuova società per le gestione dei rifiuti (assessore Sanna). Il rientro de “La  città in Comune” rischia però di aprire il caso “Ripensiamo Nuoro” che ha visto il suo assessore, Marcello Seddone, dimettersi (https://www.ortobene.net/si-dimette-lassessore-seddone/): un gesto che Soddu ha finora tentato di far passare in sordina, ma ora sembra che il sindaco non possa contare sue due voti di “Ripensiamo Nuoro” facendo ancora appello al senso di responsabilità e senza un’adeguata contropartita politica visto che le motivazioni di Seddone (accompagnate da una richiesta di apertura alle minoranze per tentare una gestione unitaria della crisi finanziaria ignorata dal sindaco), sono sostanzialmente identiche a quelle di Chiara Flore. Il puzzle che sta tentando di comporre Andrea Soddu è, come si vede, molto complicato e con troppe tessere ancora fuori posto: per il sindaco di Nuoro le prossime quattro ore che precederanno la seduta del Consiglio dove comunque non potrà presentarsi facendo finta di niente, saranno determinanti per il futuro suo e della sua Giunta.