Nuoro, la Madonna delle Grazie e San Francesco

Colpisce le persone che conoscono e vivono Nuoro questo suo aspetto insolito, con le strade deserte, i posteggi delle auto vuoti. Si è presi dal dubbio, a momenti, che la città sia stata abbandonata dai suoi abitanti.
Supermarket, panifici, farmacie: si entra e dall’altra parte del banco un uomo o una donna sta lì per servire, ma il cliente avverte uno stato di separazione, di divisione, nuovo, sconosciuto fino ad ora. È determinato da quella piccola maschera – sette centimetri per otto in tutto – che nasconde l’area della bocca, quella parte del viso, proprio quella, attraverso cui gli umani comunicano tra loro.
Farmacie si è detto. Molte delle persone che si incontrano – tra le poche che sono in giro – portano la maschera che difende dal contagio. Ma se andate a comprarne una vi rispondono che “sono esaurite”. “I depositi dai quali siamo riforniti si sono svuotati” vi dicono, lo stesso vale per il disinfettante.
Mentre sappiamo che in molti si sono prodigati per far fronte a questa difficoltà e i primi carichi sono arrivati a destinazione e offerti in particolare ai volontari del primo soccorso, è legittimo chiedersi se non fosse stato sensato, opportuno prevedere con anticipo, e provvedere.
Sappiamo cosa è successo all’Ospedale San Francesco. Per fortuna gli esami eseguiti, alla fine, hanno fatto tirare un  sospiro di  sollievo. Si temeva che il  San Francesco venisse a trovarsi nella situazione di chiudere. L’ospedale, è bene ricordarlo, serve un vasto territorio della provincia, con una popolazione rilevante per numero.
Confidiamo ora, noi  tutti, che le misure prese d’autorità sulla drastica riduzione dei contatti tra le persone blocchino la diffusione del contagio e alla fine il virus torni sotto controllo. Gli esperti affermano che sarà così, e abbiamo ragione di credere ad essi. In Cina, centro di partenza del contagio, le stesse misure hanno funzionato. Siamo addolorati per le vittime che ci sono state, partecipi con quanti risultano colpiti, ma allo stesso tempo pieni  di speranza e fiducia.
Zia Maddalena è un devota anziana che frequenta regolarmente, da una vita, il Santuario delle Grazie. Lei approva in pieno la decisione del Vescovo e della Diocesi di dedicare una novena straordinaria alla protettrice di Nuoro. Questa agli inizi dell’Ottocento intervenne miracolosamente a bloccare una epidemia, una peste, che aveva colpito  la città. Ed è convinta anche, zia Maddalena, che nella conclusione positiva delle incertezze riguardo all’ospedale nuorese ci sia un altro intervento fondamentale da parte del patrono della struttura sanitaria: San Francesco. La sua statua sta all’ingresso dell’ospedale e vigila su di esso. Sicuramente lui, venerato e amato a Nuoro e nei paesi del circondario, lui che a Lula ha il Santuario, interverrà per sostenerci in questo tempo di prova.

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