Nuoro, Paolo Fadda aderisce i Riformatori

«Una sveglia a tutte le forze moderate, civiche, cattoliche che non si riconoscono negli estremismi»: così lo stesso Paolo Fadda definisce la sua decisione di aderire ai Riformatori ufficializzata stamattina durante una conferenza stampa. Un’adesioni che arricchisce di un ulteriore elemento la campagna elettorale che sta entrando nel vivo in vista delle elezioni comunali di ottobre che vedrà anche Nuoro rinnovare il Consiglio comunale. A sancire l’importanza della novità, la presenza in città dei massimi vertici del movimento cin l’assessore regionale Roberto Frongia e il capogruppo in Consiglio regionale Aldo Salaris, il fondatore Massimo Fantola e Franco Meloni, insieme al coordinatore provinciale Marco Fadda e al coordinatore cittadino Gianfranco Moro. «Non ho una scuola politica – si legge in una nota diffusa da Paolo Fadda (primo a destra nella foto) dopo la conferenza stampa  – ho imparato ad interessarmi agli altri negli anni dell’Azione Cattolica, della parrocchia, dell’associazionismo e della cooperazione sociale da cui professionalmente provengo. Aderire ai Riformatori è stata una scelta fatta in assoluta libertà e in piena continuità con la mia indole civica perché affascinato da una politica civica ma a respiro regionale dove la Sardegna è il campo e le Amministrazioni Locali sono gli interlocutori privilegiati e dove la Regione rappresenta una Porta a cui bussare per a tutti, basti pensare al finanziamento dell’assessorato regionale ai Lavori Pubblici con l’assessore Frongia e i lavori di ristrutturazione dell’anfiteatro comunale».
 Per quanto riguarda i Riformatori, Fadda si dice «colpito dalla serietà, della concretezza, dalla misurabilità dei programmi e la responsabilità del proprio operato» e dal rifuggire  «non solo dall’eterno processo a chi ha governato prima o dall’eterna campagna elettorale. Mi piacerebbe – conclude lil consigliere comunale – che nelle prossime settimane ad ogni nuorese che ci chiederà cosa vogliamo fare per la nostra città non ci limitassimo a criticare le amministrazioni precedenti o quanto hanno governato male. Ma raccontassimo un idea di città che vuole trovare ragioni di speranza e di riavvio, questa sarà la sfida, questo sarà l’augurio, questo sarà l’impegno».