Presentato il restauro in Cattedrale

Il dibattito e lo studio del progettista Angelo Ziranu supportato da una commissione diocesana, sull’adeguamento liturgico della Cattedrale di Santa Maria della Neve di Nuoro, sfocia in un primo atto concreto: la ricostruzione dell’antico altare edificato nel 1849 all’interno di un primo progetto di cui si è concluso il lungo e complesso iter, che prevede anche la messa in sicurezza e il restauro delle tombe dei vescovi e un nuovo impianto di illuminazione. Un risultato importantissimo per Nuoro presentato oggi in una conferenza stampa dallo stesso architetto Ziranu, dalla dottoressa Maria Paola Dettori della Soprintendenza per i Beni architettonici e storico artistici di Sassari, dal responsabile per i Beni culturali ed ecclesiastici della diocesi di Nuoro don Sebastiano Corrias, insieme al vescovo Mosè Marcìa e all’arciprete della Cattedrale don Giovannino Puggioni. Con il definitivo via libera al progetto da parte della Soprintenza nello scorso maggio e le autorizzazioni amministrative del Comune di Nuoro, i lavori possono iniziare e i nuoresi potranno, grazie a una telecamera a circuito chiuso, seguirli praticamente i in diretta e vedere così via-via riprendere forma l’antico altare che, già modificato nel 1932, era stato “capitozzato” nel Duemila con gli elementi marmorei disegnati da Gaetano Galfrè rimossi e recuperati nelle campagne di una struttura diocesana. Viene così sanata una ferita che davanti alle polemiche sui successivi lavori – come ha ricordato don Puggioni – diciotto anni fa ha portato a un lungo stop che ha rischiato di far dimenticare totalmente quell’opera oggi pronta ad essere recuperata grazie all’impegno di monsignor Marcìa e dei suoi collaboratori. La stessa Soprintendenza ha riconosciuto l’importanza del lavoro da fare ma soprattutto del lavoro fatto da Angelo Ziranu anche come ricerca storica negli archivi diocesani e parrocchiali e negli archivi di Stato di Torino e Cagliari che hanno permesso di dimostrare – come già si è potuto vedere nell’illustrazione ai giornalisti da parte dell’architetto Ziranu – che un paese di meno di cinquemila abitanti (4.827 i residenti a Nuoro secondo il primo censimento del 1861) è stato capace nel progettare la sua Cattedrale di muoversi da protagonista e di dialogare con il movimento nazionale del neoclassico. Una pagina di storia tutta da approfondire, senza dimenticare che quella chiesa madre della Diocesi di Nuoro appena nata come figlia di quella di Galtellì, è stata costruita nel colle più alto per essere visibile da tutta la città. Idealmente tale deve ritornare la Cattedrale, recuperando storia e cultura e stimolando ulteriori ricerche, partendo proprio dai lavori di recupero dell’altare anche con una  specifica giornata di studi annunciata dal parroco don Giovanni Maria Chessa. Questa volta, insomma, le polemiche non hanno avuto l’effetto traumatico di 18 anni fa, ma resta aperta – come ha ricordato don Giovannino Puggioni da presidente del Capitolo proprietario della Cattedrale, chiesa-madre di tutta la Diocesi – dell’adeguamento liturgico perché la chiesa non è un museo, ma deve essere funzionale alle celebrazioni liturgiche secondo quanto indicato dal Concilio Vaticano II e in generale rispondere alle esigenze dell’assemblea dei fedeli. Una pagina tutta da scrivere che però parte dal punto fermo del restauro dell’altare e dal recupero della memoria storica, secondo quanto ribadito più volte dal vescovo. Lo stesso monsignor Marcìa, infatti, anche durante un’assemblea l’anno scorso aveva definito l’adeguamento liturgico come un progetto in divenire indicando la necessità di mettere comunque il punto fermo del restauro dell’antico altare. Un risultato finalmente raggiunto, al termine di un confronto continuo tra il progettista, la Soprintendenza (la dottoressa Piredda ha ribadito il giudizio estremamente positivo già espresso in un recente convegno nazionale quando l’intervento di Nuoro è stato citato come esempio di restauro), il vescovo e la commissione diocesana.

Vista l’importanza dell’argomento, il prossimo numero del settimanale L’Ortobene darà ampio spazio al progetto e alla sua presentazione, mentre per garantire una informazione capillare su questo sito tra qualche giorno, saranno visibili le registrazioni integrali degli interventi alla conferenza stampa odierna.

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