Ore decisive per la Camera di commercio

Si deciderà con tutta probabilità domani, 25 maggio, in sede della conferenza Stato-Regioni il destino delle Camere di commercio di Nuoro e Oristano. All’ordine del giorno della riunione c’è, infatti, anche una questione strettamente legata alla Sardegna. Lo si evince da una nota della stessa Camera di commercio di Nuoro che per lunedì 29 maggio ha convocato una riunione straordinario del Consiglio camerale allargato proprio per tentare di evitare l’annessione di Nuoro a Sassari e Oristano a Cagliari deliberato la scorsa settimana da Unioncamere, l’ente che associa gli enti territoriali. A Roma si discuterà la revoca all’accorpamento di tre Camere di commercio siciliane (Catania, Siracusa e Ragusa) già deliberato nel 2015. «Se dovesse essere accolta questa revoca – si legge nella nota – la Sicilia avrebbe una Camera di Commercio in più è verosimilmente l’impossibilità per la Sardegna di avere tre Camere di Commercio». Per spacchettare le Camere siciliane, coinvolte tra l’altro in alcune inchieste giudiziarie anche per un abnorme crescita delle imprese iscritte, si è mosso direttamente il governatore della Sicilia Rosario Crocetta che ha portato il problema proprio all’attenzione della Conferenza Stato-Regioni. Un intervento per difendere Nuoro che ora viene chiesto a gran voce al presidente della Regione Francesco Pigliaru già sollecitato la settimana scorsa dal consigliere regionale Luigi Crisponi. Unioncamere ha condannato la Camera di commercio di Nuoro che ha appena 27 mila imprese iscritte rispetto alle 75 mila previste dal Governo in una riforma che provocherebbe la chiusura di 45 enti territoriali sugli attuali 105. «Parametri discutibili – denunciano i vice presidenti di Confcommercio di Nuoro e Ogliastra, Nadia Secchi e Roberto Melis – che stanno condannando alla fine la Camera di commercio di Nuoro grazie alla superficialità di chi ha costruito questo provvedimento illogico ed irrazionale per cui il più grande deve sopravvivere anche se inefficiente ed il piccolo deve liquefarsi anche se funziona». Anche Confindustria invita a «opporsi in tutti i modi al piano di riorganizzazione» chiamando con il presidente Roberto Bornioli a «una mobilitazione unitaria del territorio e il coinvolgimento della politica a tutti i livelli. Occorre un intervento forte da parte della Giunta regionale e del presidente Pigliaru, a partire dalla prossima conferenza Stato-Regioni prevista per il 25 maggio» «. Le ragioni di questa mobilitazione sono spiegate nello stesso documento della Giunta camerale che ha convocato per lunedì 29 alle ore 10 il Consiglio camerale allargato «agli stakeholder del territorio», inutile inglesismo che indica i “portatori d’interesse” cioè i rappresentanti istituzionali e delle associazioni di categoria. «La Camera di commercio di Nuoro rivendica la sua autonomia – si legge nel documento – anche in virtù del suo livello di efficienza nel rapporto fra costi e ricavi che la pone al sesto posto in Italia dopo le lombarde considerate da sempre le camere più efficienti. Nell’ipotesi di accorpamento proposta da Unioncamere risulterebbero a rischio tutte le attività gestite ed organizzate direttamente dalla Camera di commercio nuorese, in primis quelle di animazione territoriale (Autunno in Barbagia, Distretto culturale del Nuorese, Primavera nel cuore della Sardegna, Cuore della Sardegna, Arkeosardinia) e il Fablab Make in Nuoro».